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I componenti del gruppo consiliare del Popolo della Libertà avevano annunciato, nella seduta del Consiglio comunale di giovedì della settimana scorsa, che sarebbero andati dal Prefetto in merito alla delibera di annullamento di quelle precedenti che consentivano la costruzione delle "Torri Portoghesi" e l'incontro è avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì. Il motivo della richiesta di questo colloquio, come aveva avuto modo di dichiarare in Consiglio, Gianpaolo Bizzotto, era quello di sollecitare la revoca della delibera approvata dalla maggioranza in quanto ai consiglieri di minoranza era stato negato l'accesso alla relazione dell'avv. Testa con la quale si ravvisavano delle irregolarità nelle delibere approvate dalla precedente Amministrazione relativamente alla costruzione in altezza nell'ex area Gasparotto. «Il dott. Melchiorre Fallica, assieme al suo vice, dott. Vincenzo Foglia - ci spiega l'ex sindaco Gianpaolo Bizzotto - ci ha ricevuto molto cordialmente. Noi abbiamo esposto le nostre ragioni e presentato la documentazione in nostro possesso, dagli esiti delle commissioni consiliari, alla delibera del Consiglio, al documento che avevamo dato al presidente del Consiglio comunale chiedendo il rinvio di quella delibera proprio per metterci in grado di esaminare il tutto. Il Prefetto ci ha risposto che andrà a fondo della questione sentendo anche il sindaco e che, entro breve, ci aggiornerà sulla situazione».
«Abbiamo cercato di far capire al Prefetto - continua Bizzotto - che la nostra presa di posizione non vuole essere un atto di pretestuosità politica, ma di sostanza. L'Amministrazione attuale ha secretato il parere dell'avv. Testa attorno al quale, come loro hanno spiegato, è stata redatta la delibera in autotutela sentenziando che le due nostre delibere precedenti, in materia, erano illegittime. Noi abbiamo sostenuto che se non s'è avuta la possibilità di leggere il perché quelle delibere fossero state dichiarate illegittime, come potevamo esprimere un voto sul documento in discussione la sera del Consiglio? Noi come consiglieri comunali abbiamo il diritto di consultare tutti gli atti che riguardano la nostra attività. In dieci anni del mio mandato non è mai stato secretato alcunché. I consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, hanno sempre avuto la possibilità di leggere e di fare copia di tutti i documenti oggetto di discussione in Consiglio e questi, dopo sei mesi di mandato, ci negano l'accesso ad un documento basilare ai fini del voto di una delibera».
«Avevamo chiesto ufficialmente l'accesso a quell'atto - aggiunge il consigliere Bizzotto - e ci è stato negato, cosa che penso non sia mai successa al mondo: non è una cosa che possiamo lasciar correre perché è di una gravità inaudita. Ecco il motivo per cui siamo andati dal Prefetto».
Il dott. Fallica ha ricevuto la delegazione consiliare bassanese del Popolo della Libertà in gran completo con la sola assenza di Rodolfo Celestino il quale, fra l'altro, già aveva preso le distanze dal proprio gruppo non uscendo dall'aula al momento del voto, come avevano fatto Bizzotto e compagni, ma astenendosi dall'approvare la contestata delibera. Il PdL attende ora la risposta del Prefetto in merito.
nr.04/15 del 5 febbraio 2010