«La nostra parrocchia ha ricevuto una splendida eredità di chiese e di strutture, segno della fede forte e condivisa di una comunità ecclesiale che un tempo comprendeva tutta la città. Ora però la riduzione delle risorse, legata alla precarietà economica vissuta da tante persone e famiglie e alla diminuzione della frequenza religiosa, e l'aumento continuo dei costi ecc., rendono ogni giorno più insopportabile la gestione di cinque chiese e di un Centro Giovanile così ampio. Se infatti S. Francesco ora splende rinnovato, il Duomo, la chiesa della Beata Giovanna e il Centro Giovanile hanno continuamente bisogno di cure, mentre S. Giovanni e il Tempio Ossario presentano aspetti di degrado che domandano interventi globali e impegnativi, per i quali le risorse non ci sono. È quindi arrivato il momento nel quale bisogna decidere di rinunciare alle cose che non risultano necessarie e che non siamo più in grado di reggere, anche se questo porta con sé uno sconcerto e un disagio che tutti vorremmo evitare. Così la prima decisione riguarda la chiesa di S. Giovanni, per la quale non è più prevedibile un uso liturgico continuativo, e che, se abbandonata a se stessa, rischia di accelerare la decadenza che già si fa evidente. Dal momento che la parrocchia non ha i mezzi per intervenire, stiamo avviando un dialogo con il Comune di Bassano per valutare la possibilità di affidare la chiesa alla comunità civile, per usi civici e culturali coerenti con la sua natura, e cercando di mantenere qualche spazio per la preghiera personale. Nello stesso tempo chiederemo all'Amministrazione Comunale di riconoscere alla parrocchia la piena titolarità della chiesa di S. Francesco, che è ormai diventata il centro vivo della vita comunitaria. Queste scelte (per le quali mi assumo la responsabilità propria del mio compito) sono state preparate e accompagnate da una riflessione lunga e sofferta, soprattutto nei Consigli parrocchiali, e anche da alcuni interventi critici del tutto comprensibili. Siamo però giunti alla convinzione che questo atto, nonostante il carico di pena che lo accompagna, risulta necessario e doveroso perché la parrocchia abbia un futuro più sereno e i mezzi necessari per la sua missione al servizio del Vangelo e dei poveri. A chi potrà non essere d'accordo, chiediamo di non limitarsi a esprimere critiche o desideri, scaricando i problemi sulla parrocchia. Per tutti sarà importante guardare a questi fatti con responsabilità e spirito costruttivo». Così scriveva ai suoi parrocchiani, un paio d'anni fa, mons. Abate Renato Tomasi.
È cambiato ben poco se non nulla da allora ed il peso delle tante chiese da seguire per la Parrocchia di Santa Maria in Colle si fa sentire in maniera sempre più forte. Mons. Tomasi aveva proposto una permuta con il Comune di Bassano e cioè il passaggio della chiesa di San Giovanni alla comunità bassanese in cambio della chiesa di San Francesco. Purtroppo i tempi per le casse delle pubbliche amministrazioni non sono certo dei migliori per cui questo passaggio non c'è stato e, molto difficilmente, potrà avvenire con questa Amministrazione.
Nel frattempo la parrocchia s'è vista costretta a correre ai ripari al fine di non veder cadere il tetto della chiesa di San Giovanni, un edificio religioso costruito nel 1308 ed interamente rifatto nel 700, che copre la parte est di Piazza Libertà. La spesa prevista per questo intervento in tutto si aggira sui 210 mila euro e mons. Abate ha fatto appello alla generosità dei fedeli i quali hanno risposto, fino ad ora, con somme arrivate e 6910 euro.
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