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La storia delle due forze che, attualmente, compongono il Popolo della Libertà, sembra segnare una lenta perdita di consensi. Andando a ritroso nel tempo delle consultazioni elettorali, infatti, notiamo una disaffezione nei confronti di questo popolo del centrodestra bassanese. Le cifre, pur aride, a volte, sono dei segnali d'allarme che stanno a significare che qualche cosa non va per il verso giusto. Vediamoli, allora, brevemente, questi dati. Alle politiche del 2001 la somma fra i voti affidati a Forza Italia e ad Alleanza Nazionale, le due forze più importanti dell'attuale Popolo della Libertà, facevano registrare, nel territorio comunale, un 44,96 per cento di consensi. Alle europee del 2004 si passava al 40,66 per cento, alle politiche del 2006 al 39,35 per cento, alle europee del 2009, quando già Forza Italia ed Alleanza Nazionale si sono presentate con l'unica sigla del PdL, si è arrivati al 30,87 per cento. Alle recenti consultazioni regionale il Popolo della Libertà ha ceduto il passo alla Lega, forte, quest'ultima, di un 31,19 per cento a fronte del 28,80 del PdL. Dopo la stangata delle comunali, che hanno mandato il Popolo della Libertà, dopo dieci anni di governo, all'opposizione, c'è più di qualcuno, fra i vecchi iscritti ai due partiti tradizionali, che si interroga sul futuro di questa nuova sigla a Bassano città e nel comprensorio. Anzitutto va detta una cosa e cioè che le iscrizioni al PdL stanno andando molto, ma molto a rilento e questo è forse dovuto anche al fatto che non esiste, per il momento, un referente con cui poter dialogare o al quale rivolgersi. Abbiamo già avuto modo di dire, nelle scorse edizioni, intervistando il coordinatore provinciale, Pierantonio Zanettin, che Bassano, come gli altri Comuni d'Italia, è in attesa che venga scelto il coordinatore comunale e questo accadrà, verosimilmente, ormai, dopo il periodo delle ferie estive. Nel frattempo c'è nebbia fitta, anche se non mancano le voci su quello che potrà essere il primo coordinatore bassanese del PdL. I nomi che raccogliamo, quanto ai papabili, sono diversi e contrastanti. Si parla dell'ex assessore Fabio Mocellin che, si dice, sarebbe sostenuto dall'assessore regionale Elena Donazzan; di Luciano Fabris, ma anche di Giampi Zanata i quali godrebbero delle simpatie del vicepresidente della Provincia Dino Secco e del senatore Antonio Pasinato, ma anche dell'ex assessore Giuseppe Bottecchia. Sono soltanto voci, come dicevamo, ma che ci sia fermento all'interno del PdL, questo è poco ma sicuro. Si parla poi anche di un movimento spontaneo che vedrebbe uniti gli ultimi rampolli della nuova composizione politica e cioè quei giovani consiglieri comunali dell'ex Forza Italia e dell'ex Alleanza Nazionale i quali sarebbero intenzionati a dare una spallata alla storica dirigenza dei due partiti. La scelta quindi non sarà certo facile e, quasi sicuramente, non farà altro che creare nuove divisioni e nuove correnti. A confermarcelo, indirettamente, è l'avv. Giovanni Greco, uno dei fondatori di Forza Italia nel 1994 con Fabio Favero e Paolo Serraiotto, presidente del Club Forza Italia del Bassanese dall'anno della fondazione ad oggi, nonché presidente della Fondazione "Territorio e libertà", un'aggregazione di sigle politiche (Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord, Unione di centro) sorta prima di approdare al PdL.
«Quali sono i valori comuni che costituiscono il Popolo della Libertà? - si chiede Greco - Noi lo dobbiamo sapere. Sono quelli delle persone, ad esempio, a cominciare dal Presidente del Consiglio, Berlusconi, che si riconoscono nel 25 Aprile e lo celebrano con riconoscenza, o di altri politici che si recano, lo stesso giorno, in pellegrinaggio alla foiba di Lusiana? L'antifascismo era un valore forte di Forza Italia e Berlusconi ad Onna, a L'Aquila, ha espresso pensieri inequivocabili sul fascismo. Chi non si riconosce in questi valori deve avere il coraggio di dirlo. Ma dove stiamo andando? Vorrei sapere poi perché tanti bassanesi, che si riconoscono nel centrodestra, non si sono ancora iscritti al PdL».
«Bassano, sotto l'aspetto della valenza politica - continua l'avv. Greco - ricopriva un ruolo importante che, purtroppo, negli ultimi dieci anni è stato smantellato. Da una realtà di leadership siamo passati ad una posizione di marginalità politica. Se non cambiamo il modo di rapportarci con il territorio saremo sempre più dimenticati. Mi rendo conto che questo dato di fatto è dovuto principalmente alla mancanza di figure carismatiche. Anche fra gli eletti nelle varie istituzioni pubbliche più che dei possibili leader vedo delle persone che fanno politica per il proprio tornaconto senza che interessi loro costruire una futura classe dirigente forte e capace».
«Il comprensorio sta attraversando una crisi che ha cancellato distretti importanti quali l'orafo, il ceramico, il meccanico, il tessile ed altri ancora - sottolinea Giovanni Greco - e la classe politica non fa nulla per fermare questa emorragia. Non c'è una programmazione di fondo per un serio sviluppo del territorio, non c'è la presenza del partito per aiutare a risolvere una crisi che diventerà ancora più severa. Il progetto di Bassano Provincia poteva essere una via d'uscita, ma accantonato quello non s'è proposto nient'altro».
«Pensando alla scelta del coordinatore comunale del PdL - conclude Greco - mi pare di capire che si discuta più per posizioni di potere che per fare il bene del territorio. Mi auguro che arrivi il momento in cui più di qualcuno accetti di fare un passo indietro. Il Bassanese, ricordiamolo, per quanto riguarda il centrodestra, è stato massacrato da ingerenze esterne che hanno guardato più al "divide et impera" che al ruolo guida del territorio e così ci troviamo, ora, con un comprensorio che, politicamente, vale come il due di picche».
nr. 17 anno XV dell'8 maggio 2010