|
|
||

«Abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni perché ci erano già giunte una quarantina di richieste e i posti sono limitati». Roberta Radic, presidente della Onlus di Promozione Sociale Centro Capta non nasconde il disagio nell'aver rifiutato la partecipazione di molti bambini al campo estivo che l'associazione ha promosso per il quinto anno consecutivo. Saranno infatti 25 i bambini e ragazzi che dalla prossima settimana, e sino al 14 agosto, frequenteranno le attività del "Campo dei lecci" sulle colline di Castelgomberto. Un'oasi con asini, pony, cani, gatti, galline e caprette, dove i ragazzini potranno giocare e sperimentare moltissime attività grazie alla presenza di volontari ed educatori. Due settimane di vacanze gratuite che per i ragazzini stranieri e le loro famiglie saranno certamente un toccasana. Molte famiglie straniere, soprattutto in questo momento di crisi, non hanno la possibilità economica di mandare ai centri estivi i loro ragazzi. Il Campo dei Lecci promosso dal Centro Capta è quindi un'importante opportunità per andare incontro a queste famiglie, ma soprattutto ai ragazzi che altrimenti sarebbero costretti a passare l'estate in casa, isolandosi ancor più dai coetanei e dagli amici.
«Al Campo dei Lecci si lavora sull'integrazione, dando continuità al lavoro svolto durante l'anno con i ragazzi e le loro famiglie -ricorda Roberta Radic. Nelle due settimane d'attività sono previsti anche dei momenti che vedono la partecipazione delle famiglie d'origine che vengono coinvolte in momenti ludici e di spettacolo. Il campo prevede infatti numerose attività che spaziano dalle escursioni nei boschi, a piccoli laboratori di botanica, a passeggiate a dorso di pony, al contatto con gli animali che vivono al Campo dei Lecci e che per due settimane vengono accuditi proprio dai bambini in una sorta di pet therapy allargata. Poi ci sono le attività ludiche e ricreative, i giochi, le esperienze come per esempio quella di fare il pane. Insomma, una serie di attività diversificate capaci di coinvolgere i ragazzi e di stimolarli attraverso delle vere e proprie esperienze. Il senso del campo è quella di creare integrazione in un momento che risulta sempre più difficile per i ragazzi stranieri. Il clima sociale che si è generato negli ultimi anni sta creando molti disagi ai ragazzi della seconda generazione che si sentono così rifiutati tanto da rinchiudersi in sé stessi manifestando forme di isolamento e di emarginazione molto evidenti. Loro non riescono a dare un nome preciso al loro stato d'animo, al loro malessere, e compito nostro, in questo contesto, è proprio quello di aiutarli a comprendere da dove nasce ciò, cercando di lavorare con loro per trasformare il disagio in opportunità d'integrazione».
Per questi ragazzi passare due settimane in un contesto naturale, a contatto con gli animali, svolgendo una serie d'attività finalizzate alla relazione, è molto importante perché li fa sentire "privilegiati" e accolti in un momento in cui la società ha molta difficoltà ad accogliere l'altro, soprattutto se straniero.
nr. 29 anno XV del 31 luglio 2010