NR. 04 anno XVII DEL 4 FEBBRAIO 2012
la domenica di vicenza
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Festeggiati i venticinque anni
del gruppo
“Le Arti per via”

Sono stati 300 gli spettacoli dei quali metà all’estero proposti in un quarto di secolo. Adesso il gruppo cerca nuove comparse per ringiovanire i ranghi

di Gianni Celi

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Festeggiati i venticinque anni del gruppo “Le Arti

Soltanto gli ultimi anziani ricordano ancora come si viveva nelle nostre campagne e nelle città, prima o immediatamente dopo la guerra e quanta povertà ci fosse. E sono proprio i momenti di miseria ad aguzzare l'ingegno, a far nascere mestieri impensabili, anch'essi poveri perché creati su misura della povera gente, ma che ti danno la possibilità di comperare una pagnotta in più per poter campare. È di quella realtà, ormai sepolta da un consumismo sfrenato, attutito un po', in questo momento, dalla crisi che sta contagiando il mondo, che da venticinque anni parla il gruppo bassanese de "Le Arti per via". Quaranta personaggi, scelti fra artigiani e venditori, animano le strade quando il gruppo le percorre nei luoghi più impensati, per far parlare oggetti che attualmente troviamo soltanto nei musei etnografici dei nostri paesi o in qualche mercatino dell'usato. L'idea, s'è detto nel corso della puntata di Tva "Sul Ponte di Bassano", diretta dal collega Fabio Carraro, è nata da una proposta lanciata all'insegnante Elide Imperatori Bellotti, una signora romana innamorata della nostra terra ed attenta studiosa degli usi e costumi del Bassanese. Si svolgeva, alla metà degli anni Ottanta, la "Festa d'Europa" che coinvolgeva le città gemellate con Bassano. Si voleva proporre uno spaccato di vita quotidiana d'un tempo. È sorto così lo spettacolo de "Le Arti per via". La Bellotti, assieme a Gianni Posocco, allora dirigente del Comune e ad altri amici, s'è messa alla scoperta di antichi mestieri, quelli che si facevano per la strada, perché una volta, quando non esistevano tutti quei mezzi motorizzati che ci sono adesso, erano i commercianti e gli artigiani a bussare alle porte dei potenziali clienti e non viceversa.

I quaranta personaggi scelti per far rivivere il museo all'aperto delle arti di quasi un secolo fa sono stati serviti degli strumenti d'allora, molti dei quali originalissimi. Donne, uomini e bambini vengono vestiti come si usava nel Veneto contadino. Ecco allora il banditore, le fioraie, la venditrice del latte, le dressare (intrecciatrici di paglia per sedie e cappelli), il moleta (affilatore di coltelli e altre lame), lo stagnaro (stagnino che aggiustava le pentole di rame), lo stramassaro (il materassaio), la venditrice di aglio ed erbe aromatiche, gli spazzacamini, l'ombrellaro (ombrellaio), il gelataio, il torniante (modellatore di ceramica al tornio rotante), l'impajacareghe (impagliatore di sedie), il veraro (vetraio), le lavandare (lavandaie), il panna e storti (il venditore di panna nei cannoli di pasta), la candolara (venditrice di utensili di legno), i burattinai, la merciaia, la pollamara (venditrice di polli), la ruota della fortuna (una sorta di giocatore ambulante dotato di una rudimentale roulette di legno a spalla), gli zoccolari (i fabbricanti di zoccoli, una calzatura molto usata nei primi decenni del secolo scorso), la caramellara (la venditrice di caramelle), il fotografo, il cuccaro (modellatore di fischietti di ceramica a forma di gallo o soldatino), la scoatara (venditrice di scope), la venditrice di fiori di carta, la saldamara (venditrice di sabbia per la pulizie delle stoviglie), la venditrice di stampe, il venditore di frutta e verdura, i bambini, lo strassaro (straccivendolo), il fisarmonicista ed il tacabanda.

Questa selva di figuranti, nei venticinque anni della loro storia, ha proposto ben 300 spettacoli: 147 in Italia in undici regioni diverse, 153 all'estero in undici Paesi e per sei volte al di là dell'Oceano nell'ambito di un progetto "Sulle grandi rotte dell'emigrazione" che via via ha toccato Messico, Canada, Argentina, Brasile, Stati Uniti, Australia. «Abbiamo compiuto cinque volte il giro del mondo - ha spiegato durante la trasmissione il presidente del gruppo Gianni Posocco - con una stima di 600 mila spettatori e di un milione, comprese le sfilate. Abbiamo fatto parlare la stampa di tantissimi paesi. Un aggettivo su tutti ha percorso e caratterizzato questi 25 anni: unico».

«Un giornale di Queretero in Messico - ha aggiunto Posocco - ha bene evidenziato le nostra iniziativa scrivendo così: "Cuando la calle se vuelve museo y el museo se vuelve espectacolo" ("quanto la strada diventa museo ed il museo diventa spettacolo").

Sì, proprio così perché, in effetti, "Le Arti per via", sono un museo che si anima, che mostra pezzi di storia antica, che fa piangere di nostalgia gli anziani e sorridere di ammirazione i giovani, ma che sa anche coinvolgere gli spettatori.

Adesso il gruppo sta cercando nuove comparse per ringiovanire un po' i ranghi. Le esibizioni continueranno, ma è saltata, dopo il terremoto che ha colpito recentemente la nazione sudamericana, la trasferta in Cile che era stata già programmata per l'autunno prossimo.

nr. 09 anno XV del 13 marzo 2010

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