|
|
||

Meggiolaro (Coldiretti): "Galan, Zaia, Manzato. Aspettiamo il meglio da tutti e tre"
«I giri di valzer e i balletti sono una cosa squisitamente politica nella quale non intendo addentrarmi». Non sembra sconvolto Diego Meggiolaro, presidente provinciale di Coldiretti, dal cambio di guardia al Ministero dell'Agricoltura. Il tanto amato Zaia, che promuoveva l'Asiago come la mozzarella di Bufala e che si catapultava a Bruxelles per rivendicare i "diritti" degli agricoltori, è ora presidente della Regione Veneto e in virtù di uno scambio politico, il presidente uscente Giancarlo Galan è Ministro dell'Agricoltura. Un ministero che conta moltissimo e dall'azione del quale la categoria agricola si attende ugualmente moltissimo, visto lo stato di crisi endemica che vive.
«Come Coldiretti abbiamo sempre sostenuto l'agricoltura -continua Meggiolaro- e sappiamo bene che il nostro settore è molto "pesante" e ambito; è il settore primario ed essendo strategico credo che interessi tutti e tutti vogliano interessarsi e condividere dei progetti per il suo rilancio. Uso questa parola perché da più anni abbiamo non solo sottolineato problemi, ma abbiamo anche cercato di accompagnare il nostro grido d'allarme con delle proposte, spesso condivise e questo ci fa piacere.
Così è stato con Zaia che si è assunto delle responsabilità e ha cercato di immaginare e progettare il futuro. Credo che al ministero vada bene qualsiasi persona purché sia conscia della potenzialità di questo settore e di come faccia spendere bene il nome dell'Italia nel mondo.
Zaia ha sposato fin da subito la proposta della valorizzazione delle tipicità e accettato e condiviso la proposta della valorizzazione della diversità e biodiversità. Si tratta di quei piccoli prodotti chiamati di nicchia ma che fanno unico il patrimonio agroalimentare italiano, ha avuto prudenza sugli OGM. La scelta di sostenere il prodotto italiano è una strategia vincente, come pure il progetto di una filiera tutta agricola e italiana».
Quali cose sono rimaste nel tavolo?
«Si deve procedere spediti e decisi su questo ultimo argomento, quello della filiera, valorizzare i mercatini agricoli con vendita diretta».
Che vantaggi può portare Galan, da ministro veneto, al Veneto?
«Credo che sempre di più oggi si guardi al bene nazionale e che le tematiche agricole, al di là della territorialità dei prodotti, necessitino di provvedimenti nazionali. Ovvio che da veneti speriamo che un occhio di riguardo per noi ce l'abbia sempre... Galan è sicuramente un'altra persona rispetto a Zaia, ma da Governatore ha condiviso e discusso la stragrande maggioranza dei nostri obiettivi. Ci sarà continuità penso. In tutto il mandato, Galan ha utilizzato tavoli di lavoro con le organizzazioni, sa cos'è Coldiretti, sa che può contare su un'organizzazione che non fa solo critiche ma anche proposte».
I meriti di Zaia?
«Sul latte Zaia ha avuto la capacità di chiudere, di risolvere una situazione in cui i nervi erano da anni scoperti da tutte le parti, da chi rispettava la legge e da chi la eludeva. C'è un piano che sta procedendo, spero si concluda positivamente. Per il resto vi è da dire che è molto positiva l'accettazione del pagamento della rateizzazione, elemento peraltro pesantissimo che genera difficoltà nel sistema agricolo, sia perché il prezzo del latte alla stalla non paga i costi, sia perché dover pagare questa rateizzazione è un grande peso per le aziende interessate».
E di Manzato in Regione che pensa?
«Non è un assessore nuovo. Aveva già fatto tre anni, per noi è una felice riconferma. Già si lavorava bene. Avevamo questioni aperte sulla Vepa e le leggi sulla montagna che non si erano potute concludere. Sono solo in standby, ora si aprirà e chiuderà un confronto».