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Tutti hanno concordato con la necessità di favorire il più possibile l'utilizzo della bicicletta per spostamenti brevi, ma anche di mettere i ciclisti nelle condizioni di poterlo fare. E Bassano, ha spiegato Bernardi, comincerà a farlo con la "zona 30", la zona cioè dove le auto non possono superare i trenta chilometri orari in modo tale da permettere il transito più sicuro delle bici. Perplessità invece sono state espresse in merito alla proposta di costringere i cittadini a lasciare a casa le auto domenica 28.
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e quello di Torino, Sergio Chiamparino, hanno deciso di comune accordo di bloccare il traffico nelle loro città domenica ed hanno proposto ai loro colleghi di tutta la Pianura Padana di adottare la loro stessa decisione.
Una scelta avvenuta dopo che per 35 giorni è stato sforato il livello di inquinamento concesso dall'Unione Europea e che potrebbe dare il via ad una serie di interventi strutturali per migliorare la qualità dell'aria in tutta l'area padana, riducendo le emissioni di CO2 e di PM10.
«La scarsa disponibilità di tempo a disposizione per organizzare un maxi blocco interregionale probabilmente non permetterà di raggiungere fin da subito il risultato auspicato, ma la proposta non cadrà nel vuoto a Bassano, dove il blocco di parte del traffico si attua già da tempo - afferma l'assessore all'ambiente Carlo Ferraro - L'iniziativa di due grandi città come Milano e Torino è particolarmente significativa in quanto indice di una preoccupazione che non può più essere trascurata. Non è stato possibile attuare un maxi blocco della circolazione stradale perché per avere un risultato tangibile in termini ambientali, e non solo simbolico, sarebbe necessario un coordinamento ampio, con la chiusura di tutti i Comuni del territorio, non di uno solo, e questo richiede tempo. Diversamente rischieremmo di creare disagi ai Comuni contermini costretti a subire un aggravio del traffico da noi deviato. Se parliamo di simboli ricordo però che Bassano chiude il centro storico al traffico già da anni nel fine settimana, a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini, quindi la sensibilità della nostra città credo sia ampiamente dimostrata. Se dalla Provincia o dalla Regione arriveranno piani concreti, con indicazioni precise per tutti i Comuni aderiremo senza nessun dubbio».
Gli ha fatto eco il sindaco di Romano d'Ezzelino ricordando che il suo Comune, non potendo chiudere al traffico le arterie principali perché troppo importanti e, conseguentemente, non chiudibili, si troverebbe costretto a chiudere quelle vie secondarie che servono ai soli residenti. Niente chiusura quindi nel Bassanese, ma maggiore attenzione, come ha sottolineato l'assessore Bernardi, dal momento che la maggior parte degli agenti inquinanti non derivano dal traffico, ma dal riscaldamento delle abitazioni, all'adozione di sistemi energetici sempre più puliti.