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A dimostrare questa incoraggiante tendenza che ha interessato il Terziario vicentino sono i numeri, elaborati in questi giorni dalla Confcommercio: nel 2009 i corsi svolti nella sede provinciale e nelle varie sedi mandamentali dell'associazione sono stati 698, un bel +77% rispetto ai 394 del 2008. Balzo in avanti anche per gli allievi che hanno frequentato le aule dell'Ascom: hanno letteralmente doppiato quelli dell'anno precedente passando dai 5.400 del 2008 agli 11.500 del 2009 (+ 113%). Incremento considerevole, conseguentemente, per le ore erogate: sono state 12mila nel 2009, il 73% in più rispetto al 2008. E il 2010 si preannuncia un anno altrettanto importante sul fronte della formazione per Confcommercio Vicenza, grazie anche ai progetti recentemente finanziati dal fondo For.Te.
«Questi dati - è il commento di Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza - dimostrano il grande senso di responsabilità dei nostri imprenditori, che di fronte ad una palese situazione di crisi non hanno di certo "tirato i remi in barca", ma si sono rimboccati le maniche puntando sul proprio aggiornamento professionale e su quello dei propri dipendenti. Noi abbiamo fatto la nostra parte - prosegue Rebecca - anche facendo pesare il meno possibile sui bilanci questa voce strategica per il futuro delle aziende: l'80 per cento delle ore di formazione erogate sono state infatti a costo zero per i nostri associati, in quanto finanziate dal Fondo sociale Europeo, dal Fondo Forte e dai contributi erogati a favore dell'apprendistato».
E se una significativa fetta dei corsi proposti nel 2009 ha avuto come tema l'abilitazione alle professioni, la sicurezza e i libretti sanitari per le aziende alimentari e della somministrazione, grande interesse hanno suscitato anche alcune proposte innovative legate al marketing, alla comunicazione e alla customer satisfaction studiate appositamente per specifici settori. È il caso, ad esempio, dei corsi per la categoria dei profumieri, dei dettaglianti di ortofrutta e dei macellai, ai quali si sono aggiunti i numerosi "titoli" studiati per i ristoratori e mirati alla promozione dell'enogastronomia tradizionale. Anche in questo caso, come in tutti gli altri, il "menu" proposto da Confcommercio è stato particolarmente gradito.