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È alquanto variegata la pattuglia dei consiglieri di minoranza a Bassano. Tre sono i gruppi all'opposizione: il PdL, con Egidio Torresan, Gianpaolo Bizzotto, Stefano Facchin, Rodolfo Celestino, Mauro Zen, Stefano Monegato e Roberto Marin; la Lega Nord, con Nicola Finco, Luciano Todaro e Tamara Bizzotto, e la lista "Un'altra Bassano" con Paola Facchinello e Riccardo Poletto. Una cosa è ormai emersa nel corso dei consigli comunali di questa nuova tornata amministrativa, e cioè che ognuno di loro va per proprio conto. La cosa può non destare dubbi per quanto riguarda "Un'altra Bassano", lista che, per bocca del capogruppo, Paola Facchinello, è alquanto vicina alla politica dell'attuale maggioranza. Il problema si pone invece per le altre due liste, le quali si erano presentate assieme al voto di primavera sostenendo la candidatura a sindaco di Egidio Torresan. Strada facendo però la Lega ha preso le distanze dal PdL e lo ha dimostrato ripetutamente con espressioni differenti di voto rispetto al Popolo della Libertà. Ma a far sentire qualche prurito a sei dei sette componenti del PdL non è tanto la diversa posizione della Lega, su alcuni argomenti, quanto quella di un loro consigliere: Rodolfo Celestino. Sì, perché Celestino ha dato prova, in situazioni nelle quali si affrontavano argomenti di una certa rilevanza, di massima indipendenza e la cosa non sta andando troppo a genio agli altri amici del gruppo. Cominciamo dalla delibera sulle "Torri Portoghesi" che, come promesso in campagna elettorale dalla maggioranza che governa la città, ha annullato le altezze approvate dalla precedente Amministrazione Bizzotto. Ebbene quella sera Celestino non è uscito dall'aula come gli altri consiglieri del PdL, ma è rimasto al suo posto e s'è astenuto. Non solo, quando la delegazione del Popolo della Libertà s'è recata a Vicenza dal Prefetto per recriminare l'illegalità della delibera redatta, a loro dire, senza che i consiglieri avessero la possibilità di consultare il parere tecnico di un legale scelto dall'Amministrazione Cimatti, Celestino se n'è rimasto a casa. Non basta: nella serata dedicata alla discussione sul bilancio di previsione per il 2010, il consigliere del PdL ha votato a favore e, forse per la prima volta nella storia amministrativa cittadina, la maggioranza s'è portata a casa un consenso sicuramente più ampio del previsto, dal momento che a votare contro quel documento sono stati soltanto quattro consiglieri del PdL (Lega e "Un'altra Bassano" si sono astenuti). Qualcuno dice che il consigliere Rodolfo Celestino si stia staccando dal PdL, ma lui nega risolutamente e spiega i motivi delle sue scelte anomale rispetto al resto del gruppo. «Per quanto riguarda la delibera sulle "Torri Portoghesi" - afferma- non me la sono sentita di uscire dall'aula, non l'ho mai fatto in tanti anni che faccio politica. Ho ritenuto opportuno rimanere anche per rispetto nei confronti del sindaco, dei consiglieri e della cittadinanza. Non l'ho fatto in quella occasione e non lo farò mai».
Perché allora non ha votato contro quella delibera?
«Vede, durante la campagna elettorale per le amministrative ho parlato spesso di questo argomento con i miei elettori e qualcuno era favorevole, qualche altro contrario e mi sono reso conto che sarebbe stato opportuno fare un referendum, ma non nel periodo elettorale. Quella era una cosa che si sarebbe dovuta fare almeno tre o quattro mesi prima».
E per il bilancio di previsione del 2010, come mai ha deciso di votare a favore, mentre i suoi amici di partito hanno votato contro?
«Io voto sempre secondo coscienza anche se mi trovo all'opposizione. L'ho fatto perché si tratta del primo bilancio dell'Amministrazione Cimatti. Negli anni futuri avrò modo di valutare se sono stati rispettati o meno gli impegni presi con questo importante documento nei confronti della città e quindi di esprimere voti diversi. Dare subito un voto negativo ad una Amministrazione che vara i suoi primi programmi mi pare scorretto».
Ma lei si trova a disagio all'interno del PdL con queste sue scelte contrarie alla linea del gruppo consiliare? Ritengo che gli altri consiglieri non siano particolarmente felici.
«Penso anch'io che non siano molto contenti perché se sei all'opposizione dovresti fare opposizione, però a me piace fare un'opposizione costruttiva e non distruttiva. Gli altri possono fare quello che vogliono ed io mi comporterò sempre secondo coscienza».
Lei rimane sempre consigliere del PdL o ha intenzione di cambiare squadra?
«No, no, io continuo ad essere del PdL e non ho nessuna intenzione di uscire dal partito».
Chiediamo allora al capogruppo del Popolo della libertà, Stefano Monegato, come giudica il comportamento di Celestino in aula.
«Mi soffermo ad esaminare soltanto la vicenda del bilancio di previsione - dice - Uno che dieci minuti prima firma due emendamenti a quel documento (il primo sulle scuole paritarie ed il secondo sui fidi per le aziende) e dieci minuti dopo si astiene proprio su questi emendamenti significa che ha le idee un po' confuse».
Avete intenzione di prendere provvedimenti nei suoi confronti oppure no?
«No, per il momento non c'è nessun problema. Staremo a vedere dopo le regionali, ma per adesso non mi pare proprio che Celestino voglia lasciare il nostro gruppo anche se qualcuno lo sta dicendo».
Rodolfo Celestino ha alle spalle una lunga carriera politico amministrativa. È entrato in Consiglio comunale nel 1990 con il Partito Socialista («dovevo entrare nelle liste della Dc, ma mi volevano fare un interrogatorio da terzo grado»), poi è passato con Alleanza Nazionale ed ora con il PdL. Questo è il suo quinto mandato consiliare. È stato assessore alla viabilità in Comunità montana del Brenta per dieci anni ed attualmente è presidente del Consiglio della Comunità stessa (prima era vice). È anche consigliere nazionale delle Comunità montane d'Italia e la riconferma l'ha avuta il mese scorso all'assemblea di Trento. In Comune è componente delle commissioni dell'area urbanistica, dei servizi sociali e della cultura. Il consigliere Celestino è sempre stato una macchina da voti ed alle ultime amministrative s'è piazzato al terzo posto come numero di consensi con 202 preferenze dopo il sindaco uscente Gianpaolo Bizzotto (379) e Stefano Facchin (213).