NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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Spritz "sociale" e licenze da guida Michelin

La polemica per il bar inibito dal sindaco di Vicenza si incrocia con la novità di Schio: i nuovi locali che aprono saranno vagliati da un controllo di qualità a norma di ordinanza - Montecchio: chi screma gli spari a salve da quelli a pallettoni?

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Spritz

(g. ar.) - Mentre aspettiamo con una certa curiosità l'inaugurazione della statua dedicata a Gandhi e quella dello speaker-corner, entrambe in Campo Marzo, la temperatura media della città non si appanna; non quella meteorologica, ma l'altra, molto più preoccupante, della litigiosità media che come si sa si sta impennando a curve inusitate. Mai viste. Basterebbe la rottura dei contratti assicurativi alle tre Ulss vicentine per capire fino in fondo quale grado abbia raggiunto la voglia di litigio da parte di tutti, tanto più se si tratta di pazienti e famiglie di pazienti nei confronti degli ospedali e dei medici che tutti assieme come si sa godono di una stampa non proprio rasserenata. Il grado calorifico degli umori si conteggia bene anche solo prendendo in considerazione tre delle più recenti cronache cittadine e provinciali: la faccenda dello spritz a Vicenza, quella del movimento antinomadi a Schio, movimento costellato di varie ed eventuali tutte da scoprire, ed infine la decisione del Comune di Montecchio Maggiore di affidare agli spari a salve il compito di allontanare i piccioni. Come dire: pura illusione, se non ci riesci con i falchi (rigorosamente incappucciati quando sono nella fase di pre-azione, la falconeria dice così da un millennio), non ci riesci nemmeno con le cannonate.

SPRITZ SOCIONORMATIVO- La posizione del sindaco Variati non è facile e forse neppure sostenibile fino alle estreme conseguenze. Però è coerente e sta a significare che l'amministrazione non vuol dare l'impressione di parlare a vanvera o sull'onda di una sensazione momentanea, sull'impulsività del primo momento indignato. Semmai, c'è da chiedersi se non esistano altri sistemi per evitare che sconsiderati, ubriachi o quasi ubriachi, si lascino andare a comportamenti disgustosi che non possono che disgustare. Esempio: non c'è un articolo del regolamento comunale che persegue ubriachezza molesta, atti osceni in pubblico, offesa alla decenza, ecc. ? Certo che c'è. Tutto o quasi viene previsto a norma di legge comunale e quindi non resta altro se non applicare scrupolosamente: multe. Nel 2009, secondo le statistiche del comando della Polizia municipale di Vicenza sono state multate 46 persone per ubriachezza molesta e altre 143 per infrazione all'ordinanza antialcool (bevevano in luogo pubblico). Ora è chiaro per tutti che se le cifre di un intero anno sono queste, il problema non c'è; ma se si sostiene che il problema invece c'è -e le centinaia di segnalazioni nello specifico lo dimostrano- allora bisogna decidere di intensificare la sorveglianza e passare direttamente al portafogli dei reprobi. Non c'è ricordo più intenso di una separazione non consensuale dal proprio denaro. Violenza autentica, nell'idea di chi la subisce. E rimane poi il fatto che la questione dello spritz è socialmente rilevante e se ancora non lo è diventata è solo perché alcuni Comuni hanno capito l'antifona molto in anticipo correndo ai ripari con limitazioni e proibizioni che probabilmente hanno scongiurato guai seri. Valdagno come Padova, Verona come Castelfranco, più un'altra squadretta di amministrazioni sparse in tutta l'alta Italia, hanno indicato la via da seguire. Prima che il fenomeno diventasse largo e diffuso, così tanto da farsi quasi inaffrontabile. Il fatto di Vicenza in sé è quindi uno dei tanti, ma certo è bene che sia affiorato e sia oggetto di una discussione che alla fine dovrà stabilire tra le altre cose se il barista contravviene solo quando dà da bere a minori o a gente già alticcia, o se invece si debba estendere ad una funzione socio-educativa che francamente ci parrebbe azzardata.

LICENZE SNOB E SPARI- La furiosa ribellione all'insediamento di nomadi dalle parti di Poleo reimmerge Schio in un clima che non è congeniale ad una cittadina così tranquilla e civile. In più la notizia dell'alloggio popolare alla famiglia di ex nomadi. Tutto probabilmente concorre ad una temperatura poco piacevole. Fatto sta che anche la gragnuola di molotov nei pressi della casa del sindaco è stata interpretata sulla linea di cui sopra, mentre poi potrebbe trattarsi di scemenze assolutamente estranee. La questione delle licenze nuove assicurate solo a locali da guida Michelin inquadrano in modo curioso una questione che andrebbe invece valutata secondo parametri diversi. Ma è anche una questione di opinioni altalenanti e di interpretazioni quasi incomprensibili in certi casi.

Come a Montecchio, dove per mettere in fuga i piccioni si pensa ad autorizzare l'uso di fucili caricati a salve. Domandiamo: se il vostro vicino si affaccia con un fucile in mano ed esplode a piacere, che cosa fate? Personalmente chiamereri i Carabinieri. Lo farei molto prima di domandarmi se il ragioniere in questione aveva caricato a salve o a pallettoni. Il bello sarà proprio questo: chi distinguerà la qualità dello sparo? Seconda domanda: come potranno distinguere i Carabinieri la serietà di una segnalazione telefonica dall'altra? Dove si è riusciti senza spari a cacciare i colombi, cioè con i falchi, escono obiezioni di altro genere: i falchi sono maltrattati perché hanno il cappuccio. Beh, è la falconeria che detta le regole, vogliamo metterci di traverso anche su questo? Sarebbe come rinfacciare ai frati cappuccini di coprirsi la testa durante i canti sacri. Non scherziamo...

 

nr. 27 anno XV del 17 luglio 2010

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