NR. 04 anno XVII DEL 4 FEBBRAIO 2012
la domenica di vicenza
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L'agriturismo diventa “biancorosso”

Coldiretti e Terranostra spingono perché gli agriturismi diventino il cuore della genuinità vicentina. Un workshop in Fiera metterà a contatto operatori e produttori per offrire il meglio della nostra tradizione

di Paolo Usinabia
ladomenica@tvavicenza.it

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L'agriturismo diventa “biancorosso”

Kilometro zero. Ormai questa espressione sta diventando la bandiera di Coldiretti che a livello nazionale e territoriale spinge su due fronti: eliminare le distanze fra chi produce e chi consuma, ma soprattutto rendere riconoscibile l'origine dei prodotti affinché non accada come negli Stati Uniti dove l'80% dei prodotti "italiani" in realtà non lo sono.

Il workshop permetterà alle aziende agrituristiche di conoscere chi produce cosa

«Vorremo fare in modo - dice Domenico Rasia dal Polo di Terranostra - che vengano abbattute le distanze in un settore molto delicato, l'alimentare. Sono 130 gli agriturismi associati a Terranostra a Vicenza, ma in realtà ne esistono 300 e non tutti conoscono chi, dove e come produce.

Porto l'esempio del vino. Si vuole che negli agriturismi ci sia il vino vicentino, quindi abbiamo contattato "Le Strade dei vini", che raggruppa produttori vicentini. Questo workshop è il primo in Italia di questo genere».

Non si mangia già vicentino?

«Sì, ma noi vogliamo portare il prodotto di eccellenza. I nostri agrituristismi già li producono, ma non tutti producono tutto e può accadere che non sempre si mangi tradizionale. Vino, formaggio, farina, asparagi, qualsiasi cosa. Ci sarà la possibilità di conoscere chi e come li produce. Saremo dentro la Fiera con uno spazio accessibile a tutti. E il nostro sarà anche un punto di scambio.

Un momento difficile per l'agricoltura...

«Come tutti i settori, anche gli operatori sentono la crisi economica. Non è dei migliori, ma queste proposte fanno capire anche all'opinione pubblica il perché si deve mangiare in agriturismo. Danno sicurezza garanzia e stagionalità».

Ma l'eccellenza non va contro l'accessibilità?

«Quando parlo di eccellenza intendo la bontà, non in termini di costo. Si mangia eccellente anche senza etichetta, basta riconoscere la tracciabilità e la genuinità. Speriamo che questa esperienza sia positiva da estendere anche ad altre province d'Italia, a noi interessa fare cultura del prodotto. La nostra forza è il patto con il consumatore. Più diamo al conumatore, più gli agriturismi ne avranno vantaggio».

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