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I distretti industriali italiani sono stati protagonisti di una visita in Serbia organizzata dal Ministero per lo Sviluppo Economico e guidata dal ministro Scajola. Nell'ambito della visita, a rappresentare la Federazione dei Distretti è stato chiamato l'imprenditore vicentino Filippo Giovanni Maria Carraro, coordinatore del Distretto della Meccatronica Veneta.
«Una missione molto interessante a fruttuosa - ha osservato Carraro - che ha portato alla firma di importanti accordi sia per il settore energetico che per quello meccanico. D'altra parte la Serbia è un mercato che interessa molto sia il nostro Distretto sia Confindustria Vicenza; ho potuto constatare come la Serbia sia altrettanto interessata a sviluppare la collaborazione economica con noi e le nostre PMI, considerate un modello vincente di sviluppo industriale, replicabile anche in Serbia. La conferma puntuale di questo interesse sarà la visita a Vicenza del Ministro serbo del Commercio, Slobodan Milosavljevic, atteso in Associazione Industriali il prossimo 17 maggio per presenziare a un seminario dedicato al suo paese».
La Serbia è interessante come mercato in sé, ma soprattutto come hub commerciale. Già esiste un accordo commerciale con la UE, mentre procede l'integrazione doganale di tutti gli stati che fanno parte dell'area balcanica.
«C'è anche molto altro - ricorda Carraro - visto che la Serbia ha accordi doganali con Russia, Bielorussia e Kazakhstan, in base ai quali si applica un dazio doganale ridotto all'1%, sulle merci serbe importate. Si tratta di agevolazioni molto importanti per tutte le produzioni interessate al vastissimo mercato russofono e che incontrano difficoltà a penetrarlo, in ragione delle barriere daziarie che penalizzano l'esportazione diretta, dall'Italia».
Poter operare via Belgrado, aggiunge Carraro, facilita le cose, perché la Serbia è un mercato a un'ora di aereo e rappresenta un ambiente di lavoro più vicino alle abitudini culturali delle PMI venete.
«Di questo abbiamo a lungo parlato con le autorità serbe incontrate e con gli imprenditori di quel paese - dice Carraro - Non ho mancato però di sottolineare una questione che ritengo molto importante: per attrarre gli investimenti delle nostre piccole e medie imprese occorre prima di tutto puntare all'apertura dei mercati e alle collaborazioni commerciali. La logica industriale delle PMI non è quella delle agevolazioni fiscali o del basso costo del lavoro, ma piuttosto quella di presidiare e meglio servire i mercati dove i loro prodotti riscuotono interesse commerciale e incominciano ad affermarsi».
Un invito a non chiudersi in logiche protezionistiche, dunque.
«Occorre favorire lo scambio commerciale - aggiunge Carraro - come fattore capace di incentivare un'internazionalizzazione virtuosa, quella delle PMI, più adatta a favorire lo sviluppo di attività manifatturiere in grado di radicarsi sul territorio e di avviare un volano di iniziative, anche e soprattutto locali. In altri termini, le logiche che hanno portato alla nascita e allo sviluppo dei distretti industriali italiani. Un messaggio che certamente animerà anche il prossimo Forum Serbia di Vicenza».
nr. 17 anno XV dell'8 maggio 2010