|
|
||

L'ex caserma della Guardia di Finanza è tra i beni in alienazione del patrimonio comunale: due milioni e mezzo la valutazione tarata dall'amministrazione Variati, ma la messa a bilancio di questa somma e la perdita futura dell'immobile hanno scatenato le polemiche politiche. Il centrodestra alza gli scudi, dopo aver progettato, in loco, in passato, un centro giovanile, la sede della Circoscrizione Uno, un Polo famiglia e per ultima la nuova sede degli alpini e della protezione civile. «La maggioranza vuole mettere in svendita immobili preziosissimi per la città», affermano i rappresentanti del PdL. «Macché, è una operazione dovuta vista la impraticabilità dei progetti proposti in era Hüllweck», è la risposta di chi governa.
L'assessore Pierangelo Cangini attuale responsabile della delega al Patrimonio, ed il suo collega Antonio Dalla Pozza che l'ha detenuta per un anno non hanno dubbi. «Siamo davvero sicuri che gli alpini intendessero andare ad aprire una nuova sede proprio lì? Non ci risulta. Peraltro crediamo che con la vendita dell'ex caserma GdF riusciremo ad avere introiti tali da poter poi adibire qualsiasi altro locale cittadino a sede degli alpini».
Il fatto però è che più di un'asta è andata deserta e che in questo modo il rischio è di vedere mano a mano svalutato il valore dell'immobile giusto per far cassa. Non sarebbe stato comunque più opportuno ristrutturarlo piuttosto che venderlo?
«È un bene che si trova in condizioni strutturali non certo ottimali e che per essere ristrutturato abbisogna di interventi sostanziali, e che d'altra parte può essere appetibile per un acquisto che rimpolperebbe le casse comunali in modo da investire quei soldi in altre situazioni. Crediamo di aver compiuto tutti i passi più opportuni per cercare di gestire la situazione nel miglior modo possibile. Quanto alle aste non ci preoccupano. Tra l'altro vi sono anche motivi di sicurezza che richiedono un intervento, in quanto quella struttura è meta di situazioni poco chiare e che dobbiamo costantemente monitorare con la polizia locale».
Fatto sta che la messa in vendita della ex caserma Gdf ha causato non pochi malumori, soprattutto tra ex assessori del PdL che non accettano la soluzione prospettata dal Comune.
Per tentare di capire come stiano davvero le cose abbiamo anche avvicinato il presidente della associazione alpini di Vicenza, Giuseppe Galvanin.
«Non è più un intervento alla nostra portata -spiega con sincerità Galvanin- e quindi siamo stati costretti ad abbandonare il progetto di recupero dell'ex caserma della Guardia di Finanza». Galvanin sottolinea anche come: «Il Comune ha inserito il complesso da anni abbandonato di Contrà della Rocchetta nella lista dei beni da mettere in vendita allegata al bilancio da poco votato, da questa alienazione l'assessore al patrimonio Pierangelo Cangini spera entrino nelle casse comunali 2 milioni e mezzo di euro. Gli alpini hanno così dovuto abbandonare ogni progetto sull'ex Caserma delle Fiamme Gialle perché è emersa un'altra priorità che riguarda la sede della protezione civile oggi ospitata al Foro Boario», ma la società ha recentemente comunicato che entro un paio d'anni quei locali dovranno essere lasciati liberi, «ci siamo subito attivati- ricorda Giuseppe Galvanin- scrivendo a Comune e Provincia perché ci segnalassero delle aree dove poter realizzare magazzini e deposito della protezione civile degli alpini per ora nessuna risposta è arrivata da Palazzo Trissino mentre palazzo Nievo ci ha fatto sapere che potrebbe esserci una possibilità a Laghetto». Se la Provincia darà il terreno le penne nere costruiranno i locali, ma le casse alpine non avrebbero potuto sostenere nei prossimi anni due oneri finanziari così impegnativi, da qui la scelta obbligata: «La sede rimarrà nel torrione di via D'Alviano e nel capitolo interventi la priorità è stata data alle esigenze della Protezione civile che costretta a lasciare il foro Boario finirà a Laghetto o in altra zona della città su aree che l'ente pubblico vorrà offrire all'insostituibile servizio».