NR. 04 anno XVII DEL 4 FEBBRAIO 2012
la domenica di vicenza
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Bassano non è solo Jacopo da Ponte, c’è molto di più

L’assessore alla cultura Giorgio Pegoraro: “C’è una città tutta da scoprire e quando avremo il polo di santa Chiara vedranno “la luce” molte collezioni oggi nei depositi”

di Gianni Celi

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Bassano non è solo Jacopo da Ponte, c’è molto di p

Va bene la mostra dedicata a Jacopo da Ponte, che ha aperto i battenti alla grande registrando già un più che soddisfacente numero di visitatori, ma Bassano ha dell'altro da offrire al turista sotto l'aspetto dell'arte e della cultura. È quanto sostiene l'assessore Giorgio Pegoraro il quale ha in cantiere tutta una serie di iniziative volte a rispolverare personaggi, siti, opere, gruppi e memorie che servano a far meglio conoscere la città ai forestieri, ma anche ai bassanesi stessi.

E comincia da William Shakespeare che non solo amò una bassanese, la "Dama Bruna" che, a quanto pare, era figlia dei Bassano musicisti, ma fu anche in città alla fine del 1593 e agli inizi del 1594.

«Ulteriori approfondimenti - spiega quindi l'assessore alla cultura - meritano anche le vicende della permanenza a Bassano a Ca' Erizzo, durante la prima guerra mondiale, dei cosiddetti Poeti di Harvard, che erano membri della Croce Rossa americana fra i quali ricordiamo alcuni grandi scrittori americani, come Hemingway, Dos Passos, Lawson. Cercheremo di organizzare un convegno su questo tema».

Meritano quindi maggiore attenzione, secondo l'assessore, gli affreschi esterni di Bassano che sono più di duecento.

«La realizzazione del centro museale di Santa Chiara ci permetterà di offrire nuovi spazi alle collezioni che sono state finora sepolte nei depositi del Museo - aggiunge Pegoraro - si pensi alle collezioni Brocchi-Parolini. Certo sarebbe interessante ordinare la collezione Parolini nella Casa del Parolini, prospiciente alle serre e di nostra proprietà: varrebbe sicuramente la pena di organizzarvi non solo un museo, ma anche un centro di ricerche botaniche, come già nel 2003 volevano la direttrice dell'Orto Botanico di Padova e qualche altra persona interessata e competente. A Santa Chiara ci sarà allora spazio non solo per Giambattista Brocchi, che già trionfa per esempio nel Museo di Storia Naturale di Milano (ma non ancora a Bassano) e per il museo zoologico fondato sulle raccolte di Renato Luca, ma anche per il Museo dell'Automobile, che si trova ora a Romano, molte volte riconosciuto come il migliore d'Europa».

«Dovremo poi certamente sostenere l'opera di Luigi Bonotto, grande artista e collezionista di Fluxus - sottolinea l'assessore alla cultura - perché l'ex Macello possa diventare un centro ispiratore e documentario dell'arte moderna, che a Bassano è stata un po' trascurata. E il nostro Jacopo Vittorelli? Il più noto poeta bassanese, tanto ammirato dal Carducci e dagli uomini di cultura del 18° e 19° secolo è dimenticato: ma cercate in una libreria e non troverete un volume che raccolga la sua opera. Cercheremo di pubblicare ancora almeno le sue "Anacreontiche a Irene". Stiamo tentando, per rendergli onore, con l'aiuto delle strutture municipali, di trovare dove sia sepolto il suo corpo».

Ed ancora Pegoraro parla dell'importanza dei grandi artigiani bassanesi, del desiderio ardente di riproporre una mostra sulle xilografie del Durer, della necessità di far vedere ai bassanesi ed ai visitatori la collezione di disegni custodita nel museo (ben 3600, di cui 1765 del Canova). «Non si può lasciar dormire nei meandri dei nostri sotterranei una tale splendente opulenza - sostiene - E bene ha fatto la dott. Ericani (direttrice del museo n.d.r.) a creare una rotazione con l'esposizione a Palazzo Sturm di incisioni e disegni! Oltre alla mostra dedicata a Jacopo, che ha come centro il nostro Museo, nelle sedi distaccate avranno luogo altre attività: ma ne anticipo una, di cui avremo modo di parlare in seguito, perché è prevista nel 2011 nella città dei Remondini. Si tratta dell'organizzazione a Bassano (dopo Innsbruck, Bergen in Norvegia, Lund in Svezia, e nel 2006 a Trento) di un congresso della SIEF (Société Internationale d'Ethnographie et Folklore), un congresso che ha luogo ogni cinque anni e che sarà dedicato questa volta al ritratto di regnanti e di persone comuni attraverso le stampe a larga diffusione».

«Ma poi Bassano - conclude l'assessore - dovrà operare per mettere un po' d'ordine al suo interno. Pensate alle nostre chiese di difficile accesso e anche alle nostre innumerevoli chiesette sparse negli angoli più belli del nostro territorio: sarebbe quanto mai interessante riscoprirle, presentarle, illustrarle. Parlo di San Donato, di San Giorgio alle Acque, di San Rocco, di San Martino e così via. Vanno rivalorizzate anche le ville: Villa Bianchi Michiel, Ca' Erizzo, Ca' Rezzonico e molte altre. C'è poi un vero e proprio capolavoro scoperto una decina di anni fa nella Casa Finco, un'opera che costituirà un'attrazione irresistibile in genere, ma, particolarmente per i tedeschi, di quella germanica Svevia, dove sono vissuto per dodici anni. Vi sono rappresentate le tre culture: l'italiana nella figura dell'imperatore Federico II, il mondo della poesia provenzale, di cui fu maestro Alberico da Romano e, nelle allusioni al "Roman de la rose", la letteratura in lingua d'oïl e cioè nell'antico francese».

«Questo sarà il mio principale lavoro durante il prossimo assessorato - conclude Giorgio Pegoraro - ma molti saranno accanto a me, o meglio accanto a tutti noi, nel rivendicare alla città di Bassano il posto che le spetta nel mondo della cultura».

nr. 09 anno XV del 13 marzo 2010

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