NR. 31 anno XV DEL 4 SETTEMBRE 2010
la domenica di vicenza
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Bizzotto nel “listino” dei dodici per il PdL

Per l’ex sindaco un riconoscimento politico. “È stato premiato il lavoro mio e della squadra”. Un chiarimento sul suo rapporto con il centro Grifone

di Gianni Celi

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Bizzotto nel “listino” dei dodici per il PdL

È stata una vera sorpresa quella di vedere l'ex sindaco Gianpaolo Bizzotto inserito nel "listino" del PdL per la corsa alle elezioni regionali. Chiariamo subito: il "listino" è una scheda con dodici nomi scelti dalla coalizione, la cui elezione scatta per garantire alla coalizione che vince una consolidata maggioranza. Dipende dalla percentuale raggiunta dai vari partiti che sostengono il candidato presidente che vince, per far scattare solo i primi sei nomi della lista o l'intero listino. Paradossalmente una vittoria con grande successo in termini di voti consegnerebbe il lasciapassare per il consiglio regionale solo a metà di queste lista del presidente. Al di là della posizione conseguita per Bizzotto, che tutti pensavano ormai perso nelle nebbie della politica di centrodestra, è un significativo riconoscimento, un autentico ritorno a contare nel pianeta veneto del Popolo della Libertà.

Com'è stato possibile questo inserimento nel "listino" del PdL?

«Mi sono messo in campo, ho dato la mia disponibilità per fare un'esperienza nuova in Regione, come ho sempre sostenuto in questi anni. Una cosa va detta: non ritenevo fosse giusto correre anch'io con le preferenze dal momento che c'è gia Elena Donazzan, assessore regionale uscente, che ha lavorato bene per il territorio e, conseguentemente, ha tutto il diritto di ripresentarsi. Vi è inoltre Antonio Pasinato che s'è detto pronto a candidarsi con una richiesta più che legittima. Fare il terzo del PdL nel Bassanese non mi sembrava corretto perché avrei creato soltanto confusione fra gli elettori. Ho provato a vedere se c'era un posto nel "listino", pur sapendo che è una scheda per pochi, a fronte di centinaia di persone che bussano a questa porta. Ho parlato con le persone giuste, appartenenti sia al mondo della politica che dell'imprenditoria le quali hanno avuto modo di capire come ho lavorato in tanti anni sia per il partito che per la mia città. Più di qualcuno ha speso una parola buona per me. Hanno chiesto il mio curriculum e l'ho presentato trovando in alcuni politici una particolare sensibilità a cominciare dal presidente della Regione, Giancarlo Galan, persona che conosco da anni e che stimo, come lui stima me, per passare al vicesegretario del nostro movimento, Marino Zorzato, all'europarlamentare Lia Sartori e ad alcuni imprenditori che mi hanno sostenuto».

Quando ha saputo della sua presenza nel "listino" delle prossime regionali sotto la sigla del PdL?

«Mi ha telefonato mercoledì pomeriggio della scorsa settimana il Presidente Galan il quale aveva letto il mio curriculum e mi ha detto che avrebbe avuto piacere di avermi nel "listino" (ad onor del vero me lo aveva detto ancora un paio d'anni fa). "Su di te - mi ha confidato- la partita la gioco fino in fondo". Evidentemente l'ha davvero giocata visto l'esito e venerdì, dieci minuti prima del mio intervento fiume sul bilancio di previsione, in Consiglio comunale, mi ha chiamato per confermarmi il mio inserimento nel "listino". Dopo un quarto d'ora mi ha chiamato anche Marino Zorzato da Roma (il sì definitivo sui nomi è stato dato nella sede nazionale del PdL)».

Come considera questa "promozione"?

«È stato premiato il lavoro di tutti questi anni, un lavoro per la città e per il territorio (siamo riusciti a fare lobby, in senso buono ben s'intende, con i Comuni contermini), portato avanti da me assieme alla squadra che mi ha sostenuto, ma anche per il partito visto che noi abbiamo sempre tenuto la barra al centro a differenza di altri che, strada facendo, hanno migrato da una forza politica all'altra. Bassano, in questi dieci anni, è cresciuta assieme al comprensorio e posso dire di avere fatto un'esperienza bellissima con i sindaci della zona con i quali abbiamo portato avanti, in perfetta sintonia, rapporti e condivisioni di progetti che, alla fine, mi hanno premiato. Mi rendo conto che se si lavora bene, in maniera seria e corretta e con spirito di appartenenza alla propria città ed al proprio territorio, i frutti si riesce a raccoglierli. Non ho mai personalizzato le vicende politico amministrative, né il raggiungimento di taluni obiettivi, sia ben chiaro. È vero invece che se si arriva a taluni risultati il merito va equamente diviso fra coloro che mi sono stati vicini e che lavorano con impegno assieme a me».

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