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Proprio la staffetta azzurra, squadra campione olimpica in carica - a Torino 2006 assieme a Fabris e Anesi, c'era Ippolito Sanfratello - sembra avere le maggiori chance di medaglia, che se conquistata, confermerebbe a distanza di quattro anni, che l'Italia è ancora tra le potenze della velocità su ghiaccio. All'appuntamento olimpico il terzetto azzurro arriva caricato da una seconda parte della stagione straordinaria sotto il profilo dei risultati e dei tempi, che ha cancellato le paure della fase centrale, quando la staffetta ha corso addirittura il rischio di restare a casa. Nello scenario a cinque cerchi super-Enrico ci arriva con il fresco titolo di vice-campione d'Europa all-round e dopo aver limato i propri record italiani nei 1500 e nei 5000 metri (a livello di tempi è dunque nel miglior momento della sua carriera). Anche Stefani, fisico da corazziere, è in forte ascesa: quest'anno è letteralmente esploso e in molti ritengono che possa essere la sorpresa nei 5.000 metri.
Fabris, che rimane uno degli atleti da battere, avrà tutti gli occhi addosso. Difficile, per non dire impossibile, ripetere i risultati di Torino 2006 dove vinse il doppio oro nei 1500 metri e in staffetta per l'appunto, oltre al bronzo nei 5000 metri (fu quest'ultima la prima medaglia della spedizione azzurra, di ottimo auspicio come poi si è visto). In questo quadriennio il nostro campione ha alternato alti e bassi, facendo vedere le cose migliori proprio in questo inverno, dove tutto è stato preparato a puntino, compreso il fatto di arrivare al top nella seconda metà di febbraio. Mettiamoci pure l'aria olimpica, il fatto che è tornato ad allenarsi (assieme ai compagni azzurri) all'Oval di Torino e soprattutto quella maturità psico-fisica che a 28 anni rappresenta un'importante alleata. Probabilmente Enrico, intelligente e misurato campione anche nella vita di tutti i giorni, continuerà sino ai Giochi del 2014 (quando ne avrà 32), ma non c'è dubbio che è questa la nuova grande occasione della sua vita. Lui lo sa e per questo sa di giocarsi molto, se non tutto, in terra canadese.
Due carte da gioco pesanti - se saranno "assi" ce lo dirà la pista di Vancouver - dunque per lo sport vicentino in ambito olimpico. Indubbiamente la mancata qualificazione della squadra di hockey su ghiaccio (unica disciplina, assieme al curling, dove l'Italia non sarà rappresentata né in campo maschile né in quello femminile) ha assottigliato il nostro contingente, che avrebbe potuto essere ben diverso dal punto di vista numerico se consideriamo che nella tappa Italiana dell'Euro Ice Hockey Challenge, in programma al Palaodegar di Asiago dall'11 al 13 febbraio, sono ben sette i giocatori dell'Hockey Asiago convocati in nazionale A, tra cui anche John Parco, presente a Torino 2006. Per inciso un'assenza dolorosissima, quella nell'hockey ghiaccio, visto che questo torneo è considerato in tutto il mondo l'evento clou dei Giochi invernali, capace di richiamare alcune migliaia di giornalisti.
Ma se l'assenza della nazionale di hockey era risaputa dalla primavera scorsa (cioè da quando l'Italia ha mancato la qualificazione contro la Lettonia), ben più amara è quella che riguarda altri vicentini. La più delusa e in qualche modo anche tradita da tecnici e dirigenti è sicuramente Giulia Gianesini: alla venticinquenne atleta di Gallio non è bastato il miglior risultato in carriera, ossia il nono posto nello slalom gigante di Cortina, conquistato domenica 24 gennaio (l'ultima gara di specialità prima dei Giochi) per imbarcarsi sull'aereo diretto a Vancouver. Alla Gianesini, in maniera più o meno ufficiale, era stato promesso che un piazzamento entro le prime dieci le sarebbe valsa la qualificazione. Ma così alla fine non è stato e la delusione (e la rabbia) è stata tanta: assieme a Denise Karbon e Manuela Moelgg, correranno in gigante la giovanissima Federica Brignone e Nicole Gius. In particolare, quest'ultima, nelle gare di gigante si è quasi sempre piazzata alle spalle della Gianesini e in ogni caso la Gius aveva il posto assicurato in slalom speciale, la gara dove vanta le maggiori chance. Insomma per Giulia, una beffa olimpica.
Più comprensibile, e quindi accettabile, la mancata convocazione alle Giochi in Canada di Daniele Munari, 26enne atleta di Gallio della combinata nordica (disciplina che congloba salto e fondo), che dopo gareggiato a Torino 2006 andava a caccia della seconda presenza consecutiva olimpica. Munari, che ha esordito nel gotha internazionale ai mondiali di Val di Fiemme 2003 a soli 20 anni, ha pagato una stagione senza particolari acuti e alla fine dovrà guardarsi i Giochi dal salotto di casa o della caserma della Guardia di Finanzia, dove è arruolato dal 2001. In combinata nordica sono stati convocati Armin Bauer, Giuseppe Michielli, Alessandro Pittin, Lukas Runggaldier, tutti atleti emergenti.
| Cognome | Fabris | Stefani |
| Nome | Enrico | Luca |
| Data di nascita | 5/10/1981 | 22/2/1987 |
| Luogo di nascita | Asiago | Asiago |
| Luogo di residenza | Roana | Asiago |
| Altezza | 189 cm | 193 cm |
| Peso | 80 kg | 90 kg |
| Hobby | Trekking | Musica |
| Esordio in nazionale | 2004 | 2008 |
| Presenze olimpiche | seconda | esordiente |
| Società | Fiamme Oro | Fiamme Oro |
nr. 04/15 del 5 febbraio 2010