|
|
||
Torna ad affacciarsi alla attenzione dei mass media e dei vicentini la vicenda dell'IPAB. Vi è da modificare lo statuto, e il sindaco Variati si affretta a dire (Giornale di Vicenza) che vuole, giustamente, fare «chiarezza sulla questione evidenziata dal comitato rappresentanti degli ospiti e dei familiari dell'IPAB che denunziano la deficienza di alcuni servizi» e infine dice: «Quanto alle variazioni dello statuto dell'IPAB da portare in consiglio comunale, la mia proposta da commissario è di ridurre gli amministratori da 9 a 5 e che il loro mandato duri tanto quanto quello del sindaco». Le ipotesi avanzate dal sindaco le trovo meritevoli di attenzione. La prima perché gli ospiti dell'IPAB debbono essere il "centro assoluto" della istituzione che è sorta per loro e non per altri, la seconda perché mi pare buona la proposta di ridurre a 5 i componenti del Consiglio di Amministrazione, anche se la tesi dell'Amministratore unico, sostenuta, ad esempio, dal Presidente della Provincia Attilio Schneck, per altre istituzioni, almeno in questo lasso di tempo fino alla scadenza del mandato del sindaco, non sarebbe da trascurare.
Quello che mi rende un po' perplesso è l'ultima parte del ragionamento di Variati, quando dice che il mandato del Consiglio di Amministrazione duri quanto quello del sindaco. Se è un CdA prevalentemente "politico" la cosa è certamente corretta, ma se è totalmente tecnico, come più volte si è letto su la stampa, allora è meglio che sia a scavalco della legislatura perché così diventerà un obbligo anche per le amministrazioni future. Leggo, sempre su Il Giornale di Vicenza, alcune cifre estrapolate, mi sembra di capire, dalla relazione del Commissario Regionale dott. Tiziano Zenere. Viene scritto che «L'ammontare dello squilibrio negativo tra entrate e uscite è previsto in 248 mila euro, pari allo 0,95% delle uscite totali, rispetto al 5,38 % del 2009», ma dice anche che si può recuperarlo vendendo delle proprietà della istituzione. Lo squilibrio registrato in precedenza dal passato Consiglio di Amministrazione era di 500.000 euro, cifra letta nello stesso articolo. Da qualche parte ci deve essere un errore o comunque una incongruenza perché il bilancio di previsione 2010 rispetto al consuntivo del 2009, non è un gran che diverso. I risparmi indicati sono attorno al 1.000.000 di euro e quindi non vi è una corrispondenza comprensibile tra lo 0,95% e il 5.38%. Da queste percentuali si potrebbe immaginare che il disavanzo dell'ultima gestione Meridio dovrebbe essere almeno attorno al 1.000.000 di euro, cosa che non è. Ma quello che mi interessa di più è quanto viene indicato come risparmi che assommano a circa 1.077.000 euro. Se si considera anche che il contributo regionale sarà aumentato del 2,5 %, ci si chiede che necessità vi sia, da parte del Commissario di insistere sull'aumento delle rette. Sommessamente mi permetto di dire che per tagliare alcune spese e per aumentare le rette non c'era proprio bisogno di disturbare la Regione, bastava incaricare uno degli ottimi ragionieri del Comune.
