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«Assistere alla nascita di mia figlia Miriam è stata l'emozione più grande ed intensa della mia vita e ringrazio questo Paese per avermela fatta vivere e provare; se fossi stato in Africa non avrei mai potuto assistere alla nascita di un bambino!». Ousmane Condè ha gli occhi lucidi. È diventato papà lunedì scorso di una splendida bambina e come la stragrande maggioranza dei papà ha assistito alla nascita di sua figlia. «In Africa il travaglio ed il parto sono un evento tutto al femminile. Sono le donne della famiglia ad assistere la partoriente. L'uomo, nella nostra cultura non può partecipare ad un simile evento. In Italia, invece, è il papà a sostenere la moglie durante il travaglio ed il parto. Una sostanziale differenza culturale che permette a noi migranti di vivere momenti così intensi quali la nascita di una vita, ma anche di condividere la fatica di allevare un bambino. In questi giorni ho chiesto alla mia azienda le ferie per poter stare vicino a mia moglie, per aiutarla e sostenerla, così come fanno molti altri padri italiani. Un atteggiamento che non è africano, ma italiano, così come sono italiani i nostri figli. Anche se la legge non vuole riconoscere la cittadinanza per Ius Soli ai bambini nati in Italia da genitori migranti, loro lo sono perché questa è la loro patria e la realtà in cui crescono. È assurdo pensare che i nostri figli siano africani o indiani o sudamericani. Sono italiani a tutti gli effetti, anche se ciò non è ancora stato riconosciuto. Io stesso, ho difficoltà a farmi riconoscere come italiano dai colleghi di lavoro. Quando c'è stata la partita Italia -Slovacchia dei mondiali l'ho seguita alla radio dal lavoro assieme a tutti gli altri miei colleghi. Ero nervosissimo per come stava andando il match e un mio collega vedendomi adirato mi ha detto: "Ma perché sei tanto nervoso? Tu sei africano mica italiano". Di fronte ad una simile affermazione ho deciso di non rispondere perché non valeva la pena spiegare che io sono anche italiano». Ousmane Condè, presidente dell'Unione Immigrati del vicentino, da tempo cittadino italiano, ha iniziato qualche mese fa a dare il suo contributo alla politica all'interno di Sinistra e Liberta. «È necessario che i migranti diventino parte attiva della società. Per questo vorremo spingere per creare un consigliere aggiunto in ogni comune. Questo è il nostro obiettivo». Tra i vari impegni di Ousmane Condè, la presidenza dell'Unione Immigrati di Vicenza è certamente tra i più gravosi: «In questo tempo siamo riusciti a mettere in rete le associazioni dei migranti. In questo modo siamo diventati il punto di riferimento per enti, istituzioni e migranti perché in caso di necessità riusciamo a metterci in contatto con i rappresentanti delle varie associazioni, siano essi indiani, musulmani, africani o sudamericani. In questo modo riusciamo ad avere il polso delle situazione all'interno delle comunità, ma anche la forza dell'unione quando ve ne è la necessità».
nr. 25 anno XV del 3 luglio 2010