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Il bere smodato che sta contagiando sempre più i giovani preoccupa non poco le istituzioni a cominciare dall'Azienda sanitaria fino a coinvolgere gli amministratori pubblici e la società civile. Come affrontare questo problema? Unendo le forze e facendo gruppo: questo in sintesi il messaggio che arriva dai responsabili della salute dei cittadini. «L'azienda sanitaria, in collaborazione con la Conferenza dei sindaci - spiegano i dirigenti dell'Ulss n. 3 - nell'ambito del piano annuale d'intervento relativo all'area delle dipendenze, per il 2010 intende predisporre un programma organico di interventi di prevenzione di comunità, in chiave preventiva e operativa per contrastare l'abuso di alcol. Il programma deve permettere di calibrare gli interventi sulla base di caratteristiche e delle aspettative del territorio, dei bisogni e della sostenibilità delle azioni, anche attraverso un percorso di maturazione e di coinvolgimento attivo dei soggetti responsabili del territorio».
«Nella convinzione che sia strategico cercare in ogni modo sinergie di azioni e di risultato - proseguono - piuttosto che ciascuno agisca esclusivamente all'interno della propria rappresentazione del fenomeno, si ritiene propedeutico all'elaborazione di tale programma lo sviluppo di una reale integrazione delle risorse presenti nel mandamento, con il coinvolgimento del sociale e del sanitario, del pubblico e del privato».
Deriva da queste enunciazioni un progetto che prende il titolo "La salute, un bene comune non solo individuale: integrarsi e condividere strategie per la cura delle dipendenze". La condivisione delle strategie da seguire deve portare ad un'alleanza territoriale capace di rendere protagonisti in questa azione di aiuto alla lotta all'alcolismo, anche i genitori, le associazioni culturali e sportive, le cooperative sociali, le parrocchie, le associazioni di categoria.
«Come sindaco mi chiedo che cosa posso fare per combattere questa piaga - s'è domandato il sindaco Stefano Cimatti - Che cosa succede se dovessi vietare la somministrazione di bevande alcoliche quando il giovane, fatti pochi passi, può acquistare quante bottiglie vuole e allora ben venga un impegno comune per raggiungere questo obiettivo».
«Agendo singolarmente non si va da nessuna parte - gli ha fatto eco il sindaco di Nove, Manuele Bozzetto - Servono azioni coordinate capaci di far intervenire tutte quelle forze che operano a favore del prossimo rendendole partecipi di questa problematica al fine di evitare che, quando accadono fatti estremi, ci sia qualcuno il quale dice "non sapevo"».
«Parlando di sanità pensiamo subito ai servizi - ha aggiunto il direttore generale dell'Ulss n. 3 Virgilio Alberti - perché è nell'immediato che cerchiamo una risposta, mentre ci accorgiamo sempre più quanto siano importanti la prevenzione e la correzione di certi stili di vita. Per fare questo abbiamo bisogno del supporto della comunità tutta perché un'alleanza del genere è fondamentale. Stiamo costituendo, come Ulss, un comitato per la promozione della salute e vorremmo che vi entrassero anche gli operatori, i medici di famiglia, esponenti della comunità locale al fine di creare un momento di grande collaborazione».
Severa l'analisi della situazione dei giovani d'oggi fatta dal dott. Luigi Piloni, direttore del dipartimento delle dipendenze dell'Ulss n. 3 e responsabile tecnico del Piano annuale d'intervento dell'area dipendenze per il 2010. Anzitutto si sta abbassando la soglia di età dei ragazzi che si avvicinano all'alcol e si comincia già a undici anni. Inoltre tre veneti su quattro, dai 18 ai 69 anni, consumano alcolici e uno su quattro ha comportamenti a rischio. Nella nostra Ulss rappresentano il 78 per cento i consumatori di alcolici ed il venti per cento di questi ne fa un uso smodato.
Il primo passo per fronteggiare questa emergenza è rappresentata dall'organizzazione di una serie di conferenze rivolte principalmente agli operatori, agli amministratori, agli insegnanti con l'intervento di specialisti della materia. Uno dei momenti importanti sulla strada della prevenzione è proprio quello di entrare nelle scuole per far capire ai giovani quanto siano importanti certi stili di vita per affrontare con serenità il futuro.
nr. 18 anno XV del 15 maggio 2010