NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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Utopia Matters: dalle Confraternite al Bauhaus

Collezione Peggy Guggenheim-Venezia
Orario: 10.00 - 18.00 - chiuso il martedì
Chiude il 25 luglio

di Maria Lucia Ferraguti

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Utopia Matters: dalle Confraternite al Bauhaus

Si racconta molto bene attraverso le opere l'intesa tra gli artisti, il senso di cooperazione, il succedersi di collettive, il progredire delle esperienze dominate dal pensiero dell'utopia ricercata in gruppi, colonie, comunità e movimenti, ed inseguita nel tempo. Lo rivela la bella mostra "Utopia Matters: dalle confraternite al Bauhaus" curata da Vivien Greene, che ripercorre, con originalità, la sua visione unendo dipinti, disegni e sculture, arazzi, vetrate, oggetti di design ad iniziare dalla fine del Settecento per arrivare nell'avventura ai primi anni Trenta del Novecento.

Di fatto, spiega Greene, la svolta mentale avviene in Francia e la inaugurano i "Primitivi" seguaci di Jacques- Louis David, con l'intento di recuperare gli ideali dell'arte greca arcaica, il Quattrocento italiano, nel ritiro di un convento lontano da Parigi, trasformandosi, con lo slancio tipico dell'avanguardia, nelle vesti e capelli lunghi in comunità hippy ante litteram.

E il principio trasferisce nei dipinti forme modellate, adatte a modificare contorni netti.

Quindi in Germania appaiono i Nazzareni, nel richiamo a Gesù di Nazareth, analoghi ai francesi, sono ribelli ai dettami dell'accademia, predicano negli intenti la semplicità e l'amicizia, come Pforr e Overbech e attraverso la confraternita Lukasbund, la lega di San Luca, un ritorno al Rinascimento. Nel 1810 a Roma diventa fondamentale seguire Raffaello e una volta integrati nella società della capitale, nel revival di una pittura d'affresco monumentale dipingono temi religiosi, nazionalistici e cavallereschi (Il conte d'Asburgo e il prete, 1808).

Anche in Inghilterra nel 1848, quando Edward Burne-Jones stabilisce contatti stretti con i Nazzareni, si forma il gruppo della Confraternita dei Preraffaelliti, capeggiata dalla figura centrale di Dante Gabriele Rossetti. Si richiamano al tempo delle cooperative medievali e subiscono il fascino dello stile gotico in contrasto con i valori della rivoluzione industriale.

Compongono i lavori scambiandoli firmati dalle sole iniziali PRB, connessi a temi religiosi, (Millais: Cristo nella casa dei genitori -1849), alla letteratura di William Shakespeare e, in modo diretto, in rapporto con le teorie dell'apostolo della bellezza, lo storico dell'arte John Ruskin. Lo dimostrano nelle flessuose immagini femminili interpretate in abiti drappeggiati, belle, malinconiche ed eteree.

Il designer William Morris (1834-1896), si distingue per le teorie di recupero del lavoro artigianale, lontano dal Lavoro capitalistico, propone il distacco dalla produzione massificata per riscoprire la bellezza ideale e il senso del valore estetico. Così l'artigianato prende vigore all'interno del movimento Art and Crafts, nella Red House, la casa progettata dall'architetto Philip Webb, coinvolgendo piacere ed orgoglio nell'arte applicata, dalle stoffe ricamate, alla carta da parati, agli arazzi, alle vetrate istoriate e all'arte del giardino, fino alla stampa dei libri: arti che assumono un rilievo non secondario all'interno dello sviluppo storico perseguito dall'evento espositivo, nell'evidenza visiva della vetrata di Edward Burne-Jones, designer delle figure Angeli Laudantes, 1898.

Negli Stati Uniti, a East Aurora, nello stato di New York, nel 1893 il gruppo di artisti di Roycroft, insegue l'utopia tramite l'estetismo, la ricerca della bellezza attraverso uno stile di vita raffinato.

In Francia, il gruppo neoimpressionista, che coinvolge Camille Pissarro e Signac, segue la novità artistica del puntinismo di Georges Seurat, delle immagini strutturate su modalità percettive, mentre altri gruppi perseguono ideali politici. Pissaro nel 1884 con la sua famiglia si ritira in Normandia, in campagna idealizzando nell'armonia la vita contadina.

Muta il linguaggio artistico dopo la Grande Guerra, con il movimento De Stijl rappresentato da Theo van Doesburg è il richiamo ad un'arte internazionale attraverso forme pure astratte. Il pensiero utopico del Bauhaus, in Germania, mira, guardando all'industria, all'unità fra le arti, influenzando, tramite l'arte, anche la vita.

Catalogo: Guggenheim Museum Publications (New York).

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