NR. 09/15 DEL 13 MARZO 2010
la domenica di vicenza
google
  • Newsletter Iscriviti!
 
 

Pedescala e Debba come si “allargano” due ponti

facebookStampa la pagina invia la pagina

Pedescala e Debba come si “allargano” due ponti


(g. ar.)- Tempo di polveri sottili, di temperature da tenere sotto controllo in casa, ma soprattutto negli uffici pubblici. Ma anche tempo di viabilità variamente intesa: dal blocco totale del traffico per la domenica in città fino alla concezione liberamente espressa di come si fanno e si usano i ponti. Non i ponti festivi, ma i ponti ponti, cioè le strutture che a norma di dizionario italiano permettono di superare un ostacolo naturale, fiume o valle, collegandone l'una all'altra le sponde opposte. Ecco, parliamo di questo, coinvolgendo Pedescala e la Riviera Berica, il Comune di Valdastico e quello di Vicenza. Con un occhio a Cessalto i cui amministratori hanno deciso di abolire le tasse per ricreare consumo: si può imitare un piccolo Comune che prende decisioni coraggiose al limite dell'autolesionismo? Sì, per quanto riguarda Vicenza basterebbe davvero il supporto federalistico: tra spesa di ciascun cittadino e rientro a ciascun cittadino via rimborsi dello Stato passano la bellezza di 3.000 euro. Sarebbe sufficiente il 10% di questo sbilanciamento per rimediare a tante cose. Anche rinunciando all'altro 90%, si farebbe festa anche il 2 novembre.


TERMOILLUSIONE- Il Comune di Vicenza ha deciso il blocco del traffico per una domenica causa emergenza sanitaria. Chi gli dà torto? Anche se le polveri sottili si devono soprattutto al traffico complessivamente inteso (leggi: incrocio delle autostrade) più che a quello locale, e soprattutto, come in tutto il mondo, alla ricaduta dei fumi residui da riscaldamento, una decisione come questa merita rispetto, sia per l'idea di partenza, sia per la sostanziale moderatezza. Una domenica non si rifiuta a nessuno. Quel che apre le porte a qualche perplessità è invece la postilla sulla temperatura massima raggiungibile in ambiente riscaldato, la quale sarà anche frutto di normativa, ma lascia punti interrogativi lungo tutto il fronte del ragionamento. Perché e come quei 19 gradi? Chi li controlla? È ragionevole pensare seriamente ad un rispetto rigoroso di una disposizione così concepita? La risposta è che in effetti quel limite massimo di 19 gradi riguarda soprattutto e principalmente i terminali su cui è possibile effettuare una vigilanza effettiva, cioè gli ambienti pubblici. Palazzi delle amministrazioni, scuole, eccetera. Dove c'è il termostato controllabile di una centrale termica unica per tutto l'edificio, lì è possibile misurare. Naturalmente dentro lo stesso perimetro le temperature possono anche variare di molto, ma il termostato è unico e sempre associato alla fonte del riscaldamento, cioè alla caldaia.


PONTI... REGOLABILI- Il ponte Bailey è, come recita Wikipedia, un "tipo di ponte costituito di elementi modulari, prende il nome dal suo ideatore, l'ingegnere britannico Donald Bailey e fu relizzato nella seconda guerra mondiale". Nessuno ha mai nemmeno ipotizzato la canonizzazione del geniale ingegnere, quando meriterebbe invece un'istruttoria immediata oltre che un angolino tutto suo in calendario. Quella sua invenzione servirebbe oggi a dirimere chissà quante dannazioni dialettiche, tecniche e non, sostenibili a norma di logiche anche elementari o invece viaggianti lungo la border line della pazzia. Un bel paio di Bailey, ad esempio, avrebbero risparmiato e risparmierebbero mille afflizioni. A tanti amministratori, ma soprattutto a tantissimi cittadini, convinti di volta in volta che qualcosa non stia proprio funzionando come occorrerebbe. Due bei ponti regolabili, piazzati, per dire, a Pedescala e a Debba, taglierebbero ogni discussione. Punto e zitti tutti.


LA SVOLTA DI PEDESCALA- Non si tratta di importanti decisioni rivolte a pesare sugli equilibri internazionali. Trattasi invece di svolta fisica, di raggio di curva: quella che bus e mezzi pesanti debbono scegliere se, procedendo verso nord da Arsiero, vogliono girare a destra per percorrere il ponte di Pedescala. Viabilità Spa ha ristrutturato il ponte e lo ha aperto a lavori finiti. Qual è il problema? Lo spiegano con raccomandata RR le FTVspa: con un bus di 12 metri abbiamo provato e constatato che non ci sono spazi sufficienti. Che si fa? Apriti cielo. In effetti i problemi di accesso al ponte erano già noti prima che si lavorasse alla messa in sicurezza; ora la situazione è peggiorata e per curvare a destra il bus deve prima occupare la carreggiata di sinistra della statale. Non è bello. E che dire dei mezzi commerciali? Chi ha aziende da quelle parti si è già accorto che più ingombrante è il carico, meno possibilità ci sono di arrivare dall'altra parte incolumi.


SUGGERIAMO LA CURA DEBBA- Tutto il ragionamento precedente non tiene conto dei traguardi pionieristici già di fatto raggiunti a Debba. Anche lì c'è un ponticello recuperato, anche lì le misure non sono proprio congrue e così c'è un bel divieto per i mezzi pesanti (oltre 35 quintali). Solo che i grandi TIR provenienti da Vicenza est pare abbiano preso l'abitudine di non tenere in molto conto -diciamo così- i limiti del divieto. E passano di qua e di là mentre i controlli latitano. Però questi camionisti segnano un nuovo cammino per l'ingegneria civile e per i manuali di statica: a furia di attraversare quel ponte, magari incrociandosi con chi viene dalla direzione opposta, hanno arrotondato le sponde, allargato di fatto la luce del ponte. Le strisciate di vernice testimoniano. Così si fa. Questo è pensare in proprio al bene comune...

Guarda l'ultimo TG
IN FONDO - Interviste, dibattiti, commenti su attualità, costume e politica
IN FONDO - Interviste, dibattiti, commenti su attualità, costume e politica

In Fondo,
23 febbraio 2010

In Fondo,
25 febbraio 2010
Copyright ©2010 La Domenica di Vicenza - P.I. 01261960247
Engineered SITEngine by Telemar