|
|
||
L'esperienza insegna che non bisogna mai confondere la quantità (dei tifosi) con la qualità (delle valutazioni critiche). Può darsi dunque che certi giudizi catastrofici siano esagerati; può darsi pure a che a suggerire il pessimismo sia la delusione per il mancato arrivo di un nome di richiamo (un attaccante, nella fattispecie: non a caso è stato inseguito a lungo Di Michele); al di là di tutto resta però l'evidenza di un organico che risulta incompleto proprio nel settore maggiormente bisognoso di integrazione, quello offensivo.
I giudizi dei tifosi sono quasi sempre suggeriti dalla "pelle", sono giudizi di pancia, come si usa dire, pronti a essere ribaltati dopo due successi. Manca la riprova del campo ed è proprio questa l'occasione che Maran va cercando per cancellare le tante perplessità emerse a proposito delle scelte di mercato. Un mercato che nel caso del Vicenza è stato vistosamente condizionato dalla scarsa disponibilità di denaro. Sono molte peraltro le squadre costrette a chiudere la stagione con una rosa di giocatori sovradimensionata dopo aver fallito tutti, o quasi tutti, gli obiettivi di mercato. Prendiamo il caso del Mantova, che dovrà continuare a pagare tutti gli elementi in soprannumero (Abate, Lanzoni, Malatesta, Mondini, Pizzuti, Cavalli, Marchesetti), o della Reggina, che ha smentito platealmente le scelte effettuate nel mercato estivo richiamando dal Bologna Tedesco e Vigiani e restituendo Capelli all'Atalanta e Morosini all'Udinese. Una dimostrazione di incoerenza che si commenta da sola.
L'esito del mercato sarà valutabile come di consueto soltanto a primavera. Fino a quel momento, anche sotto il profilo degli umori che filtrano sugli spalti, si navigherà a vista. Parere nostro anticipato? Vicenza in salvo. A prescindere.