NR. 32 anno XV DELL'11 SETTEMBRE 2010
la domenica di vicenza
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“Tangenziale e Tav qui non ci stanno”

Parla Claudio Catagini, sindaco di Altavilla, paese che già condivide il territorio con autostrada, ferrovie e la regionale 11

di Giuseppe Brugnoli

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Claudio Catagini, sindaco di Altavilla, tra poco, l'8 giugno, compirà il primo anno del suo mandato, ed è quindi, in un certo senso, un sindaco infante.

Come si trova, in questo suo incarico che si può dire ancora nuovo? E come mai c'è arrivato?

«Quanto a trovarmi, mi trovo bene, pur con tutte le difficoltà di un periodo che non è particolarmente brillante per nessuno. Ma sono a capo di una giunta di persone di cui nessuno è collegato a partiti vecchi e nuovi, anche se molti di noi hanno avuto precedenti esperienze amministrative. Questo ci dà una grande libertà non soltanto di pensiero ma anche di azione, e ci mette al riparo da pressioni che vecchi amministratori, che con la vittoria del nostro gruppo "Altavilla rinasce" sono stati sbalzati un po' bruscamente dalla carega, cercano di esercitare nei nostri confronti e nei confronti della popolazione che si riconosce nel nostro impegno».

Prima di fare il sindaco, lei cosa faceva?

«Facevo quello che cerco di fare anche oggi, e cioè il mio mestiere, che è quello dell'agente immobiliare. So benissimo che fare il sindaco non è un mestiere, e non desidero certo fare lo stesso sbaglio di qualche mio predecessore, che credeva e magari crede ancora di aver avuto una nomina a vita. Ma è certo che oggi, con la crisi

del mercato immobiliare, e i tanti impegni del mio mandato amministrativo, io passo le mie giornate più che altro in Comune».

Se è lecito, qual'è la sua retribuzione di sindaco?

«Non c'è nessun mistero. Si tratta di 1800 euro al mese, con cui mantengo la famiglia. Ma per fortuna mia moglie ha un negozio, dal quale vengono le nostre maggiori entrate: con tre figli di cui due frequentano l'Università uno a Verona e un altro a Venezia, e il terzo le scuole superiori a Vicenza, non è stato certo un affare, per me, fare il sindaco, come del resto non lo è fare l'assessore per quelli che si sono impegnati insieme a me».

Visto che lei è un esperto del ramo, com'è la crisi del mercato della casa? C'è possibilità di uscirne?

«Il problema vero è che mancano i soldi, e se c'è gente che non arriva alla fine del mese passa la voglia di pensare a farsi la casa, con l'insicurezza sui posti di lavoro che c'è adesso. Bisognerebbe che le banche, che hanno stretto i cordoni della borsa, riprendessero a dare i mutui per la casa anche agli extracomunitari che lavorano e che sono qui da molti anni, in pace e in amicizia. Si rimetterebbero così sul mercato vecchie e magari anche nuove case che gli italiani non vogliono più, e questo afflusso di denaro rimetterebbe in moto un giro virtuoso. Così, invece, tutto è fermo, e dalle nostre parti le imprese edili hanno una grande importanza, anche sociale».

Bene; quanto al sindaco, è vero che lei è un sindaco a metà che quasi si potrebbe dire un "sindaco virtuale"?

«Come sarebbe a dire?»

Sarebbe a dire che, visto che il territorio di Altavilla è piuttosto ristretto e che nel bel mezzo ci passa una importante ferrovia, sotto giurisdizione di un'azienda statale, un'autostrada, pure con gestione di un apposito ente, e una strada regionale ex nazionale, di proprietà dell'Anas, le resta poco territorio, da gestire.

«Se è così, davvero si può dire che io sono un sindaco a mezzo servizio, per le opere pubbliche più importanti. Il territorio di Altavilla è una specie di corridoio di pianura tra due colline, intasato da queste tre grandi vie di comunicazione, alle quali adesso si vogliono aggiungere anche una tangenziale, che in sostanza è raddoppio dell'autostrada esistente, e una superferrovia ad alta velocità o alta capacità. Queste nuove infrastrutture non ci stanno, nello stretto corridoio di Altavilla. Semplicemente non c'è lo spazio, neppure distruggendo quello che resta del paese, a meno che non si facciano strade e ferrovie a piani sovrastanti, ma allora è meglio fare gallerie sotterranee. È stato proposto di fare sotto la collina di Valmarana la nuova tangenziale, ma è un controsenso. Oltre al gravissimo danno a tutto l'abitato per i lavori di scavo e costruzione, l'inquinamento atmosferico e acustico, una tangenziale è una strada aperta, di collegamento tra altre strade. Allora perché non trasformare in tangenziale il tratto di autostrada che va da Montebello a Grisignano, e trasferire più a sud il tratto della Serenissima? Su questa proposta si sono già dichiarati d'accordo tutti i Comuni interessati, e se la proposta fosse attuata la nuova autostrada valorizzerebbe anche il Basso Vicentino, con il Basso Veronese e il Basso Padovano, oggi un po' tagliati fuori dallo sviluppo economico e sociale».

Ma quanto sarebbe d'accordo Vicenza? Anche per la ferrovia ad alta velocità si è proposto una direttrice a sud, che taglierebbe fuori Vicenza. Ma non pare che il capoluogo possa accettare questa proposta.

«Non si capisce perché, se il corridoio europeo numero 5 deve andare da Lisbona a Kiev, un tir russo che fa tutto il tragitto, o un croato che ne fa metà, debba per forza passare per Vicenza e non fare una strada diritta. È lo stesso problema che Vicenza ebbe quando si trattò di fare l'autostrada, e nacque il timore che, visto che si poteva passare a sud senza attraversare la città lungo corso Palladio, che era un tratto della nazionale 11 e dipendeva dall'Anas, Vicenza fosse tagliata fuori. Invece riprese fiato e potè dedicarsi alla valorizzazione turistica di se stessa. Da poco è stato realizzato il famoso passante di Mestre: ha portato via turisti o visitatori da Venezia, convogliando le migliaia di tir lungo una strada più corta e meno intasata?».

Comunque, a lei resta sempre la gestione della viabilità ordinaria, con il problema dei semafori intelligenti di Tavernelle...

«Ecco, lo sapevo che il problema veniva fuori. I semafori forse erano intelligenti, ma non lo erano molto quelli che non si sono resi conto di quanto stava succedendo. Quando sono arrivate quattromila multe in un mese, e poi sono salite a dodici mila e quindi a venti mila, nessuno si è chiesto cosa stava succedendo? Ad un certo punto i cittadini esasperati andavano a tirarli fuori di casa, i precedenti amministratori, per chiedergli conto dell'alluvione di contravvenzioni».

E adesso?

«Adesso stiamo risolvendo il problema. Chi ha pagato non può avere nulla indietro, e la giurisprudenza lo proibisce. Chi ha fatto ricorso ha vinto, e stiamo annullando un piccolo numero di ricorsi ancora pendenti. Chi non ha pagato e neppure fatto ricorso, sono oltre quattromila, stiamo valutando come fare per annullare le multe perché inflitte indebitamente».

E così tutto è risolto, ad Altavilla.

«No, ma stiamo lavorando, posso dire bene. Guardi che Altavilla è ancora un luogo molto richiesto, per abitarvi, e nell'area Dalla Cani potrà sorgere qualcosa di buono per il paese, che continua a rimanere un punto d'eccellenza per la fama delle sue trattorie e ristoranti, che ne fanno un luogo di attrazione anche fuori provincia». 

nr. 07 anno XV del 27 febbraio 2010

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