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(g. ar.) - Davvero si fatica molto duro per capire che cosa alimenta il virus della burocrazia. Incomunicabilità tra scrivanie dirimpettaie o, diononvoglia, tra uffici distanti una decina di metri? Si fatica e anche con nessun risultato, perché certe cose non hanno alibi comprensibile e traducibile ad una comprensione normale. Non esiste spiegazione. Per questo mettiamo giù un bonario elenco di testimonianze peraltro sconcertanti. Dietro c'è un po' di tutto: dal menefreghismo cronico alla nessuna voglia di prendere una iniziativa che sia una, e dignitosa; dal ritardo di notifica, giù giù fino alle beghe personali. Tutto fa, e tutto congiura contro il quieto vivere della gente..
DOV'È IL TEATRO?- In via Cairoli angolo viale Mazzini ci sono un paio di locali pubblici che fanno da riferimento per il disorientato turista: dov'è il teatro? Proprio lì, rispondono i rassegnati banchisti del bar o i camerieri. È lì che ti salta addosso, il teatro. Ma i turisti hanno ragione da vendere. Avete provato a cercare nella selva di indicazioni a targa marroncino una sola parola che riguardi il teatro di Vicenza peraltro in attività dal 2007? Il problema: toccherebbe alla fondazione (presidente Hüllweck) che non ha soldi e che soprattutto non va a genio all'assessora comunale Lazzari.
E CAMPO MARZO?- Due anni fa una delibera firmata dall'assessore Dalla Pozza, la cosiddetta delibera del buon senso, ordinò che sulle panchine di Campo Marzo venissero applicate delle targhette con scritto un qualcosa che doveva segnalare agli utenti "precedenza per gli anziani". Era una idea apprezzabile che poteva essere realizzata in due giorni. O non si trovano le viti o non c'è il cacciavite; oppure la... pratica targhette ha imboccato quella specie di Stelvio che sono le decisioni intermedie: cosa scrivere, come scriverlo, che colore, che allineamento, chi incaricare e, soprattutto, chi si prende la responsabilità?
DEVIAZIONE BUGIARDA- Alla vigilia di Pasqua -quindi prima del 4 aprile- un incidente alla rotatoria delle Cattane impose la deviazione del traffico nell'area compresa tra l'Auchan e la rotatoria di San Lazzaro passando per i Pomari. I cartelli indicatori del percorso obbligato alternativo sono ancora lì. Andate a San Lazzaro e vedrete. Una bugia a cui ormai ci siamo cristianamente assuefatti, sopportando. Resta il fatto che in due mesi e mezzo nessuno si è più curato di riportare alla normalità la situazione creata da quell'incidente di ormai tanto tempo fa.
CICERINI... A SECCO- Li hanno chiamati cicerini perché fu l'assessore Cicero, mai abbastanza benedetto per l'invenzione delle rotatorie in città, a delimitare temporaneamente la circonferenza delle rotatorie con quei contenitori di plastica che riempiti di acqua non c'è pericolo di spostarli. È successo però che l'ultima tempesta di vento della serie ha rivelato l'inghippo: i cicerini ora sono vuoti, perché il tempo li asciuga anche in assenza di dispersioni; e una volta vuoti diventano facilissima preda di chiunque ne voglia fare collezione dato che non hanno più alcun peso. Bisogna solo portarseli via...
CARTESIO IN NERO- Ma c'è anche di più. Tornando un attimo al teatro, quei due busti sistemati a Porta Nova (Cartesio e Ignazio di Loyola), all'epoca immediatamente dipinti in rosso e in verde, ora hanno assunto una veste, diciamo così, assai più suadente metaforicamente parlando. Poteva una città di caparbio sentir cattolico lasciare che l'inventore dei Gesuiti conservasse un volto di colore diverso dal bianco? Naturalmente no. Ignazio è di nuovo di candido gesso, mentre in compenso il nero totale che inonda Cartesio testimonia e conferma: quale altra fine doveva toccare all'autentico, immortale faro del pensiero razionalista moderno? Diamo per scontato che nessuno si curerà di rimediare.
ATTENZIONE A CHE?- Sulla Marosticana, quasi alle porte di Vicenza, un cartello di rispettabile dimensione, a livello strada, ammonisce: ATTENZIONE. La profezia aggiunge per il passante anche un paio di righe bene allineate al di sotto, ma in carattere molto più piccolo, praticamente illeggibile per uno che passi in auto anche ad una velocità molto ridotta. Attenzione a che? Questo è il bello, tenendo conto che non c'è una scritta supplementare che lasci capire la paternità dell'avviso. Niente logo, niente riferimenti, niente di niente. Resta la curiosità di sapere qual è il guaio...
RILANCI TURISTICI- Nel quadro della nuova promozione turistica che deve restituire a Recoaro almeno una parvenza dei fasti antichi, come primo provvedimento... si chiude la funivia di Monte Falcone. Così chi vuole andrà fino in cima a piedi, come il pioniere Gino Soldà. Il sindaco Perlotto, uomo di montagna e assolutamente innocente, si mette le mani nei capelli e capisce che senza attrezzature adeguate non si rilancia niente. Ma al fondo c'è una dimenticanza di appena 15 anni: gli impianti vanno ricollaudati entro questo tempo e se nessuno, amministrando, pensa a mettere da parte i soldi arriva l'inevitabile interdizione all'utilizzo. Anche qui qualche timbro che si è perso per strada.
FTV E ANTIBUROCRAZIA- Dall'idea alla decisione. Ora c'è un bus triplo per Jesolo, con un turno notturno: alle 7 di sera parte e alle 7 del mattino ritorna. Perché? Trasporta i ragazzi delle discoteche, li lascia in centro a Jesolo e li recupera a fine bagordo. È un modo civile che i "grandi" mettono in campo per i "piccoli", ma anche una chiave di lettura umana e indiscutibilmente corretta di come interpretare il rapporto tra un'azienda che lavora nel pubblico ed efficacia dei risultati sugli utenti. Al punto che il sindaco Variati ha espresso in una nota ufficiale la sua approvazione incondizionata all'idea. Malignamente suggeriremmo di affidare alle FTV anche le targhette di Campo Marzo, le deviazioni passate di moda, le indicazioni del teatro, ecc. Ma non lo facciamo. Ci costringe il buon gusto.
nr. 22 anno XV del 5 giugno 2010