NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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La Distruzione della Quadratura

Luigi Russolo, Francesco Balilla Pratella e l’avventura della musica futurista
LAMeC Basilica Palladiana
Orario: da martedì a domenica 10.30/13.00 e 15.00/19.00.
Il 15 maggio (Notte dei Musei) l’orario serale di apertura verrà prorogato fino alle 24.00
Chiude il 23 maggio

di Maria Lucia Ferraguti

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La Distruzione della Quadratura

Si deve all'entusiasmo di rari collezionisti di pregio, alla passione dei musicologi, alla sensibilità dell'assessorato alla cultura del Comune di Vicenza l'accento posto sull'esposizione dedicata alla musica futurista. La mostra "La Distruzione della Quadratura-Luigi Russolo, Francesco Balilla Pratella e l'avventura della musica futurista" ha, davvero, la qualità dell'evento speciale. Il Futurismo, fondato da Filippo Tommaso Marinetti, con l'intento di coinvolgere ogni aspetto della vita, rappresenta l'unica avanguardia nata in Italia di respiro internazionale ed è più noto, almeno negli anni di fuoco, intorno al 1910, per le provocazioni e il tono aggressivo nei confronti dell'atteggiamento della cultura ufficiale. La sua azione dirompente nei confronti della letteratura, architettura, pittura e scultura è ben espressa, mentre per il futurismo in musica si parla di ricerca avventurosa, quasi d'oblio e, per la documentazione, del rischio di una "perdita della memoria".

Ecco quindi l'emozione e la sorpresa di trovare nella realtà gli attesi "intonarumori" dei concerti futuristi. Sono macchine gracchianti a manovella ed elettriche ricostruite, dopo la perdita in guerra, su disegni e foto, inventate dal pittore Luigi Russolo divenuto musicista, per riportare in musica la realtà dei suoni-siamo nel 1913- "più dissonanti, più strani, più stridenti", che richiamano alla concitazione di una stazione ferroviaria, al rumore delle fabbriche, e quello delle centrali elettriche, nella certezza "che noi troviamo infinitamente più piacere combinare idealmente dei rumori di tranvai, di automobili, di vetture, di folle gridanti, che ad ascoltare ancora l'Eroica". Il "Manifesto dei musicisti futuristi", l'incendiario scritto redatto da Francesco Balilla Pratella, il vero musicista, è datato 11 ottobre del 1910, e segue dopo un anno il Manifesto marinettiano, al quale si unisce un secondo manifesto più "tecnico", in cui si teorizza l'uso di un unico "modo cromatico atonale", oltre che una maggiore libertà nell'uso del ritmo, della scrittura polifonica, delle forme e dell'universo timbrico. Dopo il libro di Pratella La Distruzione della Quadratura, del 1912, seguono Gli scritti teorici di Russolo, del 1913, nel Manifesto L'arte dei rumori, con l'intento di fondare una "nuova acustica". Si uniscono alla comparsa degli strumenti musicali d'avanguardia "intonarumori", che attirarono l'attenzione di Strawinsky, di Ravel, Milhaud e Honneger, particolarmente attenti alle novità. Nella mostra si può riscontrare l'originalità e il fervore per lo sperimentalismo, e l'influenza del futurismo sulla cultura non solo di quel tempo, attraverso alcune opere di Boccioni, Balla, Licini, Viani, Fumi, Rambelli, unite al carteggio tra Boccioni, Papini, Marinetti e gli stessi Russolo e Pratella; quindi compare la ricostruzione dello studio di Balilla Pratella, ancora perfettamente conservato nella casa dove vive la figlia Eda a Ravenna.

All'inaugurazione, accanto alla figlia del compositore Eda Pratella, si trovavano l'assessore Francesca Lazzari, Pietro Verardo con Riccardo Brazzale, lo studioso Nicola Babini e Roseta Berardi dell'associazione Polvere di stelle.

Collezioni private di Pietro Verardo, che ha dedicato tutta la sua vita allo studio degli strumenti musicali e ne ha ricostruito diversi esemplari, e di Nicola Babini.

Mostra e catalogo a cura di Pietro Verardo e Riccardo Brazzale. L'esposizione è promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Vicenza, con il concorso della Regione Veneto e in collaborazione con Aim Vicenza, Supermercati Sisa e Intesa Sanpaolo.

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