NR. 04 anno XVII DEL 4 FEBBRAIO 2012
la domenica di vicenza
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Per l’estate nascerà l’Ipa Pedemontano-Brenta, Bassano sarà capofila

Interesserà 20 comuni, si tratta di uno strumento di programmazione per lo sviluppo del territorio

di Gianni Celi

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Per l’estate nascerà l’Ipa Pedemontano-Brenta, Bas

È questione di qualche mese appena dopo di che Bassano, assieme ad una ventina di Comuni, entrerà ufficialmente a far parte dell'IPA "Pedemontana del Brenta". Spieghiamo anzitutto di che cosa si tratta. «Le Intese Programmatiche d'Area (IPA) - spiega la Regione del Veneto - sono uno strumento di programmazione decentrata e di sviluppo del territorio, attraverso il quale la Regione offre la possibilità agli enti pubblici locali e alle parti economiche e sociali di partecipare alla programmazione regionale».

Quali sono i compiti delle Ipa? «Promuovere, attraverso il metodo della concertazione, lo sviluppo sostenibile dell'area cui fa riferimento; elaborare e condividere analisi economiche, territoriali, ambientali; formulare politiche da proporre al proprio territorio ed a livelli di governo sovraordinati; individuare i percorsi procedurali e i comportamenti più efficaci per il raggiungimento degli obiettivi; esplicitare i progetti strategici da avviare alle varie linee di finanziamento; evidenziare gli adeguamenti degli strumenti di pianificazione locale; far assumere ai partecipanti al tavolo di concertazione gli impegni finanziari necessari per il cofinanziamento degli interventi strategici individuati».

Il sindaco Stefano Cimatti da un po' di tempo sta tessendo la tela di questa nuova aggregazione ed è giunto ormai al termine dell'operazione che vede coinvolti principalmente i Comuni dell'Ulss 3 di pianura.

«Non si può iniziare a predisporre uno strumento importante e delicato come il bilancio del Comune di Bassano senza tenere conto della visione complessiva del territorio nel quale è inserita e fa riferimento la nostra città - aveva esordito il sindaco nel presentare il bilancio di previsione 2010- Tutta la programmazione e le relative scelte che compiamo vanno dunque collocate in un ragionamento in termini comprensoriali, perché è chiaro che al di la delle semplici scelte quotidiane che riguardano il singolo o, in ogni caso, piccoli gruppi di cittadini, non è più tempo di pensare, lavorare, ragionare da soli. Senza aperture, senza un dialogo stretto e costruttivo, soprattutto senza una programmazione di ampia visione, non possiamo pensare di poter crescere e progredire».

«È per questo che fin dal suo insediamento questa Amministrazione ha lavorato alla costituzione di una Intesa Programmatica d'Area, prezioso strumento di dialogo con la Regione e con l'Europa, del quale finora la città non si era dotata - aveva aggiunto - È con viva soddisfazione che posso ora dire che ben 16 Comuni del comprensorio, che contano complessivamente oltre 130 mila abitanti, hanno già aderito all'iniziativa, e di questi ben nove hanno abbandonato la loro precedente aggregazione, segno inequivocabile che la nostra IPA, denominata "Pedemontana del Brenta", era attesa dal territorio e che Bassano, per riconquistare la sua leadership, deve continuare a mettere in campo iniziative condivise con i Comuni contermini. In questo modo potremo entrare in maniera organica in una linea d'azione regionale ispirata da quell'innovazione e quella programmazione già sperimentata, in parte, con il progetto dell'Area vasta e con gli obiettivi in esso contenuti».

Chiediamo al sindaco a che punto sia la formazione di questo nuovo soggetto? «C'erano alcuni Comuni che avevano aderito ad altre IPA - chiarisce Cimatti - mentre Bassano, Romano (fra l'altro non ha aderito nemmeno a questa), Pove, non avevano aderito a nessuna Intesa. Noi abbiamo proposto la costituzione di questo ente ed ora dobbiamo firmare il protocollo d'intesa. Lunedì prossimo avrò un incontro con il sindaco di Schio, Dalla Via, e con quello di Salcedo, Gasparini, presidente della Comunità montana dall'Astico al Brenta, perché stiamo vedendo di dividere i Comuni di questo ente facendoli entrare parte nell'IPA nostra e parte in quella di Schio. Siamo ancora in una fase preparatoria. Il riconoscimenti dalla Regione riteniamo possa avvenire entro giugno».

Sono sedici i Comuni che hanno aderito, lei ha detto in Consiglio comunale.

«Ad oggi sono 17 essendo entrato anche Pianezze che prima non c'era, ma potrebbero diventare una ventina con il trasferimento di tre o quattro Comuni dall'Astico Brenta».

Ci sono quindi praticamente tutti i Comuni del mandamento.

«L'obiettivo primo era quello di riunire tutti i Comuni dell'Ulss 3 di pianura ma mancano ancora le adesioni di Mussolente e di Romano d'Ezzelino. Inizialmente avevamo pensato di aderire all'IPA del Grappa, ma poi abbiamo ritenuto fosse meglio farne una nostra dal momento che esiste la possibilità di varare dei progetti assieme ad altre IPA. Se avessimo aderito a quella del Grappa saremmo stati sicuramente omogenei al territorio della Pedemontana, ma non a quello delle rive del Brenta. Con l'operazione, che ritengo molto importante, che stiamo concludendo, avremo invece la possibilità di concordare dei progetti con i territori ad est, a sud e ad ovest».

Quante sono le IPA nel Veneto?

«Sono ventidue e potrebbero diventare 23 con la nostra, oppure rimanere 22 se dovesse andare a buon fine quel progetto di assorbimento, che le dicevo prima, fra gli enti locali della Comunità Astico Brenta».

A proposito di rapporti intercomunali, il progetto di Area vasta che fine ha fatto?

«Il progetto di Area vasta era stato finanziato dal Ministero, ma non viene più rifinanziato. A suo tempo sono arrivati dei soldi con i quali si sono elaborati alcuni progetti riguardanti poli tecnologici, la viabilità, la ferrovia ed altro ancora, sicuramente validi. Erano tre le aree vaste: una fra Bassano e Treviso, una verso Conegliano e una verso ovest. Ebbene, la nostra IPA, con quella del Grappa, racchiude praticamente quelle tre Aree vaste. Noi erediteremo adesso quei progetti già fatti».

L'Area vasta quindi è morta.

«No, non è morta. Il concetto rimane valido, ma le aggregazioni che porteremo avanti sono diverse nel senso che i Comuni che aderiranno alla IPA Pedemontana del Brenta saranno tutti della provincia di Vicenza. Aggregare altri Comuni, come succedeva con l'Area vasta, significava complicare i problemi perché, dal momento che delle IPA fanno parte anche le organizzazioni sindacali e le categorie economiche, ci si dovrebbe confrontare con le rappresentanze delle diverse province con difficoltà non di poco conto nel momento in cui ci si dovesse sedere al tavolo di lavoro».

nr. 08 anno XV del 6 marzo 2010

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