|
|
||
Per dieci anni l'inossidabile Gianandrea Bellò aveva governato Solagna in carrozza. Nei primi cinque anni del suo mandato l'opposizione non gli ha creato soverchi problemi e nel secondo quinquennio ha operato in tutta tranquillità con la sua sola lista senza l'ombra di una minoranza consiliare. Con le elezioni primaverili le cose sono cambiate. Lui non poteva più candidarsi e così aveva pensato di puntare sulla figura di Carlo Nervo, solagnese doc trapiantato a Mantova, uomo di spicco grazie al suo passato di calciatore di classe. Questa volta però la sua lista ("Forza Solagna") ha dovuto fare i conti con altri due concorrenti: "Per il bene di Solagna", che candidava sindaco Mario Carraro e "Insieme per Solagna" con il candidato alla poltrona di primo cittadino dell'imprenditore Livio Serradura. La sua lista ha vinto e, praticamente, è tornato a governare per il semplice fatto che Nervo di tempo da dedicare agli affari del Comune ne ha avuti ben pochi, almeno fino ad ora. «Lo abbiamo visto pochissimo qui in municipio - ci ha confidato un impiegato - per cui il ruolo di sindaco ha continuato a farlo il suo vice Bellò». A novembre i primissimi scricchiolii di una compagine eterogenea che s'è frantumata non tanto sotto i colpi delle minoranze, quanto per incomprensioni interne. Due dei quattro assessori (Manuela Todesco allo sport ed al bilancio e Fabiola Stevanin alla cultura ed al sociale) se ne sono andati ed il sindaco aveva atteso il conferimento dei due incarichi a nuovi sostituti. È di questi giorni il botto finale con l'ex sindaco Gianandrea Bellò, che rivestiva l'incarico di vice con i referati ai lavori pubblici, all'urbanistica, alla gestione del territorio, all'edilizia privata ed alla protezione civile, messo alla porta. Da tempo si vociferava sulla possibile cacciata di Bellò dalla Giunta, ma erano soltanto parole anche se la frizione fra i due veniva avvertita in crescita dai consiglieri comunali e da quanti frequentavano il "palazzo". Con Bellò se n'è andata anche Manuela Martini, il quarto assessore che ricopriva l'incarico di seguire i problemi della scuola, delle politiche giovanili e delle pari opportunità.
Il sindaco Nervo, subito dopo il benservito a Bellò, ha provveduto a trovare un altro vice, il consigliere Roberto Ferracin, ma ha anche scelto l'assessore che seguirà l'urbanistica, i lavori pubblici e l'edilizia privata. Si tratta dell'architetto Mirko Campagnolo, responsabile dell'area lavori pubblici nel Comune di Rosà.
Che cosa succederà adesso? È ancor presto per dirlo. Anzitutto Nervo ha teso la mano alle minoranze con le due liste "Per il bene comune" guidata da Mario Carraro e "Insieme per Solagna", rappresentata soltanto da Mariano Andolfatto che aveva preso il posto di Serradura. «Il sindaco mi ha chiesto ufficialmente di entrare in Giunta - ci spiega Carraro - e indicativamente potrebbero esserci i presupposti per aderire a questo invito. Prima però dovrò valutare con il mio gruppo (tre in tutto i consiglieri di questa lista n.d.r.) e con i nostri elettori se vi possano essere le condizioni per fare un passo del genere. È ovvio che se adesione ci sarà il sindaco dovrà tenere conto di quegli obiettivi essenziali che ci siamo posti in campagna elettorale. Comunque è ancora presto per decidere». Mariano Andolfatto avrebbe invece fatto sentire il suo no. Il passaggio della lista di Carraro dall'opposizione alla maggioranza è determinante per permettere a Nervo di continuare il suo mandato. Della lista "Forza Solagna" che lo ha fatto vincere, infatti, attualmente pare che i suoi sostenitori siano quattro contro i cinque che continuerebbero ad appoggiare l'ex sindaco Bellò. I quattro fedeli a Nervo più i tre di Carraro garantirebbero la maggioranza consiliare. Fin qui i numeri, ma bisogna sempre tener conto che non parliamo di giocattoli, ma di persone e che quindi potrebbe esserci qualche spostamento in un verso o nell'altro. Sta di fatto che, anche se Nervo riuscisse ad avere l'appoggio della lista Carraro, il suo sarebbe continuamente un mandato in bilico perché basterebbe qualche assenza in Consiglio per mandarlo a casa. Non bisogna infine sottovalutare la reazione di quanti hanno votato la lista "Forza Solagna" per essere rappresentati dal sindaco e dai consiglieri democraticamente eletti e che adesso vedrebbero andare al governo del paese persone uscite sconfitte dalle urne.
Gli anni delle vacche grasse sono finiti a Solagna, dopo questo tsunami amministrativo e le prossime settimane diranno quale sarà il futuro di questa ancor fresca Amministrazione. Certo che l'ex sindaco Bellò, assicurano i bene informati, si sta rodendo le mani pensando che la scelta di candidare sindaco Carlo Nervo è stata una mossa tutta sua volta a frenare l'ascesa al potere di alcuni suoi ex amministratori.
nr. 04/14 del 5 febbraio 2010