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Amatissimi che serata!
Lunedì scorso si è consumato l'evento più glamour dell'estate vicentina. E naturalmente la Vostra Miranda non è mancata! Devo ammettere che non è stato facile lasciare gli scogli sardi dove stavo risistemando la mia abbronzatura, ma non potevo perdermi il "Viva Verdi".
Con l'onestà che da sempre regola il nostro settimanale rapporto telematico vi confiderò che sono molto combattuta. Non so dire se sia stato più eccitante il coro dei Pueri Cantores, l'Orchestra dell'Olimpico, o certi look che ho visto sfoggiare per l'occasione.
Cominciamo con il dire che molte signore hanno sfoderato stoica resistenza e nonostante i capricci di Giove pluvio non si sono mosse. Ancora una volta hanno dimostrato che l'amore per il bel canto vince su tutto. Stoica pure io se penso quale immane sforzo ho dovuto far sopportare ai miei occhi. C'erano davvero tutti, o quasi.
Quel gran sindaco dell'Achille perfetto nel suo bel vestitino scuro d'ordinanza mentre, poche sedie più in la, il bell'Enrico che il sindaco lo faceva prima, con una trionfale giacca bianca su camiciola nera abbinata al pantalone! La palma della più chic della serata la devo giocoforza consegnare alla "mia" Alessandra.
La Moretti era semplicemente perfetta. Menomale, ad un certo punto del pomeriggio ero riuscita ad avere la lista degli invitati e avevo letto il nome dell'assessorona alla cultura. Le avevo già mandato un paio di mms con due consigli prêt-à-porter, ma mi ha fatto sapere che aveva declinato l'invito. Peccato! A proposito, avevo mandato gli stessi messaggini anche alla Manuelona.
Mi sa che da quando è sbarcata a Roma deve aver cambiato il numero. Oppure non ha trovato il tempo di leggerli.
Per capirci, non mi assumo responsabilità su come era abbigliata. Si è difesa benone la poetessa del PD, la morbidosa Sbrollini, peccato le avessero messo vicino quel Grazia del Raffaele capace di arrivarmi in piazza con la camiciola arancione su giacca ovattata modello over-size.
Ad un certo punto se ne deve essere accorto, pare abbia proposto uno scambio di giacca al fu onorevole D'Agro. Quel sempre democristano e generosone del Gigetto avrebbe pure detto sì (in nome di vecchie regole di scudocrociata memoria), peccato per le maniche.
Menomale che altre zone del parterre maschile mi hanno regalato qualche soddisfazione. Promossi a pieno titolo il Prefetto e tutti i presidenti degli industriali, dal Michele al Diego non mi hanno delusa.
Il mio cuore non ha retto però quando ho visto il Claudio! Look total black pochette compresa. Le solite vipere mi hanno bisbigliato che l'abbigliamento rifletteva l'umore e invece quel gran pezzo del direttore generale di Videomedia era un gran belvedere. Bravo! Come si vede che appena la mia rubrica è on-line la legge subito. Anzi pare se la faccia mandare prima con la scusa di visionare i contenuti editoriali, ma non ci crede nessuno.
Due parole le "devo" spendere sugli artisti. Partiamo dalla Pinna, che ormai sulla carta d'identità alla voce professione ha scritto "presentatrice e mamma" era così carina. Apertura d'effetto su pantalone nero, chiusura trionfale sul rosso.
Tesoro, da quando hai il numero del mio i-phone la tua vita è cambiata, e pure la mia! Elegantissima l'orchestra e tanto carucci i bimbi coristi. Chiudo svelandovi un piccolo segreto sulla esclusiva cena a lume di candela riservata a noi VIP sotto le arcate della Palladiana Basilica. Mentre stavamo addentando l'arrosto siamo rimasti al buio. Vecchio trucco per non svelare il vero contenuto del piatto. In realtà durante la preparazione dell'arrosto di maialino alla salvia accompagnato dal trionfo di patate prezzemolate, gli chef si sono accorti di aver finito il "l'alluminio" per avvolgere la carne in fase di rosolatura.
Panico! Sul palco le due cantanti stavano intonando la Norma del Bellini. È stato un attimo. Rapido blitz dietro le quinte sfasciate le due signore dal loro abito, entrambi realizzati con vero Domopak, e il problema della seconda portata lo hanno risolto così. La luce è sparita giusto in tempo per impedire ai presenti di notare "misteriose" presenze rosse e verdi sul piatto, e poi tutti a chiedermi come mai saltavo la carne!!! È stata una serata indimenticabile anche perché più delle metà degli invitati fino al prossimo anno al massimo passerà le nottate all'anguriara a Campo Marzo. Unica nota stonata sul finire della cena: ad un certo punto la Basilica è stata avvolta da un insopportabile odore di sigaro cubano, ma nessuno ha saputo dirmi da dove provenisse.
Alla prossima, Viva Verdi ma soprattutto...Viva Miranda!!!! Modestamente vostra!