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Posto che la crisi non è passata e che gli effetti si faranno sentire a lungo soprattutto sotto il profilo occupazionale, da Assoartigiani arriva un dato che dà ottimismo. Non vi è stato alcun tracollo di imprese. Da qui l'ottimismo di Sbalchiero
«Il 2009 è stato definito da molti esperti "l'anno terribile". Certo si è trattato di un anno che ha creato molte preoccupazioni, tante perplessità, qualche volta onestamente anche più del necessario. L'anno non era iniziato bene ma via via poi c'è stata una, seppur lieve, ripresa. Quanto al mondo dell'artigianato vicentino c'è stata una contrazione dell'1,50 per cento che mette in luce una maggior resistenza del territorio provinciale a fronte di un omologo dato del Veneto attestato attorno al - 1,80 per cento circa. Vicenza quindi, con le sue quasi 27mila imprese artigiane, regge ancora e quella contrazione conta anche tanti prepensionamenti di artigiani ormai giunti al termine della loro carriera professionale. Quindi, più che i numeri, preoccupa la tenuta del mondo dell'artigianato e degli addetti del settore: ovvero, bisogna che quel mondo di saperi e professionalità non venga disperso». Quanto all'anno appena iniziato il presidente Sbalchiero è ottimista perché «guai a non pensare in positivo. Il guardare avanti, cercare di far fronte alle difficoltà con rinnovati stimoli, d'altronde è d'altronde nel DNA dell'artigianato. Ma c'è bisogno che anche altri attori credano ancora negli artigiani, primi tra tutti gli istituti di credito: alcuni hanno saputo dare, altri meno».
Quanto ai specifici settori, Sbalchiero precisa che alcuni danno dei segnali positivi altri stanno ancora vivendo una situazione di difficoltà. «Si è da poco concluso il primo importante appuntamento per il settore orafo, VicenzaOro First. Chi si aspettava anche su questo fronte un tracollo si è sbagliato. C'è stato interesse e si sono viste realtà aziendali dinamiche. Spero che con questa Fiera il comparto si riappropri dell'importante ruolo che ha avuto in passato. C'è poi il settore della meccanica, che da solo rappresenta un terzo della produzione artigianale, che mostra qualche segnale di ripresa dopo un periodo non certo roseo. Altri comparti invece confermano una tenuta maggiore, è il caso, per esempio, dell'agroalimentare che non ha mai smesso di crescere». Dati che sono emergono anche nel Rapporto dell'Artigianato Vicentino che annualmente fotografa la situazione del comparto.
In conclusione, le prospettive per il 2010 sono ancora incerte ma improntate però all'ottimismo della volontà. Perché, mentre tanti esperti hanno analizzato e dibattuto per cercare di capire cosa fosse successo, come leggere i dati, studiare soluzioni, gli artigiani vicentini ancora una volta si sono rimboccati le maniche e sono andati dritti al nocciolo del problema per trovare "una via d'uscita" concreta e coerente con la loro storia fatta di sacrifici, professionalità, e, come sottolinea Sbalchiero, di tanta voglia di fare pensando al domani come una sfida piuttosto che come un problema. È il caso del tema dell'innovazione. Mentre in tanti ne discutono a livello tecnico, il Gruppo Giovani Imprenditori dell'Associazione ha dato vita a una sperimentale "scuola per giovani imprenditori": un gruppo di 15 "innovatori" ha accettato infatti di intraprendere un originale e inedito percorso di formazione, progettato e realizzato con la collaborazione del Cesar, per imparare a innovare. Cinque giornate piene, da gennaio a maggio, nel corso delle quali gli imprenditori saranno supportati nella definizione di obiettivi specifici e personali di crescita e seguiti passo passo nel percorso per raggiungerli. Non si tratta di un tradizionale corso teorico di "buone pratiche", quindi, ma di una formazione mirata, immediatamente spendibile nella pratica aziendale dei partecipanti i cui risultati saranno condivisi, discussi e analizzati nel corso della Convention Formativa 2010, prevista per giugno.