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«Vorremo fare in modo - dice Domenico Rasia dal Polo di Terranostra - che vengano abbattute le distanze in un settore molto delicato, l'alimentare. Sono 130 gli agriturismi associati a Terranostra a Vicenza, ma in realtà ne esistono 300 e non tutti conoscono chi, dove e come produce.
Porto l'esempio del vino. Si vuole che negli agriturismi ci sia il vino vicentino, quindi abbiamo contattato "Le Strade dei vini", che raggruppa produttori vicentini. Questo workshop è il primo in Italia di questo genere».
Non si mangia già vicentino?
«Sì, ma noi vogliamo portare il prodotto di eccellenza. I nostri agrituristismi già li producono, ma non tutti producono tutto e può accadere che non sempre si mangi tradizionale. Vino, formaggio, farina, asparagi, qualsiasi cosa. Ci sarà la possibilità di conoscere chi e come li produce. Saremo dentro la Fiera con uno spazio accessibile a tutti. E il nostro sarà anche un punto di scambio.
Un momento difficile per l'agricoltura...
«Come tutti i settori, anche gli operatori sentono la crisi economica. Non è dei migliori, ma queste proposte fanno capire anche all'opinione pubblica il perché si deve mangiare in agriturismo. Danno sicurezza garanzia e stagionalità».
Ma l'eccellenza non va contro l'accessibilità?
«Quando parlo di eccellenza intendo la bontà, non in termini di costo. Si mangia eccellente anche senza etichetta, basta riconoscere la tracciabilità e la genuinità. Speriamo che questa esperienza sia positiva da estendere anche ad altre province d'Italia, a noi interessa fare cultura del prodotto. La nostra forza è il patto con il consumatore. Più diamo al conumatore, più gli agriturismi ne avranno vantaggio».