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La settimana scorsa è apparsa sulla stampa nazionale, e non solo, una notizia riferita alla Corte Costituzionale e precisamente «Un invito del Presidente della Corte prof. Francesco Amirante a tener presente» (La Stampa) che «Quando una Corte o un Tribunale costituzionale dichiara l'illegittimità di una legge non compie nulla di strano, o peggio di illegittimo, ma emette una decisione che rientra nello svolgimento del principale dei suoi compiti istituzionali. Forse ora la vera bizzarria potrebbe consistere nel meravigliarsene».
La sostanza del messaggio del Presidente Amirante sta nella affermazione che la Corte Costituzionale non ha alcun orientamento politico. Non mi interessa, in questa sede entrare nel merito, ma la notizia mi ha spinto ad andarmi a leggere alcune cose riguardanti la Corte. La composizione di questo Istituto è basata sull'Art. 135 della Costituzione che recita: «La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative. I giudici della Corte costituzionale sono scelti tra i magistrati anche a riposo delle giurisdizioni superiori ordinaria ed amministrative, i professori ordinari di università in materie giuridiche e gli avvocati dopo venti anni d'esercizio. I giudici della Corte costituzionale sono nominati per nove anni, decorrenti per ciascuno di essi dal giorno del giuramento, e non possono essere nuovamente nominati.... L'ufficio di giudice della Corte è incompatibile con quello di membro del Parlamento, di un Consiglio regionale, con l'esercizio della professione di avvocato e con ogni carica ed ufficio indicati dalla legge...».
La mia curiosità sta in un particolare che è questo: in un'epoca in cui si parla di quote femminili, quote rosa in ogni settore, di pari opportunità, dove viene dato spazio ad assessorati e a ministeri delle pari opportunità, si fanno convegni in continuazione, si scrivono e pubblicano articoli e saggi sempre sulle pari opportunità, alla Corte Costituzionale siede una sola donna e 14 magistrati uomini, in verità tutti con un curriculum professionale di grande livello. L'unica signora, Maria Rita Saulle, è un professore, o professoressa che dir si voglia, ordinario di diritto internazionale, nata a Caserta alla fine del 1935, nominata dal Presidente della Repubblica il 4 novembre del 2005. È possibile che vi sia una così grande carenza di professionalità al femminile in questo specifico settore?
