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S'era tentato, ad onor del vero, di contattare alcune aziende interessate all'acquisto del complesso, ma le pretese della società "Patrimonio dello Stato" erano esorbitanti al punto di scoraggiare qualsiasi probabile compratore.
«La cifra richiesta per l'acquisizione - ci spiega il sindaco di San Nazario Gianni Ceccon - era di due milioni e 700 mila euro, una somma quanto mai esagerata, anche perché, dopo, l'eventuale compratore avrebbe dovuto sborsarne una simile se non maggiore per la ristrutturazione dei fabbricati».
L'ex magazzino tabacchi di Carpanè, di cui abbiamo avuto modo di occuparci anche in passato, rappresenta una spina nel fianco non solo per il Comune di San Nazario, ma per tutta la Valle del Brenta. Realizzato nel 1957, quando la Valle era tutta coltivata a tabacco, ha smesso di operare nel 1996. Da allora il magazzino, che si può notare lungo la strada della Valsugana, sulla sinistra, salendo verso Trento, subito dopo il semaforo di Carpanè, non è più stato usato e si trova in uno stato di completo abbandono. Sentite che cosa scrivevano i tecnici del "Patrimonio dello Stato" nel 2007: «Il complesso immobiliare, utilizzato per la lavorazione e l'immagazzinamento del tabacco, risulta dismesso dall'ottobre 1996. Edificato su un lotto di superficie catastale pari a mq. 12.936, con una superficie coperta di mq. 9.239, si sviluppa in un unico corpo di fabbrica su tre livelli fuori terra. Il piano terra costituisce il fabbricato industriale vero e proprio, diviso per reparti di lavoro ed aree tecnologiche e di servizio, mentre il piano primo comprende alloggi di servizio ed alcuni locali adibiti ad uffici, cucina e mensa. Per quanto riguarda il secondo piano, questo è adibito a soffitte che presentano un'altezza variabile da 1,5 a 2,5 metri. La struttura, di forma irregolare, è realizzata in cemento armato, con solai in latero cemento e tamponature in muratura. Da un punto di vista tipologico, il complesso si articola in dieci corpi di fabbrica, diversi per forma, superfici ed altezza, ma integrati funzionalmente fra loro. I vari corpi sono separati strutturalmente dalla presenza di giunti costruttivi che rendono possibile la demolizione di un blocco senza conseguenze dal punto di vista strutturale per quelli contigui. Lo stato di conservazione del complesso immobiliare è mediocre, infatti si rilevano i primi segni di infiltrazione e fessurazione dei solai e delle tamponature. Tutti i servizi igienici e locali accessori risultano inadeguati. La zona relativa agli uffici ed agli alloggi presenta un cattivo stato di manutenzione sia per quanto riguarda la pavimentazione che per le superfici murarie; la copertura è prevalentemente costituita da lastre di cemento amianto con chiari segni di deterioramento. Le aree esterne sono in un totale stato di abbandono».
Sì avete letto bene: già quattro anni fa i tecnici avvertivano che la copertura in lastre di cemento amianto presentava "chiari segni di deterioramento". Due sono le cose da sottolineare, a fronte di questa bomba ecologica in Valle, e cioè che l'ex magazzino è attorniato da abitazioni e che a due passi corre il Brenta.
«Abbiamo scritto ancora lo scorso anno - afferma il sindaco Ceccon - alla società "Patrimonio dello Stato" perché intervenga nel fabbricato al fine di eliminare l'amianto. Questa è la cosa che ci preoccupa maggiormente. Successivamente la nostra intenzione sarebbe quella di trasformare quell'area in un grande polo scolastico della Valle. Vediamo se va in porto quel "pacchetto Calderoli" che permetterebbe di affidare agli enti locali proprietà del demanio a costo zero, a fronte di progetti di un certo rilievo come sarebbe appunto quello che le ho appena esposto».
Sta di fatto che da quattordici anni questo grande complesso produttivo attende un nuovo intervento e più passa il tempo più aumenta il degrado con conseguenze negative per i residenti e per l'Amministrazione comunale che si trova con le mani legate, impossibilitata a risolvere un problema che si trascina da troppo tempo. «Pensare all'acquisizione dell'ex magazzino tabacchi di Carpanè da parte di qualche imprenditore è ormai impensabile - conclude il sindaco di San Nazario - sia per il costo esagerato che ha fatto disertare l'asta iniziale, sia per il momento di crisi che sta attraversando l'economia del nostro Paese».
nr. 08 anno XV del 6 marzo 2010