|
|
||

(g.ar.)- Proprio ora che la morsa del caldo più opprimente si allenta, ecco che l'estate dà i suoi colpi di coda migliori, perfino paradossali: a Dueville l'esattore della tassa rifiuti per conto del Comune invia i bollettini di pagamento ad alcuni proprietari di case a Passo di Riva; la motivazione è praticamente insostenibile: il titolare dell'imposta, normalmente un extracomunitario, non paga per cui qualcuno deve farlo. Colpo se possibile ancora più forte dal rilevamento satellitare sulle case non denunciate al catasto: Vicenza città e Vicenza provincia sono in cima alla classifica nazionale dei cattivi, ma il sindaco Variati parla di veri e propri vaneggiamenti, dice che non è vero niente. Un suggerimento: non è che sono entrati in statistica tutti i pollai fatti ricoprire per legge al tempo dell'aviaria, non più di tre anni fa? Poi c'è l'uscita davvero estemporanea dell'Arpav che dichiara non balneabile la famigerata e celebratissima area del Livelon. Se ci fosse ancora Araldo Geremia avrebbe qualcosa da dire, ma incuriosisce davvero l'atteggiamento del Comune di Vicenza: manda i vigili, insegue i bagnanti che sicuramente si ripresenteranno, oppure che?
CASE E POLLAI- Al tempo dell'aviaria, memorabile soprattutto per il devastante allarme assolutamente ingiustificato che suscitò, ai tenutari di pollai, piccoli allevamenti e affini, all'aria aperta e non protetti dall'alto, con legge nazionale si intimò di provvedere a proprie spese alla copertura fissa di tutto quel che poteva costituire origine di contagio dall'alto; la logica c'era: gli uccelli eventualmente affetti senza quella copertura potevano frequentare a piacimento quelle stesse aree scoperte e trasmettere il virus. Ora questa rilevazione con satellite di cui dà notizia l'Agenzia delle entrate e che viene contestata duramente dal sindaco di Vicenza pare proprio che potrebbe soffrire di una lettura -se ci passate l'espressione- difettosa della realtà; chiaro che i tetti ci sono, ma altrettanto chiaro che la statistica potrebbe essere falsata proprio dalla presenza di migliaia di pollai e piccoli allevamenti coperti per effetto di quegli avvenimenti appena descritti. Vero o non vero rimangono i numeri: la provincia di Vicenza avrebbe 43mila case fantasma, mentre quelle della città sarebbero 3120. Cifre da capogiro se si pensa che Palermo è a quota 50mila come provincia e se si guarda alla classifica dove Vicenza, città o provincia che sia, è proprio nei primissimi posti. Forse un satellite gratificato di un bel paio di occhiali...
SE ALI' NON PAGA...- Blitz nelle tasche dei proprietari di case abitate da extracomunitari: se l'inquilino non paga le bollette non resta che rivolgersi al proprietario. Succede a Passo di Riva, ma con l'inquietante promessa sottintesa che basta poco ad estendere il concetto. L'accertamento e pagamento della tassa rifiuti è stata inviata dall'esattore ai proprietari. Prima incredulità poi reazione: arriverà una pioggia di ricorsi. C'è del resto il precedente di Vicenza con Aim che a suo tempo tentò la stessa strada per le bollette di luce acqua e gas. In sede di giudizio fu respinta con perdite: i contratti sono nominativi e quindi è al titolare che ci si deve rivolgere. Nel caso di Dueville pochi dubbi che non ricalcheranno quei concetti. Ma il fatto è comunque inquietante per due ragioni: 1) ci vuol niente che il cacciatore mediatico di turno presenti un bel disegno di legge per formalizzare il concetto; 2) si offre agli extracomunitari che non pagano per principio le spese condominiali e si allargano assentandosi anche dal pagamento del canone di affitto un bellissimo assist: queste suggestioni circolano con la velocità del lampo, fate conto come radio-scarpa in carcere. Una volta imboccato il sentiero giusto dove si va a finire è chiarissimo. Ai proprietari di casa resta tuttavia la morale: meglio stare un po' più attenti a chi si danno in mano le chiavi. Meglio non aver fretta e vincere la tentazione in vista di un minor volume di guai in futuro.
GEREMIA DOVE SEI?- È morto ultranovantenne dopo aver passato una vita tra la salumeria in centro e il Livelon d'estate. Da vero pioniere Araldo Geremia ha tracciato quella strada dello stabilimento balneare senza cabine e senza biglietto di ingresso che senza tanti fronzoli si chiama Livelon. Come i vecchi fusti russi che si lanciano nella Vistola appena il ghiaccio se ne va, Geremia si presentava al Ponte del Marchese ad inizio stagione e spariva solo con le brume di ottobre. Il suo esempio incoraggiò le masse. Decine di persone che hanno nei decenni rafforzato la tradizione. C'erano anche i topi, questo sì, ma i bagnanti hanno sempre confidato nel concetto che occupando il caposaldo si mette in fuga il nemico. E così è sempre stato. Ora arriva l'Arpav e dichiara la spiaggia di Geremia fuori legge. Ci piacerebbe almeno immaginare cosa farà il Comune che ha giurisdizione su Polegge. Manda i vigili, insegue quelli che si mettono o si tolgono il costume, applica ammende e pene corporali? Aspettiamo di soddisfare questa curiosità.
ORSI O NON ORSI?- Tra Dellai (Trento) e Gios (Asiago) si stringe un'alleanza nel settore turistico per curare adeguatamente il territorio confinante dal Vezzena in giù. Una delle idee manifestate dalle cronache è quella di ripopolare la montagna con l'orso e di fare tante altre belle cose che ai naturalisti sicuramente faranno un gran piacere. Sullo sfondo un piccolo stridio, una accenno di disagio: come si può parlare di ripopolamento con gli orsi se appena ne è comparso uno -che tra l'altro si limitava a papparsi un asino qui e una pecora là, pura questione fisiologica- si è scatenato il panico totale? E come azzardarsi a parlare dell'argomento se quell'unico orso, dopo l'ultimissimo acuto dalle parti di Posina, sembra volato via senza lasciare traccia? L'idea è che sia stato segretamente accoppato in nome della tranquillità dei turisti -guarda un po'- e che magari ricomparirà come pelle bene asciutta e ben distesa davanti al caminetto di qualche facoltoso altopianese. Se vogliamo ripopolare la montagna di pelli d'orso, come quelle di Yoghi e Bubu, allora va bene. Tutto si può fare.
nr. 29 anno XV del 31 luglio 2010