NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
google
  • Newsletter Iscriviti!
 
 

Giocare a poker in piazza non è come in internet

Il divieto del prefetto di Vicenza per la partita di Thiene pone alcuni interrogativi su una legge che permette o vieta a seconda di chi prende certe iniziative – I Comuni e la loro morale locale: da Cornedo a Montecchio Maggiore, passando per Longare

facebookStampa la pagina invia la pagina

Giocare a poker in piazza non è come in internet

(g. ar.) - Non c'è altro al mondo come questo Paese: con in mano una legge, riga per riga, si può scoprire che la stessa identica cosa da una parte è oggetto di assoluto divieto, mentre dall'altra incontra la più morbida tolleranza. Dal poker in piazza che non si farà a Thiene per divieto prefettizio e proseguendo con iniziative diverse ma significative che emergono, a Montecchio Maggiore (regolamento urbano vecchio di 60 anni riveduto, corretto e naturalmente aggiornato) e Cornedo (i bambini vigili distribuiscono frutta al posto delle contravvenzioni: mele ai buoni, limoni ai reprobi), ed infine scendendo fino a Longare (lo Stato elenca fra le proprietà demaniali vendibili anche la invendibile base Pluto di Longare...), attraversiamo un territorio costellato di buone intenzioni, di solidi agganci alla realtà, di oneste decisioni e tuttavia anche di perplessità sulla forza, la fondatezza e l'applicabilità di certe leggi.

POKER CANCELLATO- Sappiamo tutti che si tratta di un gioco d'azzardo e perciò di un nonsenso, almeno se promosso... dalla legge. Il che fa dire che il decreto prefettizio che vieta il poker in piazza a Thiene, promosso dalla Proloco in attesa di autorizzazione del Comune, ha sicuramente un senso comprensibile. E questa è la parte su cui non c'è proprio niente da aggiungere. L'altra parte, quella che come al solito lascia ai margini di qualsiasi legge praterie percorribili da chiunque voglia aggirare codici e commi, è dovuta alla realtà effettiva del gioco d'azzardo. Promosso dallo Stato con tre estrazioni del Lotto (più il companatico delle decine di estrazioni complementari di varia entità), il gioco d'azzardo scopre di dover vestire qualche velo di pudicizia se proprio gli viene in mente di scendere in piazza. Ci domandiamo se questo stesso Stato si accorge della pubblicità che la sua emittente trasmette a ritmo battente avvalendosi di volti ultranoti come i calciatori ed in cui si invitano i giocatori (non di calcio) al poker sui vari siti internet ormai in perpetua moltiplicazione. Due parole anche per la Proloco di Thiene: meglio quando le "pro" si occupavano di sagre in piazza, salsicce e birra, sopressa e bianco. O con la dama, come ad Arsiero tanti anni fa...

MEZZO SECOLO DOPO- È un bel segnale che almeno a livello della cosiddetta democrazia di base, quella dei Comuni, a contatto con la quotidianità permanentemente e quindi non distratta troppo dalle liti politiche, ci siano iniziative come quella di Montecchio Maggiore e Cornedo dove rispettivamente viene variato finalmente un regolamento municipale che data 1950 e si trova uno spunto umoristico, ma educativo, insegnando ai bambini le regole del traffico con l'incentivo di poter giudicare i comportamenti degli adulti. Montecchio è sicuramente un buon esempio di contatto con la realtà: a distanza di più di mezzo secolo il sindaco ha deciso di uniformarsi alla legge nazionale contro il travisamento in pubblico ed ha vietato il burka, ma è andato oltre inserendo altri argomenti nella nuova legge comunale: no ai lavavetri, no agli accompagnatori del carrello al supermercato, eccetera. Parrebbe elementare pretendere che la gente non giri in strada sputando e facendo pipì a tutti gli angoli o strepitando dopo le ore limite notturne; invece bisogna fare appello al minimo di decenza civile ponendo dei paletti che sono appunto i regolamenti; tvA ha aperto un sondaggio chiedendo il parere specifico sull'iniziativa di Montecchio: vorreste che il vostro Comune seguisse la stessa strada? In tre giorni di risposte la voglia degli interpellati si indovina immediatamente: 83 su 100 sono d'accordo.

MELE E LIMONI- I bambini di Cornedo partecipano ad un corso di sicurezza stradale imparando a fare il vigile; niente contravvenzioni, ovviamente, ma un giudizio tutto loro lo possono esprimere, come alzare una paletta col voto a seconda se l'utente in osservazione si comporti bene o meno bene. L'idea è brillante: utilizzare la frutta come elemento di valutazione. Mele ai buoni, limoni ai meno buoni. Complessivamente una situazione abbastanza divertente dalla quale perfino "i meno buoni" possono ricavare qualcosa di educativo.

DISTRAZIONI DEMANIALI- Il Sindaco di Longare Fontana è saltato sulla sedia quando ha letto nell'elenco delle proprietà demaniali in possibile cessione ai privati anche il nome "Base Pluto". Inaugurata nel 1954, chiusa a tempo dopo l'89, la base è stata riaperta ed è attiva. Non risponde quindi al primo requisito richiesto per gli immobili vendibili: non è affatto dismessa. Fontana ha fatto una rapida indagine ed ha capito subito di trovarsi davanti alla solita distrazione della burocrazia, alla solita bufala, in poche parole. La base non si vende e non si vende neppure la caserma che funziona da corpo di guardia ed è occupata dal presidio permanente di Marines e Carabinieri Setaf. Chissà come andrà a finire il percorso di questa vendita impossibile una volta che -se mai accadrà- qualcuno si preoccupi di andare a verificare quali sono i beni demaniali davvero dismessi e davvero alienabili. Siamo pronti a scommettere sulla presenza rinnovata della Pluto nel prossimo elenco che i funzionari statali stileranno su ordine ministeriale la prossima volta. Magari con la conferma del prezzo: 5milioni 582mila Euro. Sono le abitudini peggiori quelle che non si abbandonano mai.

 

nr. 25 anno XV del 3 luglio 2010

Guarda l'ultimo TG
- P.I. 01261960247
Engineered SITEngine by Telemar