NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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Estate insieme per far crescere l'integrazione

A Creazzo trentacinque ragazzini stranieri frequentano un campo estivo promosso dall'associazione Spazio Aperto. Tra compiti e ripasso della lingua, anche gite e giochi

di Jenny Tessaro
tgextra@tvavicenza.it

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Estate insieme per far crescere l'integrazione

«La cosa più bella che abbiamo fatto è stato andare a "La casa di Andrea". Lì abbiamo fatto tante cose belle e abbiamo giocato "Caccia al tesoro". Mi sono davvero divertita molto». A raccontare questo piccolo episodio è una bambina africana di nove anni che in questi giorni sta frequentando negli spazi della parrocchia di San Nicola a Creazzo "Estate insieme", un progetto promosso dall'Associazione Spazio Aperto in collaborazione con l'Istituto comprensivo locale, le parrocchie di San Nicola e San Marco e il finanziamento della Regione Veneto. «È un progetto che ha lo scopo di far trascorrere nel migliore dei modi l'estate a tanti ragazzini stranieri che altrimenti sarebbero costretti a passarla in casa da soli o con i genitori - precisa Lucia Pasinato, presidente dell'associazione Spazio Aperto. Grazie a questo progetto riusciamo a tenerli occupati con giochi e attività didattiche finalizzate a migliorare le loro competenze linguistiche e scolastiche. Non dimentichiamo che nei mesi estivi i ragazzini stranieri hanno spesso un'involuzione dell'apprendimento dell'italiano perché tutte le competenze acquisite durante l'anno vengono dimenticate. L'estate è un periodo che i ragazzini trascorrono per lo più a casa, parlando la lingua d'origine, senza nessuno che li aiuti nella redazione dei compiti scolastici. Inoltre, a causa dell'indigenza di molte famiglie, o per questioni di carattere prettamente culturale, molti bambini non hanno alcuna possibilità di svago, d'andare in piscina, in montagna o al mare. Grazie al progetto, invece, questi bambini possono sperimentare, un giorno a settimana, una gita che di volta in volta è in campagna, al mare, in montagna. Un modo per far fare loro delle esperienze significative, che probabilmente non avrebbero la possibilità di fare altrimenti».

«È un'esperienza per loro, ma anche per noi animatori che in questo mese dobbiamo metterci alla prova per contenere la vitalità e l'entusiasmo di questi ragazzini - racconta Anna, uno dei quindici animatori alle prese quotidianamente con i partecipanti al campo estivo. Siamo tutti studenti che hanno deciso di dedicare il mese di luglio a loro e al progetto. Alcuni di loro sono arrivati da poco in Italia e sono alle prese con la nuova lingua, altri hanno bisogno di socializzare e d'integrarsi con i coetanei, altri ancora mostrano la necessità di ripassare alcune materie o di focalizzare l'attenzione su taluni aspetti della grammatica italiana. Ognuno di loro - conclude Anna - ha esigenze particolari e molti devono essere seguiti singolarmente, altri a piccoli gruppi».


nr. 26 anno XV del 10 luglio 2010

 

 

 

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