NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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"Portosummaga, un'altra favola di provincia"

Ecco come Campana, Pasqualin, Agnolin e Massimo Briaschi spiegano l'exploit della squadra veneziana

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(C.R.) Il Portogruaro-Summaga Calcio giocherà il prossimo anno nel campionato di serie B. Quello che all'inizio del campionato era soltanto un sogno e un traguardo impensabile, è diventato realtà domenica scorsa quando la squadra veneziana ha battuto allo stadio Bentegodi, davanti a 25 mila tifosi gialloblù, l'Hellas Verona, quest'ultimo ora costretto a disputare i play-off per andare a caccia della promozione. Il "Porto" ha realizzato l'1-0 all'89' (in caso di parità la promozione diretta sarebbe andata a vantaggio del Pescara) grazie ad un gol di Riccardo Bracalon, che ha dunque regalato il paradiso calcistico. Grande artefice di questo successo va al tecnico Alessandro Calori, l'uomo che con il suo gol nella pioggia di Perugia tolse lo scudetto 2000 alla Juventus di Ancelotti per darlo alla Lazio. Uno dei grandi protagonisti di questo trionfo è stato un vicentino, Marco Cunico, 32 anni, nativo di Thiene, autore quest'anno di sei reti: Cunico è approdato in questa squadra nella stagione 2001-2002, disputando otto campionati (con la sola eccezione del 2004-2005 quando ha giocato nella Spal), caratterizzati da tre promozioni, dalla serie D alla serie B. Il presidente del Portosummaga, Francesco Mio, ha dedicato la promozione al padre Dino, già presidente della squadra, artefice della fusione tra le due squadre che danno nome alla vittoriosa: il club è infatti nato nell'estate del 1990 dalla fusione tra le due società comunali, l'Associazione Calcio Portogruaro (fondata nel 1919) e l'Associazione Calcio Summaga.

Una storia che assomiglia, per certi aspetti, a quella del Chievo Verona. E anche a quella del Cittadella. Ecco cosa ne pensano alcuni personaggi di spicco, dirigenti e procuratori, del calcio vicentino.

 

Sergio Campana, presidente Associazione Calciatori

"Il Veneto in controtendenza con il calcio italiano"

 

Uno dei più soddisfatti dell'exploit della squadra veneziana è l'avvocato Sergio Campana, bassanese, ex-giocatore del Vicenza negli Anni Cinquanta e Sessanta, storico presidente dell'Associazione Italiana Calciatori. «La storica promozione in serie B del Portogruaro - spiega Campana - va in controtendenza con il calcio italiano, che vede tutti i grandi club nella massima serie. Anche nell'elite calcistica l'unica eccezione riguarda un club veneto, ossia il Chievo e fa piacere che in B sia arrivato anche il Portogruaro, che dunque è destinato a far crescere la nostra pattuglia nel calcio che conta».

Non è facile, anche per l'avvocato Campana, spiegare il segreto di questo trionfo. «Sicuramente ce n'è più di uno - dice - ma alla base di tutto c'è una grande società che ha lavorato bene in questi anni, creando un gruppo solido e vincente. Anche per i calciatori si tratta di una grande soddisfazione: sicuramente si tratta di atleti non privilegiati sotto il profilo economico, anche rispetto ad altri colleghi della Prima Divisione, ma che hanno saputo esprimersi al massimo e con grande professionalità».

Una terza "piccola" tra A e B del calcio veneto, non è probabilmente un caso. «Nella storia il calcio veneto ha sempre regalato grande soddisfazioni, soprattutto da club come Vicenza, Padova, Verona e Venezia. Adesso sono le piccole le grandi protagonisti, speriamo che ritornino in alto anche tutte le altre».

 

Claudio Pasqualin, procuratore ed ex-presidente dell'Associazione procuratori

"Grande artefice del trionfo è il tecnico Calori"

 

Anche l'avvocato Claudio Pasqualin si dice sorpreso dell'incredibile escalation del Portogruaro-Summaga Calcio, che in sette anni ha scalato tre categorie, come detto dalla serie D (prima promozione nel 2003-2004) alla B. «Questo trionfo, perché di questo si tratta, è il frutto della passione della famiglia Mio che evidentemente ha una certa competenza sotto il profilo calcistico. Probabilmente la scelta vincente è stata quella di affidarsi ad Alessandro Calori, grande artefice della costruzione di un gruppo che in due anni, dopo l'approdo in Prima Divisione, ha saputo crescere di mese in mese. Conosco personalmente Alessandro e posso dire che si tratta di una persona di rigore morale di alto livello, passato alla storia a livello calcistico per quel gol realizzato con il Perugia che costò lo scudetto alla Juventus nel 2000, a favore della Lazio».

Pasqualin ha un pensiero anche per il presidente Mio. «Ricordo di averlo visto all'aeroporto di Venezia qualche mese fa e in quell'occasione mi disse che era notevolmente sorpreso del campionato della sua squadra, che era in zona play-off. Indubbiamente hanno saputo fare scelte giuste e oculate a livello calcistico per loro che a livello imprenditoriale sono impegnati nel settore del mobile, che probabilmente risente della crisi come altri. Il difficile momento delle altre squadre venete? Non farei conclusioni generali, non posso pensare che al successo possano arrivare solo i piccoli club».

 

Luigi Agnolin, ex arbitro internazionale ed ex dirigente

"Continuità e scelte oculate le ricette vincenti"

 

Continuità, scelte oculate e semplicità. Sono queste le ricette vincenti che Luigi "Gigi" Agnolin, ex arbitro internazionale (nel 2006 è stato commissario dell'Associazione italiana arbitri) e dirigente calcistico (è stato amministratore delegato dell'Hellas Verona e direttore tecnico della Roma) indica come decisive nei successi della squadra veneziana. «Nel calcio la continuità rappresenta un piccolo segreto, che però pochi presidenti cercano di portare avanti, visto che sia in serie A che in B quest'anno sono stati oltre una ventina gli esoneri per ciascun campionato. E invece un gruppo solido lo si costruisce magari in alcuni anni: in questo senso credo che l'esperienza del "Porto" e del Cittadella, con Foscarini che siede su quella panchina da diversi anni, sia abbastanza evidente».

«I successi del Portogruaro - dice poi Agnolin - mi riempiono di gioia, perchè sono dell'avviso che il calcio italiano abbia imboccato un declino assoluto, chiaro sotto molti aspetti. In una squadra come questa non ci sono primedonne, gli stipendi sono limitati e anche il pubblico vive le vicende della propria squadra senza esaltazioni o eccessi: alla fine viene fuori il mix giusto per l'ottenimento di risultati insperati che vanno al di là dei valori della squadra stessa. Per questa società in futuro sarà importante non perdere questa dimensione e cercare di vivere l'incredibile esperienza di un'avventura in serie B senza perdere i valori portati avanti negli ultimi anni».

 

Massimo Briaschi, ex bomber di Vicenza e Juventus, procuratore

"Per la serie B possono bastare tre rinforzi"

 

Massimo Briaschi, ex attaccante ai tempi del "Real Vicenza" e poi della Juventus (dove ritrovò come compagno Paolo Rossi), ora apprezzato procuratore calcistico, ha un'idea ben chiara dei successi del Portogruaro. «La parola che può riassumere questo exploit - dice - è semplice: programmazione. Solo così nel calcio si possono ottenere tanti successi, come sono tre promozioni in sette anni. Non conosco nei dettagli la loro realtà, ma posso pensare che ci siano poche persone che decidono e un grande gruppo, formato da allenatore, squadra e società. Nel calcio si può essere bravi e strateghi finché si vuole, ma per raggiungere certi risultati ci vuole un gruppo forte e magari anche un pizzico di fortuna». «I giocatori del "Porto" - riprende Briaschi - li conoscono in pochi, ma alcuni di loro erano sprecati per la serie C. Ad esempio Cunico, vicentino, è un giocatore straordinario, che incredibilmente gioca da anni in categorie inferiori, magari anche per colpa di qualche valutazione sbagliata».

A Massimo abbiamo chiesto di dare qualche consiglio in vista dell'avventura cadetta. «No, nessun consiglio, sicuramente non ne hanno bisogno. Comunque se io fossi il presidente andrei avanti con questo gruppo, aggiungendo tre innesti, uno per reparto, rappresentati da giocatori di serie B. In altre parole proverei a non stravolgere questo gruppo: una squadra che vince il torneo di C1, può giocare tranquillamente in serie B, dove il livello è scarso».

 

nr. 18 anno XV del 15 maggio 2010

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