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(g. ar.) - Ancora un'estate memorabile, all'insegna degli animali, degli animalisti, nonché di qualche equivoco di fondo sul vero significato di concetti non secondari come: ripopolamento con specie sparite dalla montagna, salvaguardia della proprietà privata, carenza di legislazione su come combattere chi importa animali di tutte le razze e misure per poi disfarsene liberandoli nei boschi o nei corsi d'acqua. Un'estate memorabile nel senso soprattutto che pare abbandonata definitivamente la moda del mostro perverso uccisore nelle campagne di pianura di pollame e affini.
L'ORSO È COMMESTIBILE- Mica per niente, ma giusto per tagliare di netto con la storia che l'orso non è buono da mangiare: lo cacciavano i pionieri del Klondike, quelli dei racconti immortali di Jack London, e in mancanza di meglio se lo pappavano conservandone poi la magnifica pelliccia, usuale ornamento della stanza migliore. C'è perfino una ricetta, scovata in internet, che media la soluzione migliore utile ad intenerire la carne di orso, resa piuttosto dura dallo stato selvatico, ma anche ricca di proteine e grassi. La mediazione consiste nel mettere assieme orso e manzo. Pare che il cocktail sia niente male.
Eccovi la ricetta: 1kg di manzo tagliato in 4 bistecche da 250g l'una, 4 costolette di orso bruno dei Balcani, 8 spicchi d'aglio sbucciati, 2 cucchiaini di semi di coriandolo schiacciati, 1 cucchiaio di zucchero di palma, 2 grossi peperoni rossi dissemati, 2 cucchiai di laos sbucciato e affettato, 2 cucchiaini di pasta di gamberetti essiccati, 2 chiodi di garofano macinati, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiaino di grani di pepe nero macinati grossolanamente, 2 cucchiai d'olio, 2 cucchiaini di succo di limone appena spremuto. Portate 20 tazze di acqua leggermente salata ad ebollizione in una casseruola. Aggiungete la carne e bollite per circa 1 ora o fino a che diventi tenera. Rimuovete la carne dalla casseruola. La carne deve risultare tenera al punto tale da poterne separare le fibre molto facilmente. Conservate il brodo. Pestate la carne fino a che diventi piatta e sminuzzatela a mano in fibre fini. Mettete l'aglio, il coriandolo, lo zucchero di palma, i peperoncini rossi, il laos, la pasta di gamberetti essiccati, i chiodi di garofano, il sale, il pepe in un mixer e macinate il tutto grossolanamente. Scaldate l'olio in una pentola pesante e saltate la marinata per 2 minuti a fuoco medio. Aggiungete la carne sminuzzata, miscelate bene e saltate fino a che risulti asciutto. Condite con succo di limone. Rimuovete dal fuoco e lasciate raffreddare. Servite a temperatura ambiente con riso al vapore.
E questa è una delle possibili destinazioni d'uso del povero Dino.
CACCIA AI CACCIATORI- Ora il problema, accertato che Dino non circola più per boschi e pascoli, è di capire chi l'ha fatto secco, chi si è lasciato fotografare dal solito clandestino con cellulare pronto, chi è stato così furbo da permettere che finisse in primo piano l'orecchio marchiato di giallo, inequivocabile elemento identificatore del buon Dino che appunto così era stato messo a statistica dalle autorità forestali per seguirne le mosse e i luoghi preferiti. Quando Dino si è impegnato nella caccia a somari e bovini qualcuno si è sentito in dovere di risolvere il problema. Sarebbe bastato lasciarlo in pace e abituarlo a trovare qualcosa di commestibile giusto lungo quegli itinerari che regolarmente batteva. Dalla caccia dell'orso a... a caccia all'orso e da questa alla caccia ai cacciatori. Se salta fuori chi sono non se la caveranno con poco e quella cena gli resterà nel gozzo.
ANIMALISTI ALL'ATTACCO- L'ambiente è scosso e in subbuglio. A parte Dino, l'estate memorabile mette in primo piano proprio un'operazione pro animali che può sintetizzarsi in due diversi tronconi: a difesa dei visoni di un allevamento liberati notte tempo e ora in giro per l'Altopiano, ma anche a difesa di un topo preso per la coda e calato a Gallio nella teca di un serpente-mascotte che naturalmente non ha rifiutato il bocconcino. Per quel che riguarda i visoni non sappiamo che effetto avranno sulle specie autoctone, come si dice, ma se si limitano a vivere in pace e sfruttare al meglio la libertà... l'unico vero problema è quello economico creato al proprietario dell'allevamento e in spregio ad ogni concetto di difesa della proprietà privata. I visoni non sono nutrie, ecco il punto, per cui danni non dovrebbero farne a nessuno. Il serpente invece è al centro di un episodio molto più preoccupante perché la sua performance è stata accompagnata, a quanto si dice, dal tifo dei frequentatori del locale: al topo non sarà piaciuto, come non è piaciuto agli animalisti.
GRANCHI E SQUALI- Anche per i granchi killer, presenti da tempo nel lago di Fimon, ora scatta l'allarme in Lombardia. Sono dappertutto, sono forti, cacciano tutto quel che si muove. Come già per le nutrie: non sono arrivate con un charter dal Sudamerica, e nemmeno i granchi che stanziano naturalmente in Louisiana (USA); il " merito" è sempre di qualche furbone che trasferisce clandestinamente animali esotici per poi accorgersi di non poterli gestire: e loro si moltiplicano di volata e invadono un ambiente che non essendo il loro riceve danni irreparabili. Gli squaletti che si sono spiaggiati a Jesolo, invece, non li ha portati nessuno. È questione tutta loro e si tratta di capire -a rigor di scienza- perché hanno deciso il suicidio anziché aspettare il pescatore che li passa poi alle scatole etichettate con la scritta "tonno". Stravaganze d'estate, sia pure memorabile.
BUS DRIVER, CHE MESTIERE- A settembre scatta la sorveglianza sui bus FTV; intanto gli autisti se la devono vedere con episodi vari, nemmeno uno piacevole. La polizia ha preso un nomade di via Cricoli protagonista di una rapina proprio ai danni di un autista: senza biglietto, ha finto di voler cambiare denaro e si è portato via il borsello con 385 euro. Capiamo l'imbarazzo di chi si batte da anni per l'affermazione di un diritto sacrosanto da parte dei nomadi, siano rom o sinti, di una accoglienza che sempre più naufraga nell'ostilità più esplicita; capiamo, ma non si può far finta di non vedere: nel caso specifico questo nomade è un regolare e stanziale. Il problema non deve essere proprio la distinzione tra i due concetti. Sarkozy, in Francia, non chiede l'appartenenza etnica, li paga semplicemente: purché tornino in Romania...
nr. 30 anno XV del 28 agosto 2010