NR. 32 anno XV DELL'11 SETTEMBRE 2010
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Il Vicenza ancora in cerca di identità

La squadra di Maran vanta la seconda miglior difesa del campionato ma uno dei peggiori attacchi del torneo cadetto. E la zona play-out è soli 3 punti

di Adalberto Scemma

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Il Vicenza ancora in cerca di identità

Arriva Beppe Iachini, vecchio indimenticabile amico, e il Vicenza si interroga ancora, alla vigilia dell'incontro con il Brescia, sulla propria identità.

Squadra da trasferta, si era detto in avvio di campionato, prendendo per buoni i riscontri delle prime partite e memorizzando anche le difficoltà emerse negli incontri disputati al Menti. Poi la situazione è andata normalizzandosi, si fa per dire, nel senso che il Vicenza ha prodotto risultati alterni senza gli venga riconosciuta una precisa caratterizzazione. Squadra ancora alla ricerca di una propria fisionomia, in definitiva, e spesso legata agli estri dei singoli.

L'analisi dei numeri parla chiaro. La difesa biancorossa è la meno battuta della serie B (25 gol subiti) dopo quella del Cesena. Il Lecce, per dire, ha subito 29 gol, il Grosseto addirittura 41, il Brescia è a quota 33, l'Ancona a 34 e così via. Il reparto appare blindato grazie anche alla presenza di una coppia dalle caratteristiche complementari come quella formata da Zanchi (peraltro out sino a fine stagione) e Di Cesare e non paga pedaggio neppure quando viene schierato Giosa, ottimamente integratosi. Rimane da capire invece quale sia invece il peso effettivo dell'attacco visto che il reparto vicentino è relegato addirittura al sedicesimo posto (30 le reti segnate) superato persino dal Mantova e dalla Reggina.

Un dato su cui riflettere, e che la dice lunga sulla caratura della squadra è rappresentato dal numero delle sconfitte, soltanto 8. Il Vicenza in questa speciale classifica risulterebbe in piena zona playoff, quinto posto assoluto alle spalle di Lecce e Cesena (5) e di Grosseto e Sassuolo (6). Empoli e Ancona ne hanno subite 10 mentre Torino e Brescia sono attestate a quota 9.

Altro elemento di valutazione: 8 le sconfitte, come si diceva, ma 8 anche le vittorie, cifra questa che colloca il Vicenza al quart'ultimo. Peggio hanno fatto soltanto il Padova (7), il Mantova (6) e la Salernitana (5). C'è infine una classifica che vede il Vicenza al primo posto ex-aequo con il Mantova: quelle dei pareggi (12), addirittura 9 dei quali realizzati tra le mura amiche.

In altri tempi il bilancio di assoluto equilibrio (8 vittorie, 12 pareggi e 8 sconfitte) avrebbe garantito una salvezza sicura e una classifica di livello medio-alto. Con l'avvento dei tre punti, invece, siamo in presenza di un trend da aurea mediocritas con quale punta di preoccupazione per un finale di stagione prevedibilmente concitato. E gli attuali 3 punti di vantaggio dalla zona play-out sono tutt'altro che tranquillizzanti per i biancorossi.

L'impressione è che il Vicenza debba ancora registrare certi equilibri. Molto (anzi: quasi tutto...) può dipendere da un centrocampo poco disponibile a sostenere la fase offensiva. Gavazzi e Madonna si presentano ogni tanto in zona-gol ma manca in definitiva la continuità. E manca, soprattutto, un regista come Bernardini dei bei tempo capace di andare a rete su punizione o fruttando le ben note qualità balistiche nei tiri da lontano. Anche per questo sarà opportuno riuscire a formalizzare la salvezza con qualche giornata di anticipo per evitare di farsi risucchiare nella zona rossa in coincidenza dei primi caldi. Serve a questo proposito un rendimento interno in controtendenza rispetto a quanto è stato realizzato finora. È chiedere troppo?

nr. 09 anno XV del 13 marzo 2010

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