NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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“Il vivaio a regola d’arte: cataloghi e medaglie tra ‘800 e ‘900”

Biblioteca Internazionale “La Vigna”
Contra' Porta Santa Croce 3
Orario: lunedì - venerdì 8.30 – 12.00
Chiude il 14 maggio 2010

di Maria Lucia Ferraguti

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“Il vivaio a regola d’arte: cataloghi e medaglie t

Un'aria nostalgica per un mondo incantevole, costruito su promesse floreali, di giardini, di parchi e di orti botanici, è celebrata dalle copertine di bellissimi cataloghi dei passati stabilimenti orticoli, ora chiamati vivai, in fusione con i riconoscimenti ai vincitori delle esposizioni floreali. Li raccoglie la mostra "Il vivaio a regola d'arte: cataloghi e medaglie tra ‘800 e ‘900" che fa coincidere figure femminili, decori e fiori sistemati in cestini di paglia dagli effetti freschissimi delle immagini a colori con lo studio di ricerca sulla storia italiana del collezionismo botanico, fra proprietari di villa, cercatori di piante, società di orticultura e giardinieri, che hanno caratterizzato l'epoca d'oro di un gusto e di una sensibilità squisitamente ottocentesca.

L'Italia garantiva per l'incanto del suo territorio, nel XIX secolo, la ricchezza botanica dei suoi giardini, e dei suoi parchi, pubblici e privati, che era sostenuta anche grazie alla consistente presenza di numerosi orticoli, di vivaisti che entravano in competizione con le grandi aziende francesi, inglesi ed olandesi dell'epoca, nel soddisfare le diverse esigenze del pubblico.

È l'epoca di un mondo in fermento, nel quale risaltavano gli scambi di preziosità vegetali, esotiche e locali, di ricerche intense per nuove varietà, tra grandi proprietari di ville, le società di orticultura, gli orti botanici, la società botanica, e le sedi universitarie. Convivevano l'idea comune di un'Italia che primeggiasse soprattutto durante le grandi esposizioni universali, internazionali e nazionali per le sue novità floreali e arboree.

I nomi di Firenze, Milano e Roma si ponevano da centri di promozione delle grandi Società orticole (Lombardia e Toscana) che di anno in anno assicuravano appuntamenti d'incontri, manifestazioni e indicevano premi in denaro, e medaglie d'oro, d'argento e di bronzo per il successo di collezionisti, espositori, stabilimenti orticoli. Sul percorso di un recupero della storia della botanica italiana a celebrarla ecco gli esemplari della documentazione più preziosa rimasti di quell'epoca: i nomi di Rovelli, Sgaravatti, Gribaldo, Besson, Burdin scorrono sui cataloghi più antichi dei più noti stabilimenti orticoli e, nelle medaglie in argento, destinate ai vincitori delle esposizioni floreali svoltesi tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi del Novecento, si ricorda il mondo e l'atmosfera dell'esposizione.

L'archivio con la sua documentazione di piante e di semi lo racchiudono i cataloghi cari al collezionista Federico Maniero, e le medaglie di Francesco Faccia.

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