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Non è arrivata risposta ma sono emerse ben chiare alcune istanze non solo della piccola impresa, in un confronto pacato e costruttivo. Basilea 2 innanzitutto, e la sempre maggior difficoltà di accesso al credito delle PMI. Il problema della ricapitalizzazione delle piccole imprese. La necessità fra piccole e grandi di integrarsi e non contrapporsi nello sviluppo economico. Il costo dell'energia e il fisco poi, eterno problema, fronte sul quale le aziende ancora aspettano un'azione incisiva dal governo. Non solo proteste e confronto sui massimi sistemi. Catia Polidori ha per esempio ricordato il recepimento della direttiva europea sullo Small Business, con l'approvazione dello Small Business Act da parte del Governo, che dovrebbe portare una serie di benefici sul medio termine, non ultima la necessità di una valutazione d'impatto sulle Piccole imprese dei provvedimenti di carattere economico che le riguardano.
Abbiamo avvicinato il presidente di Apindustria Vicenza a margine del convegno. Filippo De Marchi ha richiamato ad la classe politica ad un maggior impegno e senso di responsabilità verso quello che è la struttura portante dell'economia italiana, il sistema delle piccole e medie imprese.
«L'anno nuovo -ci dice- si è aperto con un grande punto di domanda. Anzitutto sulla crisi e il ricadere della situazione internazionale sulle difficoltà delle famiglie e delle piccole imprese. La permanente difficile congiuntura del nostro paese, ereditata da un 2009 decisamente nero per incombere anche sul 2010, anno che, invece, a detta di molti, dovrebbe segnare la svolta decisiva verso la ripresa. Dipenderà molto dall'effettiva volontà di modificare il corso delle cose da parte, per esempio, della classe politica italiana che, oltre a doversi misurare con una geografia industriale radicalmente variata, attende gli esiti (mai scontati) delle prossime elezioni regionali come ad un test sulla propria capacità di governo. Noi imprenditori non ci faremo facilmente sorprendere dall'apertura dei molti cantieri che, come d'incanto e consuetudine, prendono avvio in concomitanza di tornate elettorali. Per fare degli esempi: la Pedemontana, la Valsugana, la Valdastico a Sud, la Bretella a Nord di Vicenza sono opere che abbiamo sognato, atteso, sperato e ancor più abbondantemente già pagato in anni di immobilismo amministrativo in cui il costo delle mancate infrastrutture è stato sostenuto dalle nostre aziende.
Bene o male a Roma si sono accorti di qualche imprudenza nel promettere il taglio delle tasse ad imprese e famiglie, spostando più realisticamente ad un tempo più lontano i miraggi di una riforma fiscale più equa: e noi auspichiamo che ciò avvenga tenendo in debito conto che la sussistenza della PMI è la vera discriminante perché regga l'intero sistema economico italiano. Da parte nostra abbiamo puntato con maggiore risoluzione a fornire ai nostri imprenditori gli strumenti necessari per parare i colpi ed agganciare la ripresa, ponendo, in primo luogo, le basi culturali per rendere più manageriali gli assetti delle nostre attività produttive. Un esempio su tutti: il percorso di incontri "C.R.I.S.I. - Come Ricreare Impresa Successo Innovazione", volto a proporre un modello innovativo di fare impresa, dove qualità dei prodotti, successo nella vendita e fiducia nelle risorse umane acquistano dignità e ruoli cardine. Abbiamo anche affinato la gamma dei nostri servizi, su modello delle specifiche richieste degli associati e al contempo non abbiamo abbassato la guardia sia nei confronti delle banche, sia verso la parte politica, presentando puntualmente le nostre istanze e cercando con tutti i mezzi che arrivassero nelle sedi opportune i segnali di difficoltà della PMI vicentina. Non abbiamo mai prospettato soluzioni prestabilite, abbiamo invece indicato dei modelli da perseguire, forti della nostra identità associativa, dell'impegno profuso dagli imprenditori impegnati nelle Categorie e nei Mandamenti e confermati dalla fiducia degli imprenditori. Ed è con questo spirito che ci ritroveremo in questo primo importante appuntamento di valutazione della Legge Finanziaria 2010 che definisce le linee di politica economica per il nuovo anno».
Nella foto da sinistra i parlamentari Massimo Donadi, Catia Polidori, Andrea Gibelli e Matteo Colaninno
29 gennaio 2010