NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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Il federalismo fiscale è a rischio?

La manovra del governo costerà ben 372 milioni al Veneto: a rischio tagli a trasporti pubblici, assistenza e sanità. La Lega Nord tranquillizza, il PD attacca. La posizione di parlamentari ed assessori regionali vicentini

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Il federalismo fiscale è a rischio?

«I veneti possono stare tranquilli, garantiremo la sanità e i servizi di sempre e continueremo a fare la buona amministrazione a cui sono abituati», ha detto il governatore del Veneto, Luca Zaia. La manovra Tremonti però costerà al Veneto 372 milioni di euro, il prossimo anno, qualcosa in più nel 2012. Si tratta di dati che preoccupano e che hanno subito acceso anche il dibattito politico. Ma è giusto che il Veneto, regione virtuosa debba fare le spese di politiche tutt'altro che improntate al risparmio di altre realtà locali. Lo abbiamo chiesto a personalità del mondo politico vicentino e soprattutto ai rappresentanti del Carroccio.

 

È una manovra, insomma che si fa beffe del federalismo fiscale?

Roberto Ciambetti, assessore al bilancio della Regione Veneto: «Non bisognerebbe confondere cose così diverse: un conto è la manovra del ministro Tremonti, nata sulla scia di analoghi provvedimenti restrittivi adottati dai partner europei e da ultimo anche dal Regno Unito proprio in questi giorni. Cosa diversa è il processo federale. Mi sembra che la crisi economica stia dando la possibilità di mettere i conti in ordine e ciò non è un male, né interferisce con il processo di riforma federale».

Daniela Sbrollini, parlamentare del PD: «La nostra Regione nel campo sanitario ha una situazione sicuramente migliore di quella di altre aree del Paese. Il taglio di 372 milioni di euro per il 2010 è un taglio pesantissimo; che mette in forte difficoltà la possibilità di garantire gli attuali servizi erogati ai cittadini. Tutto alla faccia del federalismo fiscale tanto predicato dalla Lega che difficilmente però vedrà la luce prima del 2016. Questo non certo per nostra volontà; ma basta sottolineare che dal Ministro Tremonti non è ancora stata predisposta e resa pubblica una bozza di relazione scritta che metta nero su bianco la previsione di spesa che il federalismo ovviamente richiede. L'ottimismo è sicuramente utile, ma lo scenario che abbiamo davanti non è certo di quelli che ci rassicura».

Manuela Dal Lago, parlamentare Lega Nord: «La crisi economia mondiale che stiamo attraversando non è ovviamente da addebitare né al Governo né alla Lega. Nessuno di noi vuol correre il rischio di avere gli stessi problemi che oggi ha la Grecia e che rischiano di avere, ad esempio, anche il Portogallo e la Spagna. Inoltre non dobbiamo mai dimenticare che abbiamo il terzo debito pubblico del mondo; è una eredità pesante che ci stiamo portando dietro e alla quale dobbiamo far fronte se vogliamo che la nostra economia si riprenda e che la nostra gente nel futuro possa stare bene. Dobbiamo oggi rispondere con manovre serie. Ad ogni modo la manovra che il governo sta predisponendo è una manovra inferiore e meno drastica rispetto alle manovre che gli altri Paesi europei stanno predisponendo».

Il passaggio parlamentare potrà ritoccare i numeri, dando un po' più di fiato alle Regioni, o il danno è fatto?

Ciambetti: «Certo che verranno fatte delle modifiche e mi auguro che le Regioni virtuose non escano penalizzate, anzi».

Sbrollini: «Io spero che sulla Manovra Economica, che i primi di luglio la Camera sarà chiamata a discutere, il Governo non ponga il voto di fiducia. Mi auguro che ci siano i tempi giusti per discutere, approfondire e modificare in modo significativo il testo che sarà licenziato dal Senato. Innanzitutto attendiamo la versione che uscirà da quel ramo del Parlamento, sono più di 2500 gli emendamenti presentati dai Senatori e circa la metà sono del PdL, quindi ci potrebbero essere modifiche importanti già a chiusura di quell'analisi parlamentare. Il PD sia al Senato che alla Camera sarà pronto per migliorare il testo. Rimane comunque un giudizio negativo sull'impianto generale! La manovra è sbagliata, non colpisce sprechi e privilegi ed è iniqua. Metà della manovra ricade su Regioni ed Enti Locali; traducendo significa che ricade sui cittadini, sulle famiglie, sui lavoratori e sui pensionati. Categorie che vedranno ridotti i servizi offerti dai loro territori. La manovra si presenta inefficace anche perché non contiene una visione strategica di lungo respiro, è priva di politiche per lo sviluppo e di crescita economica, sono chiamati al "sacrificio" sempre gli stessi ovvero, chi le tasse le paga e le ha sempre pagate, mentre sul capitolo evasione persiste una lotta che definirei blanda».

Dal Lago: «Il passaggio parlamentare può dare più fiato alle Regioni e agli Enti locali. Inoltre, quasi sicuramente, il Governo attiverà delle misure e predisporrà degli emendamenti in modo tale che questa manovra sia la meno penalizzante possibile per i comuni, le province e le Regioni, tipo il Veneto, che negli anni si sono comportati in maniera virtuosa. Noi attendiamo con fiducia le modiche del Governo».

Negli ultimi tre anni, affermava Ciambetti, il Veneto ha ridotto il debito del 6,2% mentre lo Stato ha aumentato il suo del 10,8%, contribuisce alla spesa pubblica soltanto per il 20%, vorremmo capire perché dobbiamo farci carico del 40% dei tagli. Vorremmo capirlo anche noi, lei che ne dice?

Ciambetti: «Ribadisco quello che ho detto: le Regioni virtuose non devono esser penalizzate. Non tutto il male viene però per nuocere: finalmente i cittadini vengono messi davanti all'evidenza dei fatti, per cui è chiaro che cittadini e aziende di tre regioni, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, sostengono buona parte dei conti dello Stato. Come Veneto abbiamo un residuo fiscale di 4.315 € pro-capite, cioè ogni cittadino veneto è creditore verso lo stato e gli enti pubblici per 360 € al mese, circa 10,3 miliardi annui: vogliamo alzare ancor più queste cifre? In Veneto il pubblico impiego, fatta 100 la media nazionale, incide per 77, cioè siamo bene al di sotto del peso mediamente sostenuto in Italia: se esistono sacche di inefficienza, ed esistono, non vanno di certo cercate qui. Ci sono Regioni nelle quali la cura dimagrante imposta da Tremonti è più che utile».

Sbrollini: «Concordo! Proprio per questo, in questi ultimi 2 anni, era necessario aiutare gli Enti Locali virtuosi ad avere autonomia di spesa, allentare i vincoli imposti dal patto di stabilità e colpire le troppe inefficienze. L'obiettivo dev'essere quello di responsabilizzare i territori e gli Enti Locali in un quadro di unità nazionale. Cosa che purtroppo non è stata realizzata».

Dal Lago: «Vorrei capirlo anche io. Ricordo, però, che è per quello che ci stiamo battendo, per cambiare le regole. Ma all'interno del problema di cambiare le regole, dobbiamo però anche garantire che questo Paese abbia un futuro, altrimenti rischiamo di cambiare le regole, ma di non avere più un futuro. Fa bene Ciambetti a ricordare questi dati, ma bisogna anche ricordare che c'è necessità di mettere il Paese in regola affinché le regole nuove funzionino».

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