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«Ho letto le bugie di D'Agrò - esordisce - ormai lo conosciamo da tanto tempo. Uno dei venerdì scorsi, il signor D'Agrò è stato raggiunto al telefono dal vice coordinatore regionale dell'Udc, Camillo Cimenti, il quale gli annunciava l'inserimento del suo nominativo nella lista dell'Udc. Lui è rimasto sorpreso da questa disponibilità perché forse auspicava che nessuno lo volesse. Ho letto poi che il consigliere nazionale dell'Udc, Fulgenzio Bontorin, ha sostenuto che Grazia poneva il veto alla presenza di D'Agrò in lista. Devo dire che anche lui è un bugiardo perché era stato siglato un accordo, all'interno del partito, in base al quale in lista dovevano andare Grazia, D'Agrò, il segretario provinciale, Rossi, Pecori più altre tre persone. È stato un accordo raggiunto fra le diverse anime dell'Unione di centro, nonostante D'Agrò, come ha detto Casini a Vicenza quando è venuto alla conferenza stampa di presentazione della lista, dal 2008 non si fosse visto in nessuno degli incontri dell'Udc. Lui si è rifiutato di entrare in lista perché i suoi amici, come ha sostenuto, stavano lavorando per una terza lista».
«Le dirò di più - continua Grazia - Ad una cena fatta a Thiene, dopo avere confermato che era candidato dell'Udc, aveva ricevuto da amici un sms nel quale si diceva che la terza lista sarebbe stata fatta facendogli cambiare idea. Per uno che osannava l'esperienza trentina di Dellai e che perorava la causa di un accordo con il Pd, passare sotto le grinfie della Lega mi sembra sia il massimo del trasformismo».
Ma Raffaele Grazia ha qualcosa da dire anche a Fulgenzio Bontorin. «Confermo che ha partecipato ad una riunione dell'ufficio politico dell'Udc - racconta - alla quale ero presente anch'io, per perorare esclusivamente la causa di D'Agrò in lista, nel frattempo anche lui lavorava per costruire la terza lista».
«Mi lasci dire una cosa - conclude il candidato bassanese del partito di Casini alle regionali di fine marzo - Dopo la nuova scelta operata da D'Agrò e da Bontorin ho trovato più di qualcuno che mi ha detto che finalmente l'Udc sta diventando un partito serio».
nr. 07 anno XV del 27 febbraio 2010