NR. 08/15 DEL 6 MARZO 2010
la domenica di vicenza
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Ditri: «Per la Fiera una dimensione globale»

Per il neo eletto presidente la ricerca di alleanze si giocherà sul piano regionale, nazionale, ma soprattutto internazionale

di Paolo Usinabia
ladomenica@tvavicenza.it

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Ditri: «Per la Fiera una dimensione globale»

Un cauto ottimismo sulla situazione del settore orafo e la volontà di agire con tempestività per individuare le linee strategiche che guideranno il futuro della società fieristica vicentina. Sullo sfondo, la consapevolezza che il futuro delle fiere orafe si giocherà sullo scacchiere internazionale. Sono queste le indicazioni che giungono da Roberto Ditri, Presidente della nuova Fiera di Vicenza Spa, nata nel dicembre 2009 dalla fusione tra l'Immobiliare Fiera Spa e la società di gestione.

Presidente, quali segnali sono arrivati dalla Fiera dell'oro?

«I dati di affluenza di Vicenzaoro First da poco conclusa confermano pienamente la sua centralità e importanza per il settore. Le presenze di operatori accreditati alla chiusura del sesto giorno sono state 17.969 rispetto ai 13.154 del 2009. È stata registrata la presenza di buyer provenienti da importanti "department store e retail" del lusso a livello internazionale e in generale un maggior interesse per il prodotto orafo e gioielliero e conseguentemente per gli acquisti da parte dei clienti finali.

Al momento, non è possibile trasformare queste indicazioni positive in previsioni certe degli ordinativi, per i quali bisognerà raccogliere dati specifici puntuali provenienti da altre fonti. La mia prima "full immersion" nel business dell'oro mi ha consentito di raccogliere molti spunti, provenienti da imprenditori, operatori, categorie economiche, media, fondamentali per la messa a punto delle strategie future, che verranno affrontate e discusse a brevissimo all'interno del Consiglio di amministrazione».

Lei chiama sempre in causa l'esperienza di Amministratore delegato della Marelli Motori, parla di organizzazione e modo di produrre, il primo obiettivo della sua azione è mettere a punto la macchina interna della Fiera.

«Io considero la Fiera di Vicenza un'azienda, come è in realtà. Chiaramente si muove in un campo diverso da quello industriale e ha una serie di concorrenti specifici, ma la logica di come affrontare il mercato, di come individuare le eccellenze per battere la concorrenza, il modo di selezionarle e implementarle, è assolutamente identico a quello delle altre industrie. La stessa logica si applica a motivare, formare, selezionare le risorse umane dell'azienda».

Per quanto riguarda le strategie di mercato, La carta da giocare è l'internazionalità delle Fiere orafe?

«I mercati si stanno muovendo a livello globale. Le aree di crescita si spostano continuamente. È chiaro a tutti oggi che bisogna costruire delle posizioni forti, per esempio in tutta l'area asiatica. Questi sono mercati che si possono conquistare solo se ci si muove in maniera estremamente attiva al loro interno, e si costruiscono le giuste presenze o alleanze. Non possiamo tuttavia dimenticare nei mercati in cui siamo stati storicamente più forti, come gli Usa, anche perché lì la sensibilità e le aspettative del cliente finale sono molto sofisticate e richiedono quindi grande capacità di innovazione, creatività, stile».

Quali sinergie con altre realtà fieristiche?

«Esistono due dimensioni di alleanze: una a livello regionale e nazionale che va sicuramente esplorata, probabilmente soprattutto su eventi specifici. Ma la dimensione che più mi interessa è quella a livello globale, dove sarà chiave per Vicenzaoro costruire le alleanze giuste per scalare ulteriori posizioni di leadership a supporto sempre della nostra filiera orafa».

29 gennaio 2010

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