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La città di Bassano si appresta a celebrare il mezzo millennio della nascita di uno fra i suoi più illustri concittadini, quel conosciutissimo Jacopo Da Ponte, detto il Bassano, che pose una firma importante nel libro della pittura cinquecentesca. Il suo nome si colloca infatti, a ragione, fra i grandi di quell'epoca, da Tiziano, a Veronese, a Tintoretto. Ebbene, la città ha voluto ricordare la sua nascita incerta (fra il 1510 ed il 1512) con una mostra d'eccezione dal titolo "Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell'occhio", che apre i battenti domani, sabato 6 marzo, e che si concluderà il 13 giugno. Il civico museo accoglierà ben 39 opere del grande pittore. Di questi, quindici dipinti ed un disegno sono arrivati ai piedi del Grappa da musei o da collezioni private europee ed extraeuropee (da Houston all'Havana, da Berlino a Mirmingham, da Parigi a Londra, a Budapest). Alcune di queste non sono mai state esposte in Italia o mai conosciute. Ventidue dipinti, invece, fanno parte della collezione dapontiana del museo cittadino. Ma questa importante rassegna, che non mancherà di richiamare a Bassano stuoli di amanti dell'arte, non si esaurirà nel volgere di tre mesi e mezzo, quelli legati all'esposizione in museo. Saranno altri i momenti che si susseguiranno nel tempo per ricordare il grande Jacopo.
Il programma celebrativo prosegue, infatti, a dicembre, con l'organizzazione di un convegno internazionale, al quale parteciperanno esperti e studiosi provenienti da tutto il mondo: un momento di approfondimento dell'attività dell'artista e del significato dell'opera di Jacopo Bassano, rispetto alla successiva produzione dei figli.
Sempre a dicembre (9 dicembre 2010 - 27 marzo 2011), un'originale esposizione, organizzata con la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, dal titolo "I Bassano ai raggi X", condurrà il vasto pubblico nel "dietro le quinte" dello studio e dell'analisi delle opere d'arte: indagine oggi affinata grazie all'uso di moderne tecnologie, che consentono esami non invasivi sui supporti, i pigmenti, i segni grafici sottostanti, gli eventuali pentimenti o i ritocchi successivi, e che, grazie alla presentazione di radiografie già effettuate e di altre predisposte per l'occasione, permetteranno dunque di fare importanti passi in avanti anche nella distinzione dell'autografia tra Jacopo e i figli: uno dei nodi più ostici per gli storici dell'arte.
Le celebrazioni si chiuderanno nel 2012, con un grande evento espositivo centrato sull'ultimo "Jacopo Bassano, i figli, la scuola e l'eredità", che costituirà la prosecuzione dell'indimenticabile mostra monografica organizzata nel 1992 dal Museo cittadino con il Kimbell Museum di Fort Worth. Molte altre, infine, le iniziative di ricerca e valorizzazione e i progetti collaterali in calendario nel triennio, tra cui: la pubblicazione del catalogo della sezione permanente del Museo Civico, dedicata a Jacopo Bassano e ai bassanesi, e il relativo aggiornamento didattico e multimediale (attività propedeutica alla futura messa in rete dei percorsi museali e alla creazione di una visita virtuale delle sezioni); una rappresentazione teatrale ispirata alla figura dell'artista, realizzata da Operaestate Festival, e itinerari tematici in città e nel territorio circostante che, partendo dalla centralità del Museo, vadano a creare un percorso strutturato alla scoperta di Jacopo e della sua illustre famiglia d'artisti.
I visitatori della mostra potranno, successivamente, effettuare un giro per la città alla scoperta dei luoghi nei quali Jacopo visse ed operò a cominciare dal Ponte vecchio, accanto al quale sorgeva la bottega del padre, Francesco il Vecchio. Una lapide ricorda l'edificio che ospitò la famiglia dei Da Ponte, originari dall'Altopiano di Asiago. Altro sito importante è Piazzotto Montevecchio dove sorge la Casa Dal Corno la cui parete fu finemente dipinta da Jacopo. Quella vasta teoria di affreschi venne tolta nel 1975 perché si stava ormai deteriorando e fu collocata in museo. Il restauro terminò nel 1982 ed ora quegli affreschi si possono ammirare nel salone dapontiano. Jacopo lasciò il suo segno anche sulla torre di Porta Dieda, nella loggia del municipio, nelle chiese di Santa Maria delle Grazie e della Santissima Trinità ed in altre sparse per il territorio.
La città di Bassano si appresta a celebrare il mezzo millennio della nascita di uno fra i suoi più illustri concittadini, quel conosciutissimo Jacopo Da Ponte, detto il Bassano, che pose una firma importante nel libro della pittura cinquecentesca. Il suo nome si colloca infatti, a ragione, fra i grandi di quell'epoca, da Tiziano, a Veronese, a Tintoretto. Ebbene, la città ha voluto ricordare la sua nascita incerta (fra il 1510 ed il 1512) con una mostra d'eccezione dal titolo "Jacopo Bassano e lo stupendo inganno dell'occhio", che apre i battenti domani, sabato 6 marzo, e che si concluderà il 13 giugno. Il civico museo accoglierà ben 39 opere del grande pittore. Di questi, quindici dipinti ed un disegno sono arrivati ai piedi del Grappa da musei o da collezioni private europee ed extraeuropee (da Houston all'Havana, da Berlino a Mirmingham, da Parigi a Londra, a Budapest). Alcune di queste non sono mai state esposte in Italia o mai conosciute. Ventidue dipinti, invece, fanno parte della collezione dapontiana del museo cittadino. Ma questa importante rassegna, che non mancherà di richiamare a Bassano stuoli di amanti dell'arte, non si esaurirà nel volgere di tre mesi e mezzo, quelli legati all'esposizione in museo. Saranno altri i momenti che si susseguiranno nel tempo per ricordare il grande Jacopo. Il programma celebrativo prosegue, infatti, a dicembre, con l'organizzazione di un convegno internazionale, al quale parteciperanno esperti e studiosi provenienti da tutto il mondo: un momento di approfondimento dell'attività dell'artista e del significato dell'opera di Jacopo Bassano, rispetto alla successiva produzione dei figli.
Sempre a dicembre (9 dicembre 2010 - 27 marzo 2011), un'originale esposizione, organizzata con la Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, dal titolo "I Bassano ai raggi X", condurrà il vasto pubblico nel "dietro le quinte" dello studio e dell'analisi delle opere d'arte: indagine oggi affinata grazie all'uso di moderne tecnologie, che consentono esami non invasivi sui supporti, i pigmenti, i segni grafici sottostanti, gli eventuali pentimenti o i ritocchi successivi, e che, grazie alla presentazione di radiografie già effettuate e di altre predisposte per l'occasione, permetteranno dunque di fare importanti passi in avanti anche nella distinzione dell'autografia tra Jacopo e i figli: uno dei nodi più ostici per gli storici dell'arte.
Le celebrazioni si chiuderanno nel 2012, con un grande evento espositivo centrato sull'ultimo "Jacopo Bassano, i figli, la scuola e l'eredità", che costituirà la prosecuzione dell'indimenticabile mostra monografica organizzata nel 1992 dal Museo cittadino con il Kimbell Museum di Fort Worth. Molte altre, infine, le iniziative di ricerca e valorizzazione e i progetti collaterali in calendario nel triennio, tra cui: la pubblicazione del catalogo della sezione permanente del Museo Civico, dedicata a Jacopo Bassano e ai bassanesi, e il relativo aggiornamento didattico e multimediale (attività propedeutica alla futura messa in rete dei percorsi museali e alla creazione di una visita virtuale delle sezioni); una rappresentazione teatrale ispirata alla figura dell'artista, realizzata da Operaestate Festival, e itinerari tematici in città e nel territorio circostante che, partendo dalla centralità del Museo, vadano a creare un percorso strutturato alla scoperta di Jacopo e della sua illustre famiglia d'artisti.
I visitatori della mostra potranno, successivamente, effettuare un giro per la città alla scoperta dei luoghi nei quali Jacopo visse ed operò a cominciare dal Ponte vecchio, accanto al quale sorgeva la bottega del padre, Francesco il Vecchio. Una lapide ricorda l'edificio che ospitò la famiglia dei Da Ponte, originari dall'Altopiano di Asiago. Altro sito importante è Piazzotto Montevecchio dove sorge la Casa Dal Corno la cui parete fu finemente dipinta da Jacopo. Quella vasta teoria di affreschi venne tolta nel 1975 perché si stava ormai deteriorando e fu collocata in museo. Il restauro terminò nel 1982 ed ora quegli affreschi si possono ammirare nel salone dapontiano. Jacopo lasciò il suo segno anche sulla torre di Porta Dieda, nella loggia del municipio, nelle chiese di Santa Maria delle Grazie e della Santissima Trinità ed in altre sparse per il territorio.
nr. 08 anno XV del 6 marzo 2010