NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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Vicenza e la salvezza: sempre all’ultimo respiro

I sei anni della gestione Cassingena caratterizzate da paure, rischi e permanenze in B in extremis. E anche quest'anno c'è il rischio che si decida tutto negli ultimi 90' di campionato

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Vicenza e la salvezza:<br>
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(C.R.) Un tormentone. Un film già visto. Una storia che si ripete quasi in fotocopia. Sembra non esserci nulla da fare: da sei anni il Vicenza si trova a lottare per la salvezza, spesso sino all'ultima giornata, quando non è andata peggio. Quest'anno, quasi sicuramente, per la salvezza diretta, quindi senza play-out, saranno necessari 52 punti, la quota più alta in assoluto da quando la serie B è a 22 squadre e il campionato propone una maratona di 42 partite. Ma ecco nel dettaglio la storia degli ultimi sei campionati (nel 2003-2004 le squadre erano 24, quindi è impossibile fare un confronto anche statistico) che coincidono anche con gli anni della dirigenza Cassingena.

 

STAGIONE 2004-2005. Nella stagione del passaggio di proprietà tra gli inglesi dell'Enic e il gruppo capitanato da Sergio Cassingena (l'accordo viene sottoscritto a Londra il 25 novembre 2004) la formazione allenata da Maurizio Viscidi, tecnico peraltro scelto da Sagramola & soci in estate, si rende protagonista di un discreto girone d'andata che chiude a quota 26, per poi inanellare altri sei risultati utili consecutivi. Nel mercato di gennaio la cessione di Stefan Schwoch al Napoli sembra cosa fatta, ma dopo un colloquio con il giocatore (a cui viene prolungato il contratto) l'attaccante decide di restare sotto il colli Berici. Da metà marzo la squadra cala e a farne le spese è lo stesso mister Viscidi, che viene sostituito da Gianfranco Bellotto, la cui esperienza dura però solo tre partite, nelle quali totalizza altrettanti pareggi (di cui due in causa). Con Viscidi richiamato in panchina la vittoria con la Salernitana a sette giornate dalla fine, con 45 punti, sembra mettere il Vicenza al riparo da rischi. Ma nelle ultime sei partite i biancorossi ottengono la miseria di 4 punti, raggiungono quota 49 che significa 19° posto e vanno agli spareggi play-out. I biancorossi perdono il doppio confronto con la Triestina (0-2 sia in trasferta che in casa) e retrocedono sul campo. Ma la collocazione all'ultimo posto per illecito del Genoa, che aveva vinto il campionato, consente al Vicenza, che può vantare bilanci in ordine al contrario di altri club (tra questi il Perugia), la riammissione in B con il 17° posto. L'ufficialità arriva solo ad inizio agosto: nel frattempo è stato chiamato in panchina Giancarlo Camolese, disposto ad allenare la squadra anche in C1.

 

STAGIONE 2005-2006. L'avventura con mister Camolese parte con qualche difficoltà (7 punti nelle prime 8 partite) poi esplode, quasi dal nulla, Julio Gonzalez che con 8 gol in pochi mesi rilancia la squadra biancorossa al giro di boa a 24 punti. All'alba del 22 dicembre proprio Gonzalez e il suo compagno di squadra Grighini, sono coinvolti in un grave incidente stradale lungo l'autostrada A4, nei pressi di Mestrino, mentre sono diretti all'aeroporto di Venezia. Grighini se la cava con la frattura al perone della gamba destra, mentre le conseguenze peggiori sono per Gonzalez, che rimane per quasi un mese in sala di rianimazione e il 17 gennaio 2006 gli viene amputato il braccio sinistro. Senza il suo panzer il Vicenza precipita ma in aprile si "sveglia" il bomber Schwoch che con 5 gol in 4 partite (due nel derby contro il Verona al Bentegodi, vinto 2-0) prende in mano la sua squadra e la tira fuori dalle secche. In realtà la salvezza matematica arriva solo all'ultima giornata, grazie al pareggio per 0-0 al Menti con il Rimini, che a sua volta evita i play-out.

 

STAGIONE 2006-2007. Camolese inizia la sua seconda stagione alla guida del Vicenza ma il 30 settembre, dopo la sconfitta casalinga con il Frosinone dell'ex Massimo Margiotta (autore dell'0-1 finale) e un bilancio di un appena 1 punto in 5 gare viene esonerato: al suo posto viene chiamato Angelo Gregucci, che con fatica riesce a far decollare la squadra, al punto che la prima vittoria (2-0 all'Arezzo) arriva solo alla tredicesima giornata. il Vicenza gira a 21 punti ma poi inanella una serie positiva (tra gli altri pareggia con la Juventus e a Napoli), prima di subire un preoccupante calo nel finale che porta la squadra a ridosso della zona play-out. La salvezza arriva solo negli ultimi minuti: in casa di un Crotone già retrocesso per 83' il risultato resta sullo 0-0, poi ci pensa il neo-entrato Paonessa a regalare il gol liberazione. Nell'anno più sofferto il Vicenza chiude a 50 punti (29 nel girone di ritorno!) e arriva undicesimo, che resta sinora il miglior piazzamento della gestione Cassingena.

 

STAGIONE 2007-2008. Il primo torneo in cui Gregucci parte dall'inizio con i biancorossi è anche quello più sofferto. Stefan Schwoch segna il suo ultimo gol in campionato (e delle carriera) il 14 ottobre e il Vicenza precipita. Nell'anno solare 2007 i berici ottengono 2 sole vittorie in 19 partite, con 13 punti all'attivo: sembra finita ma la società interviene sul mercato di gennaio investendo moltissimo e facendo arrivare giocatori dalla serie A del calibro di Zampagna, Fortin, Bernardini e Matteini. Al giro di boa passa a 16 punti poi si rende protagonista di un brillante girone di ritorno, in cui conquista 29 punti, contraddistinto da cinque vittorie nelle ultime cinque partite disputate al Menti. Alla fine sono sufficienti 45 punti (salvezza arriva con 90' di anticipo), che coincidono anche con la quota-salvezza (la squadra berica chiude al 18° posto) più bassa in assoluto. La particolarità è che non si disputano i play-out, visto che per farli occorre che ci siano meno di 5 punti di divario tra la quintultima (il Vicenza appunto) e la quartultima che è l'Avellino, che ha chiuso a 36 punti.

 

STAGIONE 2008-2009. In termini di punti e anche di salvezza virtuale (giunta a tre giornate dalla fine con la vittoria nel derby a Treviso) è questo il campionato più tranquillo della gestione Cassingena. La squadra di Angelo Gregucci (che poi lascerà la squadra biancorossa a metà giugno per accasarsi all'Atalanta in serie A) chiude il girone d'andata a 29 punti (e anche questo è un record) e sino a metà febbraio viaggia tra l'ottavo e il nono posto, in una zona che consente qualche sogno di play-off promozione. Poi nelle 8 partite successive un ritmo da retrocessione (appena 4 punti e nessuna vittoria) riporta il Vicenza con i piedi per terra. Il finale è sofferto ma i successi contro il Rimini e, come ricordato, contro il Treviso regalano la salvezza. Finale da dimenticare con tre sconfitte nel finale e la morte del tifoso Eugenio Bortolon dagli spalti dello stadio Tardini di Parma. La squadra si piazza al 12° posto, 2 punti appena sopra la zona play-out.

 

STAGIONE 2009-2010. È storia recente. L'arrivo di Rolando Maran (che ha firmato in estate per un solo anno di contratto) sembra poter regalare un campionato, se non soddisfazioni, almeno più tranquillo. Il girone d'andata è appena discreto - passaggio a 26 punti, che vale un momentaneo decimo posto - ma poi complice anche diverse infortuni la squadra lamenta un calo a fine inverno. Tre sconfitte di fila in una settimana costano la panchina a mister Maran che il 29 marzo scorso viene sostituito da Nedo Sonetti. L'avventura del "decano" degli allenatori italiani dura solamente tre gare (due pareggi interni e una sconfitta il suo score), poi viene richiamato Maran. Le vittorie a Frosinone e poi con l'Empoli sembrano poter consentire la possibilità di gestire la situazione, ma a 180' la strada che porta alla salvezza è ancora lunga. Una storia già vista, per l'appunto.

 

nr. 19 anno XV del 22 maggio 2010

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