NR. 44 anno XVI DEL 24 DICEMBRE 2011
la domenica di vicenza
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Vicenza, abbonati a picco

La prima fase chiusa a quota 1.800, rispetto ai 2.900 dell'anno precedente. Lo scorso anno furono complessivamente quasi 6.000 le tessere vendute

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Vicenza, abbonati a picco

(C.R.) Abbonamenti 2010-2011, il piatto piange. Pur con la campagna in pieno svolgimento, l'impressione è che la quota vicina alle 6.000 tessere dello scorso anno rimarrà lontanissima. I numeri in tal senso parlano chiaro: alla conclusione della prima fase, quella riservata alla prelazione dei vecchi abbonati, è stata raggiunta la quota di 1.800 sottoscrizioni, oltre un migliaio in meno rispetto un anno fa, quando erano state confermate 2.900 tessere. A due giorni dall'esordio di campionato si è superata il "tetto" dei 3.000, rispetto agli 4.500 di un anno fa. A pesare in questo bilancio negativo, seppur parziale, è sicuramente l'obbligatorietà della "tessera del tifoso" che per il momento ha portato i tifosi della curva sud - ma attenzione sembra ci siano degli spiragli in tal senso - a non sottoscrivere, almeno per ora, nessun abbonamento.

La campagna abbonamenti è, come si diceva, in corso: l'Ufficio biglietteria, situato all'ex "Punto Rosso", sarà regolarmente attivo tutti i giorni, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 19, mentre sarà chiuso sabato mattina, giorno di Vicenza-Portogruaro. La campagna abbonamenti riprenderà il 30 agosto per proseguire sino alla vigilia della seconda giornata casalinga, contro il Livorno, in programma sabato 11 settembre.

 

Christian Brojanigo: "Le cause sono tante, ma anche la società non ci sta aiutando"

 

Christian Brojanigo, uno dei responsabili dei vigilantes e a capo dei "1902", non si nasconde dietro un dito. È stato lui, un mese e mezzo fa, a metterci la faccia, annunciando in un'affollata conferenza stampa, nella sede a fianco dello stadio Menti, che nessun tesserato dei gruppi ultras (almeno quello che fanno parte dei gruppi ufficiali) biancorossi, si sarebbe abbonato.

«Così abbiamo detto e così abbiamo fatto - chiarisce Brojanigo - anche se continuiamo a tenere monitorata la situazione a livello nazionale, perché questa battaglia va portata avanti tutta assieme. Dalle notizie in nostro possesso ci risulta che diverse tifoserie, anche di grandi club, si stanno mobilitando proprio in queste ore per continuare a protestare. Per il momento non molliamo, anche se non vogliamo fare mancare il nostro sostegno alla squadra e per questo sabato acquisteremo il biglietto per assistere alla sfida contro il Portogruaro».

Il crollo di abbonamenti, secondo i responsabili della tifoseria della curva sud, sono legati a diversi motivi. «Indubbiamente l'obbligatorietà della tessera del tifoso - tiene a precisare Brojanigo - ha pesato notevolmente, ma sicuramente la società ci si sta mettendo del suo: disorganizzazione e confusione regnano sovrani e quest'estate è trascorsa tra annunci di cessioni e addii, ma alla fine è rimasto tutto come prima, pur con un valzer di cambi di incarichi».

«Tornando alla tessera del tifoso - conclude Christian - non c'è dubbio che si tratta della goccia che ha fatto traboccare il vaso: quello che noi ribadiamo è che questa decisione non aiuta certamente a sconfiggere la violenza negli stadi: le verità è che il calcio è ormai alla frutta, come dimostrato le numerose partite sospese durante l'estate per gli incidenti in campo. In compenso per acquistare il biglietto della sfida di Coppa Italia contro il Benevento si è formata una coda interminabile, a conferma delle lungaggini che ormai sono necessarie per entrare in uno stadio».

 

Marisa Terzo: "A breve la tessera del tifoso obbligatoria anche per acquistare biglietti"

 

Una clamorosa anticipazione riguardante la "tessera del tifoso" arriva da Marisa Terzo, componente del direttivo e figura nota del Centro Coordinamento dei club biancorossi, che è anche consigliere nazionale della Fissc, ossia la Federazione italiana sostenitori squadre di calcio. «Le notizie che ci arrivano a livello nazionale - spiega la Terzo - è che in tempi brevi, probabilmente due o tre mesi, la tessera del tifoso diventerà obbligatoria anche per l'acquisto dei semplici biglietti. In altre parole per andare anche una sola volta allo stadio, in qualsiasi città o centro d'Italia, servirà dunque la tessera del tifoso, che diventerà quindi come la patente per chi guida. Si tratta di un'autentica rivoluzione, che soprattutto i giovani che frequentano gli stadi, anche i nostri, non riescono ad accettare».

Proprio la Fissc, che comprende anche i colori biancorossi, aveva cercato di anticipare i tempi. "Già da un paio d'anni avevamo studiato una tessera con foto e dunque personale, in qualche modo simile alla tessera del tifoso, anche se facoltativa, capace di riunione tutte le squadre calcistiche italiane. Da parte nostra dovevamo mettere l'appartenenza ai vari centro di coordinamento dei club italiani, mentre il vantaggio era rappresentato da sconti nelle tariffe autostradali, nelle gomme e tutti quei prodotti che vedono coinvolte le grandi industrie. I vantaggi sarebbe stati reali, come attualmente avviene al distributore di benzina o al supermercato, al punto che a tutti sarebbe convenuta".

L'iter della tessera Fissc, che non prevedeva controlli da parte delle questure, è stato poi bloccato. «L'osservatorio ci aveva dato il via libera, poi però a livello politica è stato bloccata, forse perchè temevano che potesse rappresentare un ostacolo alla diffusione della tessera del tifoso. Ora se viene estesa anche a chi compra il biglietto in pratica diventa un qualcosa senza la quale non si può mettere piede in nessuno stadio neanche per una sola volta».

 

Paolo "Pancho" Cantele: "Stiamo monitorando, alla fine potremmo anche decidere di farla"

 

Un altro dei responsabili dei gruppi curva sud, Paolo Cantele, conosciuto da tutti con il soprannome di "Pancho", si rende conto che quella della "tessera del tifoso" rischia di diventare una battaglia persa, un po' come avvenuto negli anni scorsi con le partite di serie B al sabato pomeriggio, altra scelta poco condivisa dalle tifoserie, in particolare dagli ultras.

«In effetti è proprio così - ammette "Pancho" - siamo ben consci che sulla tessera del tifoso il Governo non tornerà indietro, in quanto ormai è un sistema già lanciato e proiettato nel futuro. Da parte nostra stiamo tenendo monitorata la situazione a livello nazionale, al giorno d'oggi strumenti come internet e facebook ci consentono di tenere monitorata la situazione quotidianamente. Sinora nessuno di noi, almeno quelli appartenenti ai gruppi ufficiali della curva sud, hanno fatto la tessera, ma è chiaro che per poter seguire il Vicenza, soprattutto in trasferta, alla fine la tessera diventa obbligatorio. E così alla fine potremmo anche decidere di abbonarci».

Cantele è tra quelli che hanno seguito la squadra all'esordio di Bergamo. «Noi eravamo circa in 200, visto che le nuove norme non erano ancora entrate in vigore, ma allo stadio abbiamo trovato 20mila tifosi dell'Atalanta entusiasti. Io conosco bene la realtà di Bergamo, visto che ho diversi amici: la presenza di così tanto pubblico all'esordio di campionato dovrebbe rappresentare un esempio per tutte le tifoserie d'Italia. Nonostante la retrocessione in serie B la nuova dirigenza ha saputo creare un tale entusiasmo, che risulterà probabilmente decisivo per questo campionato: solo il fatto di aver preparato una maglietta da far indossare ai tifosi durante la partita ha garantito una coreografia bellissima, che fa quasi rabbia se si pensa al Vicenza di una decina d'anni fa».

 

Renzo Nani: "Per la campagna abbonamenti servivano dei punti dislocati in provincia"

 

Anche Renzo Nani, altro rappresentante del consiglio direttivo del Centro Coordinamento dei club biancorossi, ammette le difficoltà, non solo burocratiche, legate all'obbligatorietà della "tessera del tifoso". Che per inciso hanno portato a un calo degli abbonamenti non solo tra gli ultras. «Da 45 anni a questa parte - spiega Nani - il nostro Centro ha sempre collaborato fattivamente con la società, in quanto i responsabili di ogni club dislocato in provincia raccoglieva le adesioni e i soldi dei singoli iscritti e poi si recavano al Menti per pagare tutti assieme le tessere. Purtroppo quest'anno non è stato possibile attuare questa fondamentale collaborazione, non tanto per una scelta della società quanto per questioni burocratiche».

In realtà sarebbe servita un'organizzazione diversa. «Già nei mesi precedenti - aggiunge - avevamo proposto alla società di allestire delle sedi staccate dove fare l'abbonamento, forse ne sarebbe bastata una nell'Alto Vicentino e una a Noventa, in modo da agevolare quelli che abitano davvero distante da Vicenza. In realtà poi ci è stato spiegato che c'era qualche problema alla macchina che produceva le tessere, mai utilizzata in passato. A quel punto non c'era più tempo, forse per questo sarebbe stato necessario organizzare la campagna abbonamenti con un buon anticipo».

Ma non basta la "lettera del tifoso" per spiegare, almeno per il momento, un calo di abbonamenti così deciso. «Tra una cosa e l'altra da sei anni - conclude Renzo Nani - il Vicenza si salva all'ultima giornata o quasi, un anno eravamo retrocessi e poi siamo stati ricollocati in serie B. È spiegabile che esista una certa disaffezione da parte del pubblico e quest'anno appare più evidente. Si sperava in un aiuto societario, alla fine i possibili nuovi acquirenti o soci sono spariti tutti».

 

nr. 30 anno XV del 28 agosto 2010

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