NR. 04 anno XVII DEL 4 FEBBRAIO 2012
la domenica di vicenza
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Guerra ai colombi,
Marostica come Venezia

Il sindaco Scettro ha firmato una ordinanza di 500 euro di sanzione per chi dà da mangiare ai pennuti

di Gianni Celi

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Guerra ai colombi, Marostica come Venezia

Chi pensava che a dichiarare guerra ai colombi di città fosse soltanto Venezia si sbaglia di grosso. Sì, perché anche il Comune di Marostica ha deciso di intervenire con durezza contro la proliferazione di questi uccelli e lo ha fatto con un'ordinanza firmata dal sindaco Gianni Scettro. Sono parecchi i problemi e i danni che i colombi arrecano al patrimonio cittadino ed alla popolazione, fa sapere il primo cittadino. Va ricordato che Marostica è città murata e che è proprio nei pertugi dei castelli, dei torrioni e delle mura che i volatili trovano facile dimora. D'inverno le temperature più calde fanno preferire le aree abitate ai colombi che qui trovano spazi a disposizione per accoppiarsi e nidificare e quindi gli edifici abbandonati, i sottotetti, i portici, costituiscono ottimi luoghi di riparo e riproduzione.

«La buona disponibilità di cibo, sia somministrata in forma diretta che presente nelle aree agricole - spiega il rag. Scettro - i numerosi siti di nidificazione, in particolare quelli ricavati all'interno di edifici in stato di abbandono, favoriscono lo sviluppo riproduttivo incontrollato dei colombi. La consuetudine di rendere disponibili agli uccelli il pane e le briciole, quale avanzo dei pasti, è un comportamento dannoso, perché l'abbondanza di cibo risulta spesso disponibile ad esclusivo vantaggio di specie di grandi dimensioni come le gazze, i piccioni ed i ratti, le cui popolazioni, se troppo numerose, rischiano di incidere negativamente su altre specie selvatiche come i passeri, i verzellini, le cincie, i pettirossi, i codirossi, le ballerine ed i merli, peggiorando la situazione igienica dell'abitato nel caso del proliferare di topi, ratti e colombi».

Il primo cittadino spiega anche come «la presenza dei colombi di città, rechi gravissimi danni al patrimonio edilizio e situazioni di rischio igienico per la cittadinanza portando zecche e rischi di salmonella o malattie dell'apparato respiratorio come la clamidi osi».

L'ordinanza vieta quindi «di somministrare o abbandonare volontariamente cibo ai "colombi di città". Nell'allevare animali da cortile ed animali domestici, poi, si dovrà aver cura di posizionare il cibo in siti non accessibili a colombi e ratti. I proprietari e conduttori degli immobili in stato di abbandono e non occupati dovranno provvedere alla chiusura di tutti i possibili accessi all'interno (finestre, abbaini, soffitte, fori) da parte dei colombi ed utilizzabili per la loro nidificazione - prescrive il sindaco - e si dovranno pulire i luoghi di accumulo degli escrementi dei colombi per evitare il proliferare di zecche. Chi si assenta da casa per lunghi periodi deve controllare che su terrazzi e balconi non rimangano contenitori o vasi vuoti che possano venire utilizzati dal piccione come luoghi di nidificazione».

Il sindaco invita quindi la cittadinanza a collaborare segnalando tutte le situazioni di disagio: zone dormitori, posatoi, siti di nidificazione, depositi di escrementi ed altro, che permettano di monitorare ulteriormente la situazione e attivare i relativi provvedimenti di contenimento in ambito urbano di questa popolazione.

L'Amministrazione comunale spiega anche il modo in cui chiudere i fori e le aperture negli edifici, specificando però che gli stessi potranno permettere il passaggio delle varietà più piccole di uccelli, dalle rondini ai passeri.

Attenzione quindi a non distribuire cibo nella piazza degli scacchi a Marostica perché se vi dovesse vedere un vigile urbano, potreste incappare in una sanzione amministrativa che andrà da un minimo di 25 euro ed un massimo di 500.

nr. 09 anno XV del 13 marzo 2010

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