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L'invito all'ospitalità e all'accoglienza (hostis e hospes) tra angeli ed uomini, tra ciò che sta scritto: «L'amore fraterno perduri. Non dimenticate l'ospitalità: per mezzo di questa infatti alcuni, senza saperlo, ospitarono angeli» (Ebrei, 13,1,2), ed opere allusive si sviluppa nella mostra di ceramiche dal titolo "Ospitare gli angeli. Forme dell'umano, trasparenze dell'oltre e dell'altro". L'ospitalità è il tema che in virtù del messaggio e della testimonianza nelle forme di una simbologia cristologica e sociale scandisce il percorso espositivo ordinato nell'appartamento di Carlo Scarpa di Palazzo Brusarosco, per la XI edizione del Festival Biblico di Vicenza. A questo ritornano i tre lavori di Luisella Rech allusivi di sacri incontri, dialoghi e presenze tali da completarsi totalmente l'uno con gli altri nelle sculture in semirefrattario, arricchite da pendenti; quindi nel lavoro di Bruno Lucchi s'incontrano caratteri tipografici dal cromatismo opposto; Enrico Stropparo recupera una ciotola e dà forma esemplare di colloqui conviviali, la moltiplica e la modifica, mentre Antonio Bernardi sceglie di mostrare brocche, dal richiamo popolare, decorate: un archetipo alato sottolineato dall'artista per rappresentare la grazia, l'abbondanza e la verità; quindi per Gabriella Sarchi alcune barchette ricoperte da scritte diventano il simbolo dell'unità tra le razze; ancora, gioiosamente una casetta lancia con la presenza di alcune sedie l'invito all'ospitalità. La fusione tra due anime, quella dell'adulto misericordioso e del bambino trova rinforzo nell'espressiva gestualità delle figure segnate, per l'evento, da un liberarsi della materia attraverso spazi - luce di Piergiuseppe Zanolli; quanto a Giuseppe Lucetti intende egli stesso richiamare al dolore nella sua vita, nel riscontro di un'intensa immagine artistica modulata nella sabbia di porcellana; ed opera anche con grafici segni di rami e di mani, che entrano nella porcellana attraverso il filtro della sua sabbia. Il mantovano Andrea Jori, dal canto suo, interpreta la lettura di un testo sacro attraverso la plastica di due figure arcaiche e mosse da sotterranei fermenti; più in là, per Floriano Gheno la rotondità di una sfera deve essere arricchita da segni dall'origine precolombiana ripresi attraverso un cromatismo simbolico brillante; anche Pietro Weber, da Trento, recupera dall'antico, entra in contesti storici e costumi primitivi per trasformarli, nelle tavolette, in linguaggio contemporaneo. Espone Roberto Facchinelli delle figure informi, che nella struttura richiamano all'umanità; Lino Agnini realizza in maiolica colorata una moderna Annunciazione unita ad un Roveto Ardente. Il tema dell'ospitalità continua nel contrasto dei piattini eseguiti secondo il modello del ‘700 della celebre Antonibon, la storica fabbrica di Nove, e la particolarità del decoro, per il disegno di strutture essenziali grigie.
Infine, si uniscono le installazioni di Margherita Michelazzo, che lavora attorno al tema hospes e hostis , dalla matrice latina, l'ospite e l'intimo, il suo illusorio nemico, che implicano l'accoglienza e, l'inverso, l'esclusione. Il suo pensiero forte lo esplica con il pannello PVC, che ospita 229 monete da 1euro mentre avviene sull'idea della crisi, dell'ospitalità perduta, l'assemblaggio di strutture Sforzo Comune; quindi Scelta il libro port-folio conserva il significato profondo, nell'apparente diversità, delle parole.
L'esposizione è organizzata dal Museo della Ceramica di Nove in collaborazione con la Biblioteca Internazionale "La Vigna", rappresentata dal presidente Mario Bagnara, e s'inserisce nell'ambito delle manifestazioni del Festival Biblico ospitando le opere, realizzate con diversi materiali ceramici, di 14 artisti di diversa provenienza. Il catalogo, con l'introduzione di Katia Brugnolo, curatrice dell'esposizione, riproduce tutte le opere della mostra.