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(g. ar.)- Difficile semplificare fino alla soluzione dell'incognita di turno l'equazione che lega l'estate al rumore molesto ed il rumore molesto alle notti insonni. Le cause non sono mai fortuite o imprevedibili: le cause siamo in qualche modo sempre noi stessi. Ecco perché di fronte ai molti provvedimenti che prevedono restrizioni di orario soprattutto ai bar, agli spazi all'aperto e a tutto ciò che può contribuire ad aumentare il disagio della gente, forse una presa di posizione della Regione a questo punto non verrebbe interpretata come avventata o fuori luogo: c'è bisogno di un indirizzo comune a tutto il Veneto perché i problemi di Vicenza, Asiago, Brendola, Valdagno -e via elencando- sono i problemi di tutta la regione. Nella rassegna settimanale delle cose curiose, o preoccupanti, c'è altro ancora: l'elicottero che terrorizza la gente sull'Astico a Calvene, una Ulss (la 5) che fornisce dati addirittura drammatici sui tempi di accettazione delle visite specialistiche, una sequela non piccola di aggressioni e violenze da Lonigo a Marano, ed infine -in perfetta controtendenza- il Comune di Schio che sistemerà una famiglia nomade, o ex nomade, in un appartamento con la promessa che la prossima mossa sarà quella dell'alloggio popolare.
DORMI SE PUOI - Potrebbe essere lo slogan per indurre la Regione Veneto a legiferare in maniera uniforme sul tema dei rumori molesti. Soprattutto d'estate non è facile sfuggire e i segnali di nervosismo si stanno moltiplicando. I Comuni si muovono per primi: Asiago blocca il consumo di bevande all'aperto dopo la mezzanotte, Vicenza fa chiudere un bar alle 18 e avvisa di imminenti provvedimenti un'altra mezza dozzina di locali. Non si può contestare alle Amministrazioni la preoccupazione di tutelare la propria popolazione, ma è chiaro a tutti che provvedimenti a macchia di leopardo non avranno mai il significato solido e definitivo di una regola da rispettare da parte di tutti. La Regione ha questo potere ed eviterebbe, muovendosi subito, un inutile proliferare di provvedimenti singoli indicando invece la strada da seguire. Tra i problemi non si può dimenticare quello dei festival musicali che accompagnano le sagre paesane; organizzatori poco accurati nel concepire qualsiasi rispetto verso gli altri piantano palchi a raffiche di ore quasi insopportabili per chi sta lì, tutto attorno. Vecchia storia, mai affrontata e tampoco risolta. Basterebbe una legge simile a quella che ha irrigidito le regole per la vendita di generi alimentari alle sagre.
RUBANDO E SPARANDO - Due rapine a Lonigo a distanza di pochi giorni, entrambi a danno di baristi; altre due a Schio, ma in banca, con nove ostaggi tenuti sotto tiro per oltre un'ora, furti alle elementari di Brendola, multe da 500 euro a Valdagno dove si lascia troppo facilmente la spazzatura in strada, e spazzatura quanta ne volete sul Grappa, dove gli amanti della montagna amano molto anche i sacchetti a ciglio strada. A Marano c'è scappato anche un colpo di fucile, sempre alle soglie di un bar che stava chiudendo. Un po' troppo per una manciata di giorni della stessa settimana. La sorveglianza del territorio continua a rimanere una teoria da trasformare in comportamento visibile.
E L'ELICOTTERO? - Dopo aver seminato panico tra i bagnanti sulla riva dell'Astico a ridosso del ponte di Calvene, il pilota dell'elicottero colpevole è stato identificato con nome e cognome. È un ex marmista di Chiampo. Le cronache dicono che ha chiesto scusa e che promette di non riprovarci. Il problema è che esistono allarmanti precedenti e che in verità nessuno sa se il mezzo sia stato sequestrato e se la licenza del pilota stesso sia stata sospesa o ritirata. Sulla pericolosità della bravata non ci sono dubbi e ci domandiamo se non si tratti di un qualcosa equiparabile ad una di quelle gravi infrazioni stradali che provocano appunto sequestro e sospensioni. Chissà...
TRA UN ANNO DAL MEDICO - Un qualche tipo di ansia da panico debbono percepirla anche i titolari di tessera Ulss dell'area Arzignano/Montecchio/Valdagno/Lonigo: c'è una dichiarazione ufficiale sui tempi di accettazione e prenotazione delle visite specialistiche addirittura da brivido: 420 giorni per una mammografia, 150 per una visita urologica. Come dire: meglio star bene perché se dipende tutto dalla rapidità di accertamento davvero siete tutti a posto.
NOMADI... STANZIALI - Curiosa notizia da Schio dove una famiglia di nomadi sta per convertirsi in famiglia di stanziali e per questo viene sistemata in appartamento. Niente più caravan. La tradizione di civiltà che caratterizza il Comune di Schio non data da oggi. Benché in assoluta controtendenza rispetto alla sensazione media percepita nella gente quando si parla di zingari, questa nuova situazione completa un percorso piuttosto articolato e lungo che consentirà appunto ad una famiglia da tempo in carico ai servizi sociali di trasformare la propria esistenza da precaria per definizione a stabile per scelta. Magari tutto quel che riguarda le carovane di nomadi finisse così. O no?
nr. 26 anno XV del 10 luglio 2010