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Non c'è pubblica Amministrazione che non inserisca nei suoi programmi almeno un goccio di pista ciclabile, al fine di favorire «la mobilità sostenibile del trasporto urbano». Purtroppo, come abbiamo più volte sottolineato, gli interventi peccano di discontinuità, vale a dire che si progetta una pista qua, una là, una terza da un'altra parte senza una programmazione unitaria che permetta l'interconnessione fra pista e pista, fra quartiere e quartiere, fra Comune e Comune. Prendiamo, ad esempio, il collegamento fra Bassano e Marostica che, per chi ha voglia di percorrerlo in bicicletta, si presenta oltremodo pericoloso. I ciclisti, quantomeno nel tratto di Marsan, sono costretti a seguire la statale Marosticana Schiavonesca, sempre più trafficata e sempre più inquinata. Esiste un progetto di pista ciclabile per unire queste due città murate di particolare interesse turistico? No, non c'è nulla di nulla. A dire il vero di una ciclabile del genere s'era parlato, in Consiglio comunale a Bassano, una ventina d'anni fa perché già allora si sentiva la necessità di un percorso sicuro da riservare esclusivamente ai ciclisti. Di questa ciclovia era stata interessata anche l'Amministrazione di Marostica che aveva accolto di buon grado l'iniziativa. Purtroppo quell'idea è finita nel dimenticatoio ed è stata abbandonata definitivamente ormai tanto tempo fa.
Chiediamo all'assessore alla viabilità, nonché valente ciclista, Dario Bernardi, se si sia mai parlato, all'interno dell'Amministrazione, di un progetto simile, ma ci risponde che una proposta del genere non è mai stata presa in considerazione dall'attuale Giunta. Ad esaminare un'iniziativa del genere è stata invece l'Amministrazione marosticense. «L'Ipa (intesa programmatica d'area n.d.r.) dall'Astico al Brenta - ci conferma il sindaco di Marostica Gianni Scettro - ha già avanzato una proposta di finanziamento al riguardo». Vediamo allora a che punto sia questa idea e se effettivamente esistano i presupposti per poterla realizzare, ma il presidente della Comunità Montana dall'Astico al Brenta, Giovanni Antonio Gasparini, ci dà poche speranze.
«Organizzato dalla Regione, abbiamo fatto un incontro con Veneto strade - afferma - con le diverse Ipa vicentine proprio sulle piste ciclabili e sono state individuate delle priorità. Anzitutto abbiamo sostenuto la necessità di continuare con la ciclabile della Valbrenta che si ferma in località Piovega di sotto in Comune di Enego. Io ho detto, al riguardo, che prima che si avviino altre opere simili è bene che si completino quelle esistenti. Come seconda priorità poi è stata inserita quella che correrà lungo l'Astico partendo da Lastebasse e, come terza, la pista lungo il torrente Chiampo dove, fino ad ora, si è intervenuti a stralci».
«Queste sono le tre ciclabili che si dovrebbero completare in provincia di Vicenza - aggiunge il presidente Gasparini - Ricordo che ci sono solo ottanta milioni di euro disponibili in Regione per le piste ciclabili del Veneto, che c'è una ridda di richieste (circa 270 i progetti) da parte dei diversi enti, per una cifra di mezzo miliardo di euro».
«Per quanto riguarda la ciclabile fra Marostica e Bassano - conclude - esiste uno studio preliminare e ci sarebbe la volontà di realizzarla. A fine maggio ci dovremo incontrare con l'ing. Angelini di Veneto strade proprio per esaminare questa proposta. In quella sede vedremo quali potranno essere le disponibilità della Regione in merito».
La proposta di un tempo, quindi, che aveva trovato l'accordo fra le Amministrazioni di Bassano e di Marostica, è destinata a rimanere nel limbo e chissà fino a quando.
nr. 17 anno XV dell'8 maggio 2010