NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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Lavoro: è emergenza in Veneto

“La politica ora deve intervenire”. L'assessore regionale Donazzan in pressing sulle imprese per riaprire le assunzioni anche con nuove forme contrattuali

di Luca Faietti
faiettil@tvavicenza.it

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Lavoro: è emergenza in Veneto

L'obiettivo è quello di creare nuovi posti di lavoro, fare emergere le tante professionalità che oggi non rappresentano un valore in termini di mercato in generale e quindi collegare sempre di più il mondo della formazione e della scuola con il lavoro stesso. Quindi, la priorità per la Regione, rispetto a quello che poteva essere qualche anno fa, è il lavoro. Elena Donazzan, assessore alle Politiche del Lavoro, Politiche dell'Istruzione, Diritto allo studio, Programmazione della formazione professionale e Programmi comunitari Fse del Veneto, confermata dal neo-governatore Luca Zaia con le stesse deleghe che ricopriva nella giunta regionale precedente, spiega le priorità che si è posta nel prossimo mandato amministrativo regionale. Sì perché quella del lavoro, in Veneto rischia di diventare vera e propria emergenza e servono gli antidoti giusti per scongiurare il pericolo e le risorse, anche progettuali, per far guarire del tutto il malato che si chiama occupazione.

«Il problema della nostra regione - spiega la Donazzan - consiste in un mondo delle imprese che si è contratto pesantemente. Abbiamo, nonostante qualche piccolo segno di ripresa, un saldo nettamente negativo tra imprese che aprono e imprese che chiudono e questo impone a tutti noi una riflessione su come è cambiato il nostro sistema delle imprese alla luce dei grandi sconvolgimenti internazionali».

Interventi da realizzare per sostenere le imprese che passano attraverso la difesa del Made in Italy. «Dobbiamo riflettere -spiega- su come difendere più e meglio il "Made in Italy", nonostante alcune uscite che io trovo infelici di alcuni industriali veneti, come Benetton che ha detto che il "Made in Italy" è superato e non esiste più. Io credo esattamente il contrario, e soprattutto rispondo a imprenditori come questi che è sul nome del Made in Italy che a loro volta si sono "creati" un nome, e che oggi l'economia, che qualcuno pensa possa ridursi a un fatto finanziario, è fatta sostanzialmente di lavoro».

La Donazzan sottolinea, quindi, come il sistema economico sia fatto di «lavoro degli imprenditori, lavoro dei lavoratori dipendenti, lavoro dei professionisti, lavoro degli autonomi, ed è riqualificando il lavoro che noi ridaremo al Veneto quella spinta propulsiva che l'ha portato a essere definito il "motore" d'Italia».

Una riqualificazione che passa da un rapporto sempre più stretto tra lavoro, formazione e scuola. «La formazione non ha senso - avverte Donazzan - se fine a se stessa, la scuola non ha senso se non parla con il mondo esterno. E questo è qualcosa che in Veneto abbiamo in questi anni già fatto. Oggi la priorità - aggiunge - è di indirizzare tutto ciò verso le imprese, con una visione strategica che non può essere solo quella della finanza, ma di un'economia sempre più spinta verso il lavoro».

Reddito che si può creare, secondo Donazzan, «con il coinvolgimento con il mondo dell'impresa a 360 gradi». E l'assessore ricorda che «la mia Regione porrà sul tavolo nazionale alcune questioni che non riguardano strettamente il mondo del lavoro, ma che riguardano l'abbassamento delle tasse, il premiare le aziende che restano in Italia e il rendere sempre meno agevole il fatto che si possa de localizzare». «Io devo "proteggere" - sottolinea ancora Donazzan - le mie imprese, perché altrimenti non avrò posto di lavoro».

Donazzan rimarca in modo deciso «che, per quanto riguarda la programmazione comunitaria, il Veneto gode di importanti risorse sui fondi comunitari, ma non sono tante se si volessero garantire programmi comunitari per tutte le persone che ne hanno diritto». «Ci sono risorse per dare formazione - conclude - solo al 10% di coloro che ne avrebbero diritto e titolarità. Ma comunque non si può ragionare sui soldi pubblici e basta».

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